Venticinque anni di solidarietà non si raccontano soltanto con un anniversario. Si misurano nelle opere realizzate, nelle relazioni costruite, nelle persone che hanno scelto di sostenere un progetto lontano geograficamente ma diventato, nel tempo, parte della vita civile del territorio trapanese.
Sabato 6 dicembre, alle 17.30, l’Hotel Tirreno di Pizzolungo ospiterà l’incontro “25 anni di solidarietà”, promosso dall’associazione Tuluile Bantu – A.TU.BA. APS di Trapani. Sarà un momento per ripercorrere la storia dell’associazione, le tappe più significative del suo impegno e i risultati ottenuti a Makumbi, nella Repubblica Democratica del Congo.
La serata non nasce come una semplice celebrazione. Vuole essere anche un’occasione di racconto e rendicontazione pubblica: cosa è stato fatto, quali bisogni restano aperti, quale responsabilità continua a legare i volontari trapanesi a una comunità nel cuore della foresta equatoriale.
A.TU.BA. ha costruito negli anni un progetto di crescita sociale e culturale a Makumbi, sostenuto da iniziative benefiche, donazioni, adozioni a distanza e missioni di volontariato. In quel villaggio sono sorti un Centro Polivalente, strutture sanitarie, scuole di diversi ordini e gradi, una chiesa e spazi di accoglienza per la comunità locale.
Non sono interventi astratti. Sono luoghi concreti: aule, letti, reparti, spazi dove si studia, ci si cura, si viene accolti. In territori segnati da povertà, isolamento e instabilità, anche una struttura essenziale può cambiare il destino quotidiano di una comunità.
A raccontare questo percorso saranno i soci fondatori, i volontari attivi e gli operatori sanitari che negli anni hanno prestato servizio presso l’ospedale di Makumbi. Le loro testimonianze restituiranno la parte meno visibile di un progetto umanitario: il tempo dedicato, le difficoltà logistiche, le partenze, i ritorni, la continuità degli aiuti.
Il rapporto tra Trapani e Makumbi nasce da una scelta precisa: non limitarsi all’assistenza occasionale, ma provare a sostenere nel tempo un percorso di sviluppo. È questa la differenza tra la solidarietà emotiva e la solidarietà organizzata. La prima si accende davanti all’emergenza. La seconda costruisce, verifica, insiste, accompagna.
Nel caso di Tuluile Bantu, il lavoro ha riguardato soprattutto la salute e l’istruzione. Due diritti fondamentali che, in molte aree della Repubblica Democratica del Congo, restano fragili. Il sito dell’associazione ricorda che a Makumbi sono state realizzate strutture sanitarie e scuole frequentate da centinaia di studenti sostenuti a distanza da famiglie italiane.
L’ospedale di Makumbi è uno dei simboli più forti di questo impegno. Una raccolta fondi dedicata al progetto sanitario lo descrive come una struttura pensata per contrastare la mortalità legata alla mancanza di cure, con reparti e posti letto da rendere pienamente operativi attraverso l’acquisto di attrezzature.
Dietro queste opere c’è anche una storia di resistenza. Negli anni, l’area del Kasai è stata attraversata da violenze e instabilità, con conseguenze pesanti anche per Makumbi. L’associazione ha raccontato in passato danni, fughe, distruzioni e la necessità di ricominciare, sostenendo il rientro degli abitanti e il ripristino delle strutture.
Per questo l’anniversario dei venticinque anni non può essere letto solo come festa. È anche memoria di un cammino difficile, segnato da risultati ma anche da crisi, interruzioni, nuove emergenze.
Il ruolo del territorio trapanese è stato centrale. Cene solidali, raccolte fondi, iniziative pubbliche, sostegno a distanza e donazioni hanno permesso di dare continuità ai progetti. Molte persone, anche senza essere mai state a Makumbi, hanno partecipato a una rete di aiuto che ha prodotto effetti concreti.
La serata del 6 dicembre proseguirà con una cena solidale, pensata per festeggiare il traguardo raggiunto e sostenere le attività future. È un momento conviviale, ma anche una forma di partecipazione: la solidarietà vive se continua a trovare persone disposte a farsene carico.
In tempi in cui molte parole rischiano di consumarsi in fretta, esperienze come quella di A.TU.BA. ricordano che la cooperazione nasce dalla durata. Venticinque anni significano fedeltà a un luogo, a un progetto, a una comunità.
Il titolo dell’incontro, “25 anni di solidarietà”, può sembrare semplice. Ma dentro contiene una storia lunga: quella di volontari che hanno guardato oltre i confini del proprio territorio, senza perdere il legame con la città da cui partivano.
Trapani e Makumbi restano lontane sulla carta geografica. In questi anni, però, l’associazione Tuluile Bantu ha costruito tra le due comunità un ponte fatto di scuole, cure, relazioni e responsabilità. L’anniversario serve a ricordarlo, ma soprattutto a chiedersi come continuare.
Ines D’Orazio