Via libera a PANTHER, il progetto che punta a salvare e rigenerare i fondali marini di Pantelleria. Con un provvedimento firmato il 31 dicembre 2025, la Guardia Costiera ha disposto l’interdizione dello specchio acqueo della Secca di Campobello, che resterà chiuso a pesca e navigazione fino al 15 giugno 2034. L’obiettivo è consentire il recupero di un ecosistema marino oggi fortemente degradato.
L’area interessata è ampia circa 35.000 metri quadrati, tra Punta Ficara e Punta Gattara, nel cuore del Mediterraneo. Non una semplice chiusura temporanea, ma un vero e proprio intervento di tutela ambientale di lungo periodo, pensato come un laboratorio a cielo aperto per la rinascita del mare.
Scienza e pescatori insieme
Il progetto nasce da una collaborazione inedita tra ricerca scientifica e mondo della pesca. A promuoverlo sono il DISVA dell’Università Politecnica delle Marche e l’Associazione Pescatori di Pantelleria. Sotto la direzione scientifica del professor Carlo Cerrano, PANTHER mira al ripristino degli habitat marini e alla ricostruzione della biodiversità locale, con benefici attesi anche per la pesca futura.
Divieti e regole nell’area protetta
Per tutta la durata del progetto, nell’area interdetta sarà vietato:
navigare o sostare con qualsiasi imbarcazione;
praticare la pesca, professionale o sportiva;
svolgere immersioni subacquee o attività di superficie.
Sono previste deroghe solo per mezzi di soccorso, forze dell’ordine e personale scientifico autorizzato.
Controlli e sanzioni
Il comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, Giuseppe Claudio Marrone, ha spiegato che il provvedimento è necessario sia per la tutela ambientale sia per garantire la sicurezza della navigazione durante le attività di ripristino. La sorveglianza sarà costante e le violazioni saranno punite secondo il Codice della Navigazione.
Pantelleria scommette così su un modello di protezione che guarda lontano: meno sfruttamento oggi, per avere un mare più sano domani.