«Pronti a non andare a Bologna». Trapani Shark minaccia lo stop
Dopo giorni di tensione crescente, arriva l’atto più duro. La Trapani Shark, attraverso il direttore sportivo Valeriano D’Orta, ha minacciato di non scendere in campo a Bologna per il prossimo turno di Serie A. Un comunicato al vetriolo, letto in sala stampa al termine della sconfitta interna contro Varese, che rappresenta un vero e proprio ultimatum alla Federazione Italiana Pallacanestro e alla Lega Basket Serie A.
Il comunicato: “Accanimento persecutorio contro il club”
«La Trapani Shark prende atto delle recenti determinazioni adottate dalla LegaBasket e dalla FIP che rappresentano un atto di palese ingiustizia e accanimento persecutorio nei confronti del club», ha dichiarato D’Orta, con tono fermo e deciso. «Si sta compromettendo irreparabilmente la nostra competitività e l’equità dell’intero campionato».
Nel mirino ci sono, ancora una volta, il blocco dei tesseramenti e l’impossibilità per l’allenatore Alex Latini di sedere in panchina, a causa delle sanzioni derivanti dalle irregolarità contributive della scorsa stagione, connesse all’uso dei famigerati crediti fiscali dichiarati inesistenti dall’Agenzia delle Entrate.
Il club contesta però la legittimità delle sanzioni, sostenendo di aver dimostrato la buona fede e di aver regolarizzato ogni pendenza.
L’affondo: “Trattamento differente rispetto ad altri club”
Nel comunicato, la società ricorda casi del passato: Cantù nel 2019 e Brescia nel 2020, situazioni gestite – secondo il club – con maggiore flessibilità da parte delle istituzioni. «All’epoca la FIP favorì soluzioni che evitarono il collasso di quelle società. A Trapani si sceglie la linea dura, dimostrando un doppio standard inaccettabile».
Il tono si fa ancora più duro: «Queste decisioni non sono solo ostacoli operativi, ma un attentato alla nostra immagine e sopravvivenza».
La minaccia: “Valutiamo di non partire per Bologna”
La dichiarazione più forte arriva nel finale. Il club annuncia di valutare seriamente di non prendere parte alla prossima gara contro la Virtus Bologna, in programma per il 14° turno di campionato.
«Questa decisione estrema non è un capriccio – precisa il club – ma un atto di protesta necessario per denunciare pubblicamente la gravità di quanto stiamo subendo». L’obiettivo dichiarato è «sollecitare un confronto costruttivo e istituzionale», prima che il muro contro muro diventi irreparabile.
Un clima pesante
Nel frattempo, sul fronte sportivo, la squadra continua a perdere pezzi: giocatori in partenza, staff tecnico incompleto, classifica penalizzata.
Ma lo spettro del ritiro dal campionato – seppur finora evocato solo a livello simbolico – comincia a materializzarsi in un clima che, a Trapani, non è più solo sportivo.
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