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03/01/2026 18:59:00

A Custonaci cent’anni di forza e sapori: Paola Pagoto spegne 100 candeline

Un secolo di vita raccontato attraverso i gesti quotidiani, quelli che restano e che parlano più delle date. Paola Pagoto, nata a Valderice il 2 gennaio 1926 e da anni residente a Custonaci, ha festeggiato i suoi 100 anni circondata dall’abbraccio della sua famiglia. Accanto a lei i figli Giusy ed Enzo, i quattro nipoti con i rispettivi coniugi, i tre bisnipoti e un quarto in arrivo, segno che il tempo, per Paola, continua a scorrere guardando avanti.

Perfettamente lucida e ancora autosufficiente, Paola è l’immagine di una forza silenziosa che non ha mai fatto rumore ma ha retto intere generazioni. Rimasta vedova giovanissima nel 1966, si è trovata a crescere da sola due bambini, uno di otto anni e l’altra di appena uno. Anni difficili, affrontati senza mai perdere il passo, con quella determinazione che oggi tutti le riconoscono come cifra della sua vita.

C’è però un luogo simbolico che più di ogni altro la rappresenta: la cucina. È lì che Paola ha costruito legami, tramandato affetto e identità. Il suo cous cous di pesce, la pasta con le sarde, le polpette al sugo non sono solo piatti, ma memoria familiare, rituali che raccontano la Sicilia e una donna capace di trasformare la fatica in convivialità. Non a caso viene descritta come una “nonna moderna”, amante della compagnia, curiosa, capace di usare la tecnologia per restare vicina ai nipoti anche a distanza, tra videochiamate e telegiornali seguiti con attenzione per non perdere mai il contatto con il mondo.

Per il traguardo dei cento anni ha voluto scegliere tutto da sé, a partire dall’abito: colore bordeaux, deciso senza esitazioni. Un dettaglio che racconta molto del suo carattere, della voglia di sentirsi protagonista e non semplice spettatrice della festa.

Penultima di sette sorelle, Paola è stata l’unica a ereditare dalla nonna materna il “gene” della longevità, raggiungendo come lei il traguardo del secolo di vita. Ma più dei numeri, a raccontarla sono la lucidità dello sguardo, la memoria viva e quella capacità rara di attraversare il tempo restando, ostinatamente, se stessa.