La 77ª stagione del Luglio Musicale Trapanese si è chiusa nella Sala Grande del Complesso San Domenico con il tradizionale Concerto di Auguri. Una serata dedicata a Johann Strauss figlio, nel bicentenario della nascita, che ha portato il pubblico dentro le atmosfere eleganti e festose dei grandi concerti viennesi.
Sul podio Mirco Reina, alla guida dell’Orchestra dell’Ente Luglio Musicale Trapanese. Il programma ha attraversato alcune delle pagine più celebri del repertorio straussiano: da “Sul bel Danubio blu” al “Valzer dell’Imperatore”, da “Voci di Primavera” alla “Tritsch-Tratsch-Polka”.
La chiusura con Strauss non è stata soltanto un omaggio al “Re del Valzer”. È stata anche una scelta di tono: salutare l’anno con una musica costruita su leggerezza, ritmo, precisione orchestrale e senso della festa.
Il concerto ha concluso una stagione ampia, firmata dal direttore artistico Walter Roccaro, che ha provato a tenere insieme tradizione lirica, nuove produzioni, giovani talenti e attenzione ai temi civili.
Una stagione costruita sui “VeRBi”
La 77ª stagione del Luglio Musicale Trapanese aveva un titolo programmatico: “VeRBi di integrazione, umanità e coraggio”. Non una semplice formula grafica, ma il tentativo di dare un filo culturale a un cartellone articolato, capace di muoversi tra repertorio, ricerca e inclusione.
Il programma ha proposto oltre 30 appuntamenti, con sette opere liriche, 14 concerti, due produzioni di balletto e diversi eventi speciali. Tra i titoli in cartellone, “Il trovatore”, “Carmen” e “L’italiana in Algeri”, insieme a due prime assolute e a progetti pensati per allargare il pubblico del teatro.
Il Luglio Musicale ha celebrato anche grandi anniversari musicali: da Alessandro Scarlatti a Maurice Ravel, da Georges Bizet a Luciano Berio. Un modo per attraversare epoche e linguaggi diversi, senza ridurre la stagione a una somma di spettacoli.
In questo quadro, il Concerto di Auguri dedicato a Strauss ha avuto la funzione di un epilogo riconoscibile: riportare il pubblico a una dimensione condivisa, popolare nel senso migliore del termine, dove la qualità musicale incontra una forma immediata di partecipazione.
Il pubblico e l’orchestra
La risposta del pubblico ha confermato il legame tra Trapani e il suo ente lirico. Il Concerto di Auguri è uno di quegli appuntamenti che non vivono solo di programma musicale, ma anche di rito collettivo: si chiude una stagione, si saluta l’anno, si misura il rapporto tra il teatro e la città.
L’Orchestra dell’Ente, diretta da Mirco Reina, ha lavorato su un repertorio che richiede brillantezza, equilibrio e controllo. La musica di Strauss può sembrare leggera, ma proprio la sua apparente facilità impone chiarezza di fraseggio, precisione ritmica e capacità di restituire il carattere danzante senza appesantirlo.
La “Tritsch-Tratsch-Polka”, accolta da lunghi applausi, ha segnato uno dei momenti più vivaci della serata. Ma l’intero concerto ha funzionato come una sequenza di quadri sonori: valzer, polke, atmosfere festive, slanci melodici e richiami alla tradizione viennese.
Il bilancio dell’Ente
La chiusura è stata anche l’occasione per tracciare il bilancio della stagione. Il consigliere delegato Pippo De Vincenzi e l’assessora alla Cultura Rosalia d’Alì hanno parlato di “un anno di grande musica e di valori condivisi”, salutando il pubblico con gli auguri per il nuovo anno e dando appuntamento alla prossima edizione.
Il riferimento ai valori condivisi non è secondario. In un teatro di tradizione, la programmazione non riguarda soltanto la qualità artistica degli spettacoli. Riguarda anche il modo in cui un’istituzione culturale dialoga con il territorio, forma pubblico, sostiene i giovani interpreti, costruisce occasioni di accesso e partecipazione.
La 77ª stagione ha puntato anche sul XX Concorso Lirico Internazionale “Giuseppe Di Stefano”, uno dei passaggi più importanti per la valorizzazione delle nuove voci. Accanto a questo, il cartellone ha inserito iniziative di inclusione sociale e appuntamenti capaci di intercettare pubblici diversi.
È una direzione necessaria per un ente che vive in una città di provincia ma ha una storia culturale riconoscibile. Il teatro non può limitarsi a custodire una tradizione: deve renderla praticabile, comprensibile e viva.
Dalla chiusura al nuovo cartellone
Lo sguardo è già rivolto alla 78ª stagione. Walter Roccaro ha anticipato il tema del prossimo percorso: “La Stagione 2026 darà voce ai Verbi d’amore…”.
È un annuncio che mantiene continuità con il lavoro appena concluso. Dopo integrazione, umanità e coraggio, il nuovo cartellone sembra voler proseguire sulla strada di una programmazione costruita attorno a parole guida, capaci di dare senso agli spettacoli oltre la loro successione in calendario.
Per il Luglio Musicale Trapanese, la sfida resta quella di sempre: tenere insieme qualità artistica e radicamento cittadino, tradizione lirica e nuovi linguaggi, pubblico storico e nuove generazioni.
La serata dedicata a Strauss ha chiuso la stagione con un’immagine chiara: un’orchestra sul palco, una sala riunita, la musica come forma di festa civile. In un tempo in cui le istituzioni culturali sono chiamate a dimostrare ogni giorno la propria necessità, anche un valzer può diventare un modo per dire che il teatro continua a essere un luogo della comunità.
Ines D’Orazio