In questa campagna elettorale una cosa è almeno emersa con certezza: Nicola Fici è il portavoce ufficiale di Fratelli d’Italia in provincia.
Ma ha fatto pure di peggio, il presunto candidato sindaco per la città di Marsala: ha percorso lo stesso stile – non per nulla buono – dell’attuale sindaco Massimo Grillo. Entrambi attaccano la stampa quando il problema è altrove. Siccome non sanno come uscirne, su chi scaraventano? Contro chi non ha posizioni da difendere, né candidati da supportare, ma soprattutto contro chi ha il coraggio di scrivere le cose per come sono. E questo può dare fastidio, ma non legittima né i candidati né altri a dire che la stampa commette errori di “analisi”.
Ecco il comunicato di Fici
Cosa dice? Che vuole precisare alcune cose su un articolo uscito qualche giorno fa:
“Tengo a manifestare il mio disappunto in merito alle capziose ricostruzioni rivolte nei miei confronti, palesemente volte a far passare un messaggio di mia incertezza o poca grinta in vista delle prossime elezioni amministrative.
Ebbene, al riguardo voglio precisare che, proprio grazie alla mia convinzione, grinta e determinazione, mi ritrovo oggi ad essere protagonista di questa importante e delicata fase politica che, anche grazie al mio contributo, vede coinvolti all’interno di un unico tavolo di discussione sia i partiti che i movimenti civici.
Come noto, si è venuta a creare una coalizione ampia e ambiziosa, che ritengo giusto tutelare e rispettare anche nei tempi decisionali. Infatti, per governare una città complessa e variegata come la nostra Marsala, occorre il contributo di tutti, anche nell’ottica di mantenere un dialogo virtuoso e fattivo con i governi regionali e nazionali”.
Ed ecco la difesa, da portavoce del partito di Giorgia Meloni – chissà se ne abbia preso anche la tessera, almeno potrebbe essere il loro candidato ufficiale:
“Mi spiace altresì leggere quanto oggi raccontano gli articoli di giornale in merito al partito Fratelli d’Italia, per l’appunto descritto come un partito lacerato e diviso in diverse correnti, laddove invece il sottoscritto ha finora sempre riscontrato un partito unito e coeso, caratterizzato da una normale e legittima dialettica, che dovrebbe contraddistinguere ogni grande partito.
Sono quindi convinto che, così come errata sia la versione fornita sulla mia posizione, altrettanto sbrigativa ed inesatta sia la narrazione fatta in merito a Fratelli d’Italia”.
Fici, il problema di capire la politica. E di scriverla pure
Gli errori sono tanti e c’è pure malafede, che da un candidato sindaco non ci si aspetterebbe. Nell’articolo a cui si riferisce Nicola Fici, di “capzioso” non c’è nulla.
Perché in inganno, semmai, è la politica che trae in inganno gli elettori, non la stampa. Ed è una frase della quale Fici dovrebbe chiedere scusa.
C’è di più: le indiscrezioni riportate sono tutte riscontrate.
Magari sarebbe opportuno che i vertici provinciali di Fratelli d’Italia si mettessero d’accordo, dal più alto livello alla deputazione regionale fino agli esponenti comunali.
Non in ultimo, c’è una sola grande e granitica verità. Ed è su quella che Nicola Fici dovrebbe concentrarsi, anziché prendersela con la stampa o continuare a fare “caminetti”:
Ad oggi non c’è un solo comunicato ufficiale del centrodestra che dica, in modo unitario, che il loro candidato sindaco è Nicola Fici.
Ci sono riunioni. Ci sono convergenze. C’è il “si dice” e c’è il “non detto”.
Poi c’è il non fatto. Ed è su questo che il consigliere comunale dovrebbe preoccuparsi.
Infine, non ce ne voglia, ma di “sbrigativo ed inesatto” non c’è nulla. Le affermazioni di Nicola Fici confermano esattamente il problema: scambiano per “versioni errate” ciò che semplicemente non coincide con il racconto che si preferirebbe.
Non è responsabilità della stampa se la realtà disturba la narrazione che si vorrebbe.
I fatti restano gli stessi anche quando vengono descritti senza compiacenze.
Se questa chiarezza appare “sbrigativa”, il limite non è nella precisione di ciò che viene scritto, ma nella capacità di accettarlo.