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29/11/2025 02:00:00

Inaugurato ad Alcamo lo Sportello di Prossimità dell’ULEPE 

È stato inaugurato ad Alcamo, nei locali dell’Ufficio di Servizio Sociale di via Silvio Tornamira – bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività – il nuovo Sportello di Prossimità dell’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna (ULEPE), punto di riferimento per il Distretto D55 (Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi-Segesta). L’apertura è stata accompagnata da un partecipato convegno ospitato alla Cittadella dei Giovani, dedicato ai temi della giustizia di comunità e dell’esecuzione penale esterna.

 

Surdi: “Un passo avanti per inclusione e reinserimento sociale”

Presente all’iniziativa il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, che ha sottolineato l’importanza del nuovo presidio: “L’appuntamento di ieri pomeriggio ha rappresentato un passaggio significativo per le politiche di inclusione e giustizia di comunità nel nostro territorio. I destinatari di questo servizio sono persone che, attraverso percorsi guidati e controllati, hanno l’opportunità di reinserirsi nel tessuto sociale e ricostruire legami”. Il primo cittadino ha evidenziato inoltre la valenza simbolica dell'edificio che ospita lo sportello, un bene confiscato alla criminalità organizzata oggi destinato a servizi utili alla collettività.

 

Un presidio settimanale per il Distretto D55

Lo Sportello di Prossimità, attivato in virtù del protocollo d’intesa sottoscritto nel 2024 tra il Comune di Alcamo e l’ULEPE, è operativo da giugno 2025. Sarà aperto una volta a settimana e avrà il compito di: gestire le misure alternative alla detenzione, monitorare i condannati che scontano la pena fuori dal carcere, favorire il reinserimento sociale e lavorativo, creare un punto di raccordo tra UEPE, servizi sociali, sanitari e Terzo Settore.

Un presidio che – come sottolineato dai relatori – permette di avvicinare l’azione dell’esecuzione penale esterna alla comunità e alle sue esigenze.

 

Interventi e approfondimenti durante il convegno

Ai saluti istituzionali del sindaco Surdi sono seguiti quelli del vicario del Vescovo, don Rino Rosati, del viceprefetto Filippo Consoli e dei rappresentanti dei comuni del Distretto 55 e dell’Ordine degli Avvocati di Trapani.

I lavori, moderati dal Direttore dell’ULEPE di Trapani, Rosanna Provenzano, si sono concentrati sul significato e sulle prospettive della giustizia di comunità. “La giustizia di comunità – ha affermato Provenzano – avvia processi di aiuto verso persone entrate a vario titolo nelle maglie della giustizia, migliorando la comunità di appartenenza attraverso iniziative collettive e programmi specifici”.

Spazio anche alla lectio magistralis sulla giustizia riparativa, con un focus sulle criticità normative e culturali attuali.

Sono intervenute inoltre Maria Gallo (FPSS ULEPE Trapani) e Maria Elena Palmeri (Assistente Sociale del Comune di Alcamo), che hanno illustrato le attività già avviate dallo sportello e le future prospettive operative. L’avvocata Tiziana Pugliesi ha affrontato il tema delle misure alternative alla detenzione alla luce della riforma Cartabia.

 

La parte centrale del convegno ha offerto testimonianze concrete di percorsi di inclusione socio-lavorativa, con particolare riferimento alle iniziative promosse dalla Cooperativa Giotto, che da anni opera nel campo del reinserimento di persone sottoposte a misure penali.

 

A chiudere i lavori, il Direttore regionale dell’ULEPE Sicilia, Gabriella Di Franco, che ha evidenziato il ruolo dei servizi territoriali nell’attuazione delle riforme in corso e l’importanza di una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, enti locali e comunità.