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31/12/2025 18:00:00

Trapani, proposta per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini

Una lettera aperta che diventa atto politico. In Consiglio comunale a Trapani è stata presentata una mozione per la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa nel 1924, ritenuta oggi “una vergogna e una ferita per la comunità” perché incompatibile con i valori costituzionali e democratici. A firmarla è Andrea Genco, vicepresidente del Consiglio comunale.
La presa di posizione arriva in un contesto consiliare denso di provvedimenti approvati, tra cui quelli sulla riqualificazione dell’ex scuola Eugenio De Rosa, degli immobili comunali di via Carreca e della piazza ex Mercato del Pesce, intitolata anche alla memoria di Mauro Rostagno. A tenere banco, però, è stata anche la mozione proposta dal gruppo Fratelli d'Italia per l’intitolazione di una strada o di uno spazio a Sergio Ramelli, vittima degli anni di piombo.
Nel dibattito, Genco distingue tra il doveroso ricordo delle vittime innocenti del terrorismo politico — di qualsiasi matrice — e la condanna senza ambiguità del nazifascismo, definito “pagina buia della storia del Paese”. In questa direzione viene richiamato anche l’intervento del sindaco Giacomo Tranchida, che ha proposto di dedicare uno spazio simbolico cittadino a tutte le vittime del terrorismo, come gesto di pacificazione storica.
La revoca dell’onorificenza al duce — si legge nella lettera — serve a marcare con chiarezza la differenza tra la memoria storica, talvolta strumentalizzata, e i protagonisti di un regime antitetico ai valori fondanti della Repubblica. L’antifascismo è elemento costitutivo della Costituzione e non patrimonio di una sola parte politica”.
Genco ricorda che numerosi Comuni italiani hanno già adottato provvedimenti analoghi e auspica che Trapani faccia lo stesso, confidando in un voto unanime del Consiglio. La mozione, intanto, sta raccogliendo sottoscrizioni trasversali tra i consiglieri.

Ecco la lettera aperta in versione integrale:

"LETTERA APERTA: PRESENTATA UNA MOZIONE PER LA REVOCA DELLA CITTADINANZA ONORARIA A BENITO MUSSOLINI


Gentile Direttore,
in questi giorni il Consiglio Comunale ha approvato decine di atti, tra cui quello concernente la riqualificazione dell’ex scuola Eugenio De Rosa, degli immobili comunali di Via Carreca e della Piazza Ex Mercato del Pesce, che da qualche anno è intitolata anche alla memoria di Mauro Rostagno.
Ha fatto invece molto discutere l’approvazione di una mozione per l’intitolazione di una strada o uno spazio a Sergio Ramelli, presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia.
Sergio era un militante del Fronte della Gioventù e nel 1975, a soli diciotto anni, venne ucciso brutalmente da alcuni militanti della sinistra extraparlamentare legati a Avanguardia Operaia. Sergio è dunque una delle tante vittime dei cosiddetti anni di piombo, quando la lotta politica e ideologica degenerava spesso in atti efferati e persino terroristici.
È la stessa storia che accomuna, ad esempio, Fausto e Iaio, due giovani diciottenni militanti di Lotta Continua che frequentavano il centro sociale Leoncavallo, o Roberto Scialabba, anche lui militante di Lotta Continua che venne ucciso a colpi di pistola da alcuni militanti del gruppo di estrema destra dei NAR. L’elenco conta purtroppo altre decine e decine di morti innocenti, e sarebbe assai lungo da riportare qui.
Qualcuno potrebbe obiettare che Sergio Ramelli, purtroppo per lui e per la sua memoria, sia oggi divenuto anche un simbolo per tanti gruppi dichiaratamente neofascisti - dai quali è opportuno ovviamente prendere le dovute distanze. Ma questo non può e non deve orientare la nostra capacità di ricordare e rendere omaggio alla sua morte. Penso quindi che lo spirito di pacificazione storica con cui Fratelli d’Italia ha presentato tale mozione vada accolto e non assimilato a tali estremismi.
Proprio per questo è assolutamente apprezzabile e condivisibile l’intervento del Sindaco Giacomo Tranchida, che propone di dedicare un impianto o uno spazio simbolico della città a tutte le vittime innocenti del terrorismo di matrice politica.
Fare ancora oggi lotta ideologica su questo sarebbe infatti quantomeno da meschini. Sarebbe anche la riprova che dalla nostra storia non riusciamo proprio a imparare nulla. Oggi occorre condannare ogni atto di violenza politica o comunque tendente al sovvertimento dei valori liberali e democratici, conquistati a fatica col sangue dei nostri avi.
Valori peraltro già resi fragili dagli attuali assetti geopolitici e da un contesto sociale in perenne crisi.
Con lo stesso spirito, questa mattina ho presentato una mozione per la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, che fu insignito di tale onorificenza ormai più cent’anni fa nel 1924 e che oggi risulta - al pari magari di altre cittadinanze onorarie - una vergogna e una ferita per la nostra comunità, in quanto antitetica rispetto ai valori che reggono la nostra democrazia e le nostre libertà costituzionali.
Questo proprio per sottolineare la differenza che intercorre tra figure o ricorrenze di carattere storico, nel tempo e all’occorrenza strumentalizzate, da quelli che sono stati ineluttabilmente i protagonisti di una pagina buia della storia del nostro Paese - il nazifascismo. D’altronde l’antifascismo è elemento fondante della nostra Costituzione e detesto l’idea che possa essere un valore rivendicato e tutelato da una parte politica o l’altra.
Del resto, tanti Comuni italiani hanno già revocato al duce tale onorificenza e credo che dovrebbe fare altrettanto la Città di Trapani.
Non ho motivo di dubitare che questo spirito di pacificazione possa essere tradito. Anzi, sono piuttosto certo che tale proposta verrà accolta dal Consiglio Comunale all’unanimità. O almeno questo è ciò che auspico, visto che già diversi colleghe e colleghi la stanno sottoscrivendo in queste ore.

Andrea Genco - Vicepresidente del Consiglio Comunale di Trapani



Native | 31/12/2025
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