È arrivata questa mattina la conferma più temuta: Vincenzo Riccobono, 57 anni, scomparso nella notte tra l’Immacolata e il 9 dicembre, è stato trovato senza vita nel vallone sotto il viadotto dell’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Partinico.
Il corpo giaceva in una zona impervia, completamente nascosto dalla vegetazione: rovi, sterpaglie e pendenze proibitive che lo hanno reso invisibile ai soccorritori per oltre 36 ore, nonostante l’impiego di droni, termocamere e unità cinofile.
Le ricerche e il ritrovamento
Le operazioni erano scattate subito dopo il ritrovamento dell’auto dell’uomo, una Fiat Panda abbandonata sulla corsia di emergenza, con i finestrini abbassati e i fari spenti. Da quel momento, l’attenzione si era concentrata nell’area sottostante il viadotto, dove da subito si era temuto il peggio.
Solo all’alba di oggi, grazie all’intervento congiunto di vigili del fuoco, polizia, nucleo Saf e unità cinofile, e con l’ausilio di mezzi meccanici che hanno aperto varchi nella vegetazione, è stato possibile individuare il corpo del fabbro originario di Capaci.
Un'intera comunità in ansia
Nelle ore della scomparsa, il Comune di Partinico aveva attivato il Coc per supportare le operazioni, mentre la preoccupazione si era diffusa rapidamente sia in città che a Capaci, dove Riccobono era molto conosciuto.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si sarebbe allontanato dopo una lite familiare, facendo perdere ogni traccia.
Il dolore dei familiari
La scoperta del corpo chiude nel modo più tragico la speranza che, fino a questa mattina, familiari e amici avevano continuato a coltivare. Una vicenda che lascia sgomento e dolore, consegnando un epilogo drammatico alle ore di angoscia vissute dalla comunità.
Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.