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18/12/2025 09:58:00

Treni: la ferrovia Palermo - Trapani è tra le peggiori d'Italia

La linea ferroviaria Palermo-Trapani è tra le peggiori d’Italia per qualità del servizio, tempi di percorrenza e affidabilità. A certificarlo è l’ultima edizione di “Pendolaria”, il rapporto annuale di Legambiente che analizza lo stato delle ferrovie regionali e pendolari nel Paese.

Un dato che, per chi vive e lavora nella Sicilia occidentale, non suona come una sorpresa, ma come l’ennesima conferma di un disagio quotidiano che dura da anni.

 

Tempi da record (in negativo)

 

Secondo Legambiente, la Palermo-Trapani è una delle linee con i tempi di percorrenza più lunghi in rapporto ai chilometri, spesso superiori alle 3 ore per coprire poco più di 140 km, a seconda del tracciato scelto (via Milo o via Castelvetrano). Un tempo che rende il treno non competitivo rispetto all’auto privata e che penalizza pendolari, studenti, lavoratori e turisti.

La chiusura pluriennale della tratta Palermo-Trapani via Milo, riaperta solo parzialmente dopo anni di frane, cantieri e promesse mancate, pesa ancora oggi come un macigno sulla mobilità del territorio.

 

Ritardi, soppressioni e servizi ridotti

Nel rapporto Pendolaria, la linea viene indicata tra quelle caratterizzate da:

  • frequenti ritardi
  • soppressioni improvvise
  • materiale rotabile obsoleto
  • bassa frequenza delle corse

Un mix che scoraggia l’uso del treno e spinge sempre più persone verso l’auto, con conseguenze evidenti su traffico, sicurezza stradale e inquinamento.

 

Cantieri eterni e assenza di visione

 

Legambiente sottolinea come il problema non sia solo infrastrutturale, ma anche politico e gestionale. La Palermo-Trapani è l’emblema di una ferrovia:

  • mai davvero modernizzata
  • priva di elettrificazione su lunghi tratti
  • senza un progetto organico di rilancio

I cantieri, quando partono, si trasformano spesso in opere senza fine, con tempi che si dilatano ben oltre ogni previsione e senza benefici immediati per l’utenza.

 

Sicilia occidentale penalizzata

 

Nel dossier si evidenzia come le aree periferiche e insulari siano le più penalizzate dal punto di vista ferroviario. La Sicilia occidentale, in particolare, paga un isolamento strutturale che incide sul diritto alla mobilità, sullo sviluppo 

economico e sulla coesione territoriale.

Una linea ferroviaria inefficiente significa:

  • meno opportunità di lavoro
  • meno studenti che possono spostarsi agevolmente
  • meno turisti che scelgono il treno
  • più auto sulle strade

 

Le richieste di Legambiente

 

L’associazione ambientalista chiede con forza:

  • il completamento reale degli interventi sulla Palermo-Trapani
  • l’elettrificazione della linea
  • un potenziamento delle corse
  • treni più moderni e affidabili
  • una strategia che metta il trasporto ferroviario al centro della transizione ecologica

 

Una storia che si ripete

 

A ogni nuovo rapporto Pendolaria, la Palermo-Trapani torna puntualmente tra le linee peggiori d’Italia. Cambiano i governi, passano i finanziamenti, arrivano annunci e conferenze stampa, ma per chi prende il treno la realtà resta la stessa.

E mentre si parla di PNRR, mobilità sostenibile e riduzione delle emissioni, la ferrovia che dovrebbe unire Palermo e Trapani continua a essere, nei fatti, una delle principali ferite infrastrutturali della Sicilia.