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04/01/2026 06:00:00

2026. L'anno delle elezioni a Marsala. Come arriva la città al voto di primavera

Nel 2026 Marsala non avrà solo cantieri e PNRR da chiudere: avrà soprattutto le elezioni amministrative. E stavolta la campagna elettorale è iniziata prima, perché Massimo Grillo si è ritrovato con una specie di “bonus” di sei mesi da sindaco: eletto nell’ottobre 2020, non si è votato nell’autunno 2025 ma si è scelto di uniformare le date in Sicilia, spostando la finestra alla primavera 2026. Risultato: altri mesi di gestione e, guarda caso, mesi preziosi per provare a rimettere insieme pezzi, inaugurare, tagliare nastri e recuperare consenso.

 

Grillo ricandidato, ma senza partiti: il centrodestra lo ha mollato

Grillo ha già detto che si ricandida. Ma lo fa in un quadro politico capovolto rispetto al 2020. All’inizio del mandato aveva una maggioranza enorme in Consiglio comunale; col tempo, però, ha perso pezzi, ha litigato con quasi tutti e la maggioranza “bulgara” si è sbriciolata. Oggi il centrodestra che lo aveva sostenuto lo ha scaricato: nessun accordo, niente simboli, niente coalizione. E quindi Grillo punta a un bis con liste civiche, provando a tenere insieme il suo perimetro amministrativo e qualche pezzo di politica locale (inclusi ingressi e traslochi di consiglieri, come l’operazione Udc).

Il problema non è solo la rottura con i partiti. È la percezione diffusa in città: dopo anni di amministrazione considerata scialba, senza identità, con un’ordinaria amministrazione spesso arrancante, Grillo si porta dietro una critica costante: assenza dai problemi reali. Molti cittadini gli rimproverano di essersi dedicato più agli equilibri, alle nomine, al sottogoverno e alle geometrie politiche che alla qualità dei servizi e alla manutenzione quotidiana della città.

 

Gli ultimi mesi: accelerazione sui cantieri e “spesa allegra” sugli eventi

Con l’avvicinarsi del voto, però, il ritmo è cambiato. Grillo sta provando a chiudere cantieri e progetti, a mostrare risultati, a dare l’idea di una città “in movimento”. E intanto, in parallelo, è partita una stagione di spesa pubblica molto visibile: eventi, contributi, feste. Il periodo natalizio è stato emblematico, con un cartellone ricco e costoso e casi che hanno fatto discutere, come il concerto in piazza da 60mila euro (più i costi indiretti), con malumori anche dentro la stessa giunta.

Non è solo questione di gusti: è una scelta politica precisa. Quando la gestione quotidiana non ha lasciato un segno forte, si tenta di costruire consenso anche con l’“effetto piazza”: iniziative, spettacoli, promozione. E con una macchina della comunicazione che, negli anni, è stata spesso al centro di polemiche tra consulenze, incarichi e narrativa istituzionale.

 

Gli sfidanti: Patti, Fici, Curatolo (e l’incognita degli equilibri)

Sul tavolo, oggi, ci sono almeno tre nomi principali.

Andreana Patti, ex assessore a Trapani, è una candidata che si gioca la partita sulla competenza: progettazione, numeri, capacità amministrativa. È sostenuta da ciò che resta del centrosinistra, dal Pd alle sigle più a sinistra. Sta provando a costruire un messaggio “civico” nei toni ma politicamente riconoscibile: periferie, normalità, diritti, servizi, una città che – dice – non può continuare a scambiare favori per diritti.

Nicola Fici è il candidato su cui il centrodestra ha deciso di puntare in modo formale, almeno sulla carta: Forza Italia, Fratelli d’Italia e gli altri pezzi della coalizione lo indicano come il nome “chiuso”. Ma è una candidatura che non scalda tutti, con malumori interni e il rischio classico del voto disgiunto. E soprattutto con un tema che torna sempre: più sigle e posizionamenti che programma vero, almeno finora.

Leonardo Curatolo, imprenditore, corre da outsider con un’impostazione civica. È la candidatura che può intercettare voto di protesta, delusione, stanchezza. Il suo peso reale si misurerà su una cosa: capacità di costruire liste forti e credibili e di non restare un nome “da social” senza struttura.

Sul fondo resta anche un elemento di instabilità: la politica marsalese è in movimento continuo, tra cene, convergenze tentate, riposizionamenti e “regie” più o meno visibili. E quando manca una coalizione chiaramente riconoscibile, le campagne elettorali diventano spesso una guerra di liste.

 

La vera domanda per la città

Marsala arriva alla primavera 2026 con un bilancio aperto: una città che chiede servizi, manutenzione, trasporti, gestione del territorio, programmazione vera. E una politica che, negli ultimi anni, ha dato spesso l’impressione di vivere di tattica.

Grillo prova a giocarsi il bis trasformando gli ultimi mesi in una vetrina di opere e iniziative. Patti prova a presentarsi come alternativa “competente” e organizzata. Fici è il candidato di coalizione, ma deve dimostrare di essere più di un nome messo lì per tenere uniti i partiti. Curatolo può diventare la variabile impazzita.

La campagna elettorale, in realtà, è già cominciata. La differenza la farà una cosa semplice: chi riuscirà a parlare dei problemi concreti senza venderli come slogan.