Paceco: Aurora Petralia vince la borsa di studio dedicata ad Anna Manuguerra
La studentessa Aurora Petralia, della classe 3ª A dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Paceco, è la vincitrice della borsa di studio dedicata ad Anna Manuguerra, la donna uccisa dal marito nella sua casa di Nubia il 20 novembre 2016. Un riconoscimento che il Rotary Club Trapani Birgi Mozia assegna ogni anno per trasformare la memoria della vittima in un impegno educativo rivolto ai più giovani.
Alla cerimonia hanno partecipato la presidente del Rotary, Mariella De Luca, la dirigente scolastica Barbara Mineo, la famiglia Manuguerra, la psicologa della scuola Dott.ssa Maltese, e le docenti Rindinella, Di Giorgi, Muro, Carollo e Rigirello.
Il Rotary: “Un premio che nasce dal dolore, ma guarda al futuro”
La presidente del Rotary, Mariella De Luca, ha parlato a lungo agli studenti. «Sono un’assistente sociale da tanti anni, un lavoro che faccio con il cuore» ha detto, prima di ricordare la storia di Annamaria. «È stata uccisa perché non riusciva più a sopportare la violenza del marito. Aveva aspettato di vedere i figli crescere per trovare il coraggio di separarsi».
Davanti alla classe, De Luca ha trasformato quel racconto in un invito esplicito ai ragazzi: «Quando una relazione non funziona bisogna parlarne. Anche tra adolescenti esistono dinamiche tossiche. Non abbiate paura di chiedere aiuto».
La scuola: “Il rispetto non è negoziabile”
La dirigente Barbara Mineo ha insistito sull’importanza dei segnali apparentemente piccoli: «La violenza non è solo fisica. Anche una parola può ferire. Dovete rispettarvi e farvi rispettare, sempre».
Ha ricordato che la scuola lavora da tempo sul tema delle relazioni sane e dell’educazione emotiva: «Il progetto gentilezza è concluso, ma il suo valore resta. Vogliamo che i ragazzi imparino a riconoscere i comportamenti sbagliati fin dall’inizio».
La figlia di Anna: “Fate attenzione ai primi segnali”
Presente anche Mariagrazia Manuguerra, figlia della vittima, che ha portato una testimonianza diretta e molto sentita: «La violenza comincia dalle basi, dai piccoli gesti che non vanno bene. Fatevi rispettare e ascoltate gli adulti quando vi dicono che qualcosa non è sano».
Ha ricordato anche il dolore vissuto dalla famiglia dopo l’omicidio: «A noi non ha pensato nessuno. Andare avanti non è stato facile. Per questo la memoria di mia madre deve servire agli altri».
Lo sportello d’ascolto: “Chiedere aiuto è un atto di coraggio”
La dott.ssa Maltese, psicologa della scuola, ha richiamato un cartellone realizzato negli anni precedenti dagli alunni: «Non si ama da morire. Se ti tiene triste, non è amore».
Ha spiegato quanto sia importante rivolgersi agli adulti: «Qui non siete soli. Siete circondati da figure significative. Chiedere aiuto non è debolezza, ma maturità».
Un premio che ha il volto di Aurora
Il riconoscimento assegnato ad Aurora Petralia non rappresenta solo un merito scolastico: è un simbolo di continuità, un modo per ricordare Annamaria attraverso l’impegno e la sensibilità delle nuove generazioni.
Un messaggio consegnato a una studentessa, ma rivolto a un’intera comunità: la memoria può diventare educazione, prevenzione e scelta di vita.
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