Sono passate quasi due settimane da quando, su queste pagine, definivamo l’ultimo successo politico dell’Amministrazione Lentini, a Castelvetrano, un successo a metà. Parole che hanno scatenato un piccolo terremoto social, ma anche prodotto una risposta immediata da parte del Sindaco stesso, che tramite i suoi canali ufficiali – nonché anche tramite il suo portavoce – ha voluto chiarire che non sussiste alcuna instabilità politica nel governo della città.
Eppure, il dubbio rimane. Perché se è vero che la maggioranza si è riscoperta improvvisamente unita nel rispondere al nostro articolo (facendo fronte comune sui social, e nei commenti, e persino sulla scelta dei toni che non sono stati esattamente assertivi), nella realtà dei fatti ancora i conti non tornano. Ed è proprio di conti che si deve parlare, anzi di numeri, visto che – al di là della narrazione proposta da chi siede in consiglio – non si può parlare di maggioranza solida se poi, nel conteggio, spesso mancano dei voti necessari.
E no, non si tratta di «falsità gravemente fuorvianti» come qualcuno ha tenuto a scrivere. Ed è la stessa Enza Viola, attualmente consigliera di opposizione con Obiettivo Città, a darcene conferma per telefono. Enza Viola che, d’altronde, era stata la prima a evidenziare pubblicamente come i numeri della maggioranza fossero tutt’altro che solidi. Per Viola, però, non è una questione politica. Ma di irresponsabilità.
«La maggioranza non scricchiola perché i consiglieri passano all'opposizione», ci spiega allora al telefono. «Ma perché chi fa parte del consiglio non è ancora consapevole del proprio ruolo e delle proprie responsabilità». Un’accusa che tocca, in particolare, la consigliera di maggioranza Pellerito che, secondo le parole di Viola, «non ha capito il suo ruolo dentro l’Amministrazione».
Vita Alba Pellerito – infatti – è una dei consiglieri che hanno lasciato l’aula dopo il voto sul DUP, e che non hanno partecipato alla votazione cruciale sul Bilancio. Un'assenza, la sua, che Viola definisce senza mezzi termini come un atto di «incoscienza». E che, in effetti, potrebbe essere letta come una presa di posizione politica, se si considerano i vecchi scontri tra il Sindaco e Fratelli d’Italia. Del resto, a differenza di altri colleghi che hanno scelto la via del confronto o della smentita politica, la consigliera Pellerito ha preferito percorrere un binario diverso: quello dell’attacco frontale alla stampa.
Invece di una nota ufficiale, infatti, ad arrivare in redazione (e a chi scrive) è stata una serie di messaggi poco concilianti nonché un’esplicita richiesta di «rimuovere immediatamente l’articolo», considerato lesivo della sua immagine. Una reazione che sembra tradire un certo nervosismo e che punta, in modo neanche troppo velato, a silenziare un resoconto giornalistico sgradito.
Ma la realtà dei fatti è evidente, e ne troviamo riscontro anche nelle parole di chi in aula è rimasta fino alla fine. «La consigliera Pellerito, è vero, è andata via per motivi personali» chiarisce Enza Viola, «ma io dico che ci sono cose più importanti, persino della famiglia, quando si ricopre un ruolo di governo. È una questione di consapevolezza».
Il quadro che emerge, insomma, è quello di un'Amministrazione che fa fronte comune solo sulla carta (o sulle pagine web). Superata la soglia dell'aula, infatti, quella compattezza pare svanire, lasciando il Sindaco da solo a gestire una compagine spesso distratta o, peggio, inconsapevole del peso del proprio voto. E non è solo il caso di Pellerito: la Viola punta il dito anche su Forza Italia, e in particolare sulla consigliera Vivona che – dopo aver giurato fedeltà al Sindaco votando il DUP – è andata via al momento di approvare il Bilancio.
In questo scenario, i ringraziamenti pubblici del Sindaco Lentini all'opposizione – opposizione che avrebbe garantito il numero legale proprio quel 20 dicembre – assumono un significato preciso, quasi un richiamo ai “suoi” che, con le loro assenze più o meno strategiche, rischiano di trasformarsi nel primo vero ostacolo all’operatività della loro stessa Amministrazione.
Del resto, la politica – soprattutto quella locale – non si fa con i "like" o con i tentativi di manipolare la stampa; ma con i voti, le discussioni, la presenza. Quella presenza che a Castelvetrano, numeri alla mano, non è così certa come si vuole far pensare.
Daria Costanzo