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08/12/2025 19:24:00

È morto Sergio Flaccovio, editore e libraio simbolo della cultura palermitana

Palermo perde Sergio Flaccovio, editore e libraio, erede di una storia familiare che per decenni ha accompagnato la vita culturale della città. Con lui scompare una figura discreta, legata al mondo dei libri non come semplice mestiere, ma come responsabilità civile.

Flaccovio aveva raccolto l’eredità del padre, Salvatore Fausto, fondatore di una libreria destinata a diventare molto più di un luogo di vendita. Era un punto d’incontro, un laboratorio intellettuale, una casa per scrittori, artisti, giornalisti, editori, lettori.

I funerali si terranno il 10 dicembre, alle 11.30, nella chiesa del cimitero dei Rotoli.

La storia dei Flaccovio comincia nel 1938, quando Salvatore Fausto apre la libreria in via Ruggero Settimo. Era una libreria “aperta”, secondo una formula innovativa per l’epoca: si poteva entrare, sfogliare, leggere, sostare tra gli scaffali. Non era un dettaglio commerciale. Era un’idea di cultura.

Negli anni quella libreria divenne uno dei luoghi centrali della Palermo intellettuale. In quelle stanze passarono scrittori, artisti, registi, fotografi, giornalisti. Enzo Sellerio, Dacia Maraini, Michele Perriera, Cesare Zavattini, Indro Montanelli, Bruno Caruso, Mario Soldati, Nino Buttitta. Negli anni Cinquanta tra i frequentatori abituali c’era anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

La libreria non rimase soltanto libreria. Diventò galleria d’arte, casa editrice, spazio di conversazione e produzione culturale. Attorno a quel nome si costruì una parte significativa dell’editoria siciliana del Novecento.

Le collane pubblicate dai Flaccovio hanno dato spazio alla storia, all’arte, alla letteratura e alla cultura dell’Isola. Dal catalogo passarono testi dedicati alla Sicilia, monografie, saggi, opere letterarie e grandi progetti editoriali. Tutte le opere di Luigi Natoli trovarono posto in quella storia editoriale, contribuendo a tenere vivo un patrimonio narrativo popolare e insieme identitario.

Tra le esperienze più raffinate resta la rivista “Sicilia”, diventata negli anni un simbolo della produzione culturale isolana, con collaborazioni prestigiose e un’attenzione rara alla qualità grafica e intellettuale. Anche le collane dedicate ai grandi temi della storia siciliana rappresentarono un episodio importante dell’editoria italiana, sostenute dal Parlamento regionale e pensate per raccontare l’Isola con strumenti rigorosi.

Sergio Flaccovio ha attraversato questa eredità senza trasformarla in monumento. L’ha custodita in anni difficili, quando l’editoria cambiava, le librerie storiche venivano messe in crisi dalle trasformazioni del mercato e i luoghi della lettura perdevano centralità nelle città.

La crisi ha colpito anche il marchio Flaccovio, come molte realtà indipendenti e familiari. Ma quella storia ha continuato a pesare nella memoria di Palermo. Non soltanto per i libri pubblicati o venduti, ma per il modello culturale che rappresentava: una libreria come piazza, un editore come mediatore, il libro come bene comune.

Il cordoglio della città è arrivato con le parole del sindaco Roberto Lagalla. “Palermo gli sarà sempre grata”, ha detto, ricordando una storia “intimamente intrecciata” con quella della città. Lagalla ha parlato di un uomo colto, discreto e appassionato, capace di servire la cultura con naturalezza, considerandola un bene comune.

Anche Confcommercio Palermo ha ricordato la figura di Sergio Flaccovio attraverso la presidente Patrizia Di Dio, che ha sottolineato il ruolo “prezioso e illuminato” dell’editore e libraio. Un uomo capace di tenere insieme impresa e cultura, competenza e misura, in una continuità familiare che ha coinvolto il padre Fausto, Francesco e oggi Giuseppe.

Sono parole che restituiscono bene il punto. La storia dei Flaccovio non appartiene solo alla nostalgia di chi ha frequentato quella libreria. Appartiene alla storia di una città che, in alcuni suoi luoghi, ha saputo riconoscere la cultura come pratica quotidiana.

Una libreria può essere molte cose. Può essere negozio, rifugio, scuola informale, luogo di scoperta, spazio di incontro. Quella dei Flaccovio fu tutto questo. E Sergio ne ha rappresentato una continuità silenziosa, in un tempo in cui la discrezione è diventata qualità rara.

La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo dei libri, ma anche nella memoria civile di Palermo. Perché ci sono figure che non fanno rumore e tuttavia tengono insieme pezzi di città. Sergio Flaccovio era una di queste.

Con lui Palermo saluta non solo un editore e libraio, ma un modo di intendere la cultura: come servizio, cura, apertura, fiducia nella forza dei libri e nella capacità dei lettori di costruire comunità.

Ines D’Orazio