FdI attacca, ma non cambia nulla. L’aumento delle indennità a sindaco, giunta e vertici del Consiglio comunale di Trapani diventa terreno di scontro politico, ma dagli atti emerge che gli importi erano già stati fissati e liquidati nei mesi precedenti.
I consiglieri di opposizione a Trapani hanno dichiarato che il sindaco e la giunta hanno messo a segno il colpaccio di fine anno: l’aumento delle indennità.
Per Fratelli d’Italia:
“Non è un dettaglio secondario quando questa decisione viene assunta: 31 dicembre, ore 12:00. Mentre la città è distratta dalle festività e l’attenzione pubblica è altrove, la Giunta confeziona il proprio personale ‘botto di fine anno’. Non fuochi d’artificio per Trapani, ma stipendi più alti per sé stessa. Una scelta scientificamente collocata nel momento più silenzioso dell’anno, che appare come un maldestro tentativo di passare inosservati, lontano dal dibattito pubblico e dal giudizio dei cittadini.
Non si tratta, tuttavia, di un episodio isolato. L’opposizione ricorda che il primo aumento delle indennità fu deliberato il 16 agosto, nel pieno della pausa estiva. Ferragosto ieri, Capodanno oggi: una costante che evidenzia una prassi precisa, ovvero assumere decisioni impopolari nei giorni di festa, quando la città è distratta o assente, nel tentativo di ridurre l’impatto pubblico delle scelte”.
La delibera stabilisce:
- - 9.660 euro lordi mensili al sindaco;
- - 7.245 euro al vicesindaco;
- - 5.796 euro ciascuno agli assessori;
- - 5.796 euro al presidente del Consiglio comunale;
- - 3.477 euro al vicepresidente del Consiglio, interamente a carico del bilancio comunale.
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Per i meloniani si tratta di “un aggravio pesantissimo per le casse comunali, mentre da mesi l’Amministrazione giustifica disservizi, ritardi e assenza di risposte con la formula ricorrente della mancanza di risorse”.
L’opposizione evidenzia una contraddizione politica evidente: solo pochi mesi fa la stessa giunta aveva ridotto le indennità richiamando il calo dei contributi regionali e la necessità di tutelare gli equilibri di bilancio. Oggi quei vincoli vengono superati e cancellati, ma esclusivamente quando si tratta dei compensi degli amministratori.
Ancora più grave, secondo Fratelli d’Italia, è la dichiarazione di immediata esecutività dell’atto: non un’emergenza sociale, non un problema di sicurezza o di servizi, ma l’urgenza di rendere subito efficaci gli aumenti, prima che la città possa prenderne piena consapevolezza.
La delibera e cosa davvero non cambia
L’atto è stato perfezionato il 31 dicembre alle ore 12, ma ha rideterminato, a decorrere dal 1° gennaio 2026, gli importi già ridefiniti il 2 ottobre scorso.
In realtà, con la nuova rideterminazione non cambia nulla: il sindaco Giacomo Tranchida continuerà a percepire 9.660 euro lordi, così come gli assessori i rispettivi importi già fissati negli atti precedenti, tutti pubblici. Anche nei mesi di ottobre, novembre e dicembre sono state liquidate le stesse indennità di funzione.
I gettoni dei consiglieri
I gettoni più elevati per il mese di novembre 2025 sono stati quelli di Maurizio Miceli, pari a 2.427,60 euro, frutto del cumulo tra presenze in commissione e in Consiglio comunale. Stesso importo per Salvatore Daidone: 2.427,60 euro.
Segue Giuseppe Peralta con 2.312,00 euro; Daniela Barbara con 1.676,20; Claudia La Barbera con 2.138,60; Giovanni Parisi e Nicola Lamia con 1.734,00; Silvestro Mangano con 1.445,00. Gettone consistente anche per Santo Vassallo con 1.560,60 euro; Baldo Cammareri, Enzo Guaiana e Franco Briale con 1.387,20 euro.
Seguono Totò Braschi con 1.271,60 euro; Marzia Patti con 1.213,80; Gaspare Gianformaggio con 1.156,00; Angela Grignano con 1.098,20 euro.
I gettoni meno elevati sono quelli di Peppe Guaiana con 580,72 euro; Giusy Poma con 578,00 euro; Tore Fileccia con 346,80 euro.