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04/01/2026 14:00:00

Separazione delle carriere, a Marsala il confronto tra Sì e No

Si sono tenuti a Marsala sabato scorso due incontri sulla riforma costituzionale della separazione delle carriere dei magistrati, che non è della giustizia, soggetta a referendum.

 

Uno a favore del SI organizzato dalla camera penale marsalese e uno a favore del NO, allestito da: PD, M5S, AVS, PRC,A.N.P.I., Ass.Difesa della Costituzione e CGIL Camera del Lavoro. Se dovesse prevalere il SI verranno istituiti due CSM, uno per la magistratura requirente e l'altro per la giudicante, che saranno scelti tramite sorteggio. Ma con una differenza, perché per i componenti togati,venti,l'estrazione a sorte è libera con l'intenzione di evitare il condizionamento delle correnti, diversamente per i dieci laici scelti dal parlamento verranno anch'essi sorteggiati da un elenco di giuristi -professori universitari e avvocati esperti- ma compilato dallo stesso. Il privilegio di scegliere comunque i propri membri è rimasto per la classe politica e il vicepresidente di turno sarà sempre un laico. Dettaglio non trascurabile è che attualmente nella XIX Legislatura ci sono circa 118 avvocati 76 alla Camera e 42 al Senato,i magistrati ed ex sono 4 tra i quali il ministro della Giustizia Nordio di FdI e Matone della Lega. Senza dimenticare che la riforma Cartabia ha ridotto a una sola volta il passaggio tra le funzioni durante la carriera, perché di questo si tratta, cambiando distretto giudiziario. Inoltre nel 2024 hanno fatto il transito solo lo 0.5% dei magistrati, ossia 48 unità.Infine l'annuario statistico della Cassazione relativo al 2023 informa che il 71% dei procedimenti penali sono stati archiviati,non arrivando al dibattimento. A tutela del processato la legge della prima donna presidente della Corte Costituzionale ha stabilito l'improcedibilità, vietandone la prosecuzione, per i processi che non siano arrivati a sentenza in due anni per l'Appello e uno in Cassazione, con delle eccezioni. Indubbiamente la componente ideologica ha il suo peso, ma la scissione delle carriere non è necessariamente prodromico alla dipendenza della magistratura inquirente dal potere politico, e comunque il popolo è sempre sovrano, il referendum indetto lo dimostra.

 

Vittorio Alfieri