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31/12/2025 06:00:00

Sicilia. Schifani punta al 2027, opposizioni all’attacco su Ars e sanità

Un bilancio di fine anno all’insegna del dialogo istituzionale, ma anche della rivendicazione dei risultati raggiunti e della volontà di andare avanti fino al 2027. È questo il messaggio lanciato dal presidente della Regione Renato Schifani incontrando i giornalisti a chiusura dell’anno.

 

Schifani ha escluso polemiche dirette con l’Assemblea Regionale Siciliana, ma ha ribadito la necessità di abolire il voto segreto e di rivedere il regolamento di Sala d’Ercole, definito ormai obsoleto. Una posizione che, ha spiegato, sarebbe condivisa anche dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno.

Parole che hanno però immediatamente acceso la replica delle opposizioni.

 

M5S: “Governo fallito, maggioranza inesistente”

Ironico e durissimo l’intervento del coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola:
«Parlamento paralizzato? Condivido in toto questa affermazione di Schifani, che certifica il fallimento totale del suo governo. Il presidente non cerchi alibi nel regolamento dell’Ars: la vera causa della disfatta è una maggioranza inesistente, unita solo dall’obiettivo di coltivare il proprio orticello elettorale».

Di Paola elenca un bilancio senza appello: riforme mancate, inchieste giudiziarie, risorse sottratte allo sviluppo dell’isola e una gestione della sanità definita “vergognosa”. «Schifani – conclude – la smetta di autocelebrarsi: se vuole sentirsi dire bravo, se lo faccia dire dai suoi assessori. Tanto a pagare sono sempre i siciliani».

 

PD: “Ossessione per il voto segreto”

Sul fronte del Partito democratico interviene il deputato regionale Nello Dipasquale, che parla apertamente di “ossessione” del presidente per il voto segreto.
«Nella conferenza stampa di fine anno – afferma – Schifani non ha annunciato riforme o provvedimenti di rilievo, ma ha riproposto il solito ritornello contro il regolamento dell’Ars. Quelle norme hanno sempre garantito il funzionamento del Parlamento e la libertà dei deputati, e non verranno intaccate».

Dipasquale rivendica inoltre un atteggiamento responsabile dell’opposizione: «Non abbiamo mai chiesto il voto segreto sugli articoli fondamentali per il governo. Risultati come l’aumento delle giornate lavorative per i forestali e la stabilizzazione dei lavoratori Esa sono stati raggiunti grazie al nostro senso delle istituzioni. Le condizioni per bocciare tutto c’erano, ma non siamo distruttori».

La conclusione è netta: «Il presidente della Regione non pensi di commissariare l’Ars. Basta atteggiamenti irrispettosi verso il Parlamento: il regolamento di Sala d’Ercole non cambierà».

 

Un confronto destinato a proseguire anche nel nuovo anno, con una maggioranza che rivendica stabilità e un’opposizione che contesta risultati e metodo. La legislatura, almeno nelle intenzioni di Schifani, va avanti. Ma il clima resta tutt’altro che disteso.



Native | 31/12/2025
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