Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati italiani ha generato un conflitto tra guelfi e ghibellini, confermato dalla presenza del presidente della Repubblica che ha presieduto una sessione ordinaria, per la prima volta, del CSM – oggetto della riforma – ricordando che l'organo costituzionale non è esente da difetti ed è criticabile, ma merita rispetto dalle altre istituzioni.
Gli avvocati sostengono la separazione per avere un giudice imparziale che, a loro avviso, frequentemente non esiste, perché i magistrati, condividendo la stessa carriera, concorsi e autogoverno (CSM) col pubblico ministero (PM), vengono condizionati da una mentalità corporativa, penalizzando la difesa. Giova rammentare che la pubblica accusa non rappresenta se stessa, ma lo Stato, la cui stella cometa è la ricerca della verità. Il difensore dell'indagato/imputato è chiamato a tutela del cliente, e un legale che cerchi la verità non esiste. I giuristi affermano che l'articolo 358 del cpp, che obbliga il pm a cercare prove anche a favore dell'imputato, sia sempre disatteso; i dati del Ministero della Giustizia ci raccontano che il 70% dei fascicoli annualmente aperti sono archiviati e non arrivano al dibattimento, quindi l'idea che ci sia l'appiattimento dei giudicanti sulle richieste dei requirenti è smentita.
La riforma Nordio ha stabilito l'interrogatorio preventivo a tutela dell'indagato, aggiungendo un tassello alla parità di trattamento. Inoltre, la riforma Cartabia ha introdotto l'improcedibilità, ossia estingue l'azione penale se i giudizi di impugnazione non si concludono entro termini prestabiliti: 2 anni per l'appello e 1 anno per la Cassazione – 1 anno e mezzo se il processo è complesso. A garanzia dell'imputato esiste un istituto di civiltà giuridica, la prescrizione. La garanzia per il cittadino sono i tre gradi di giudizio.
Diversamente, hanno individuato, per sanare il vulnus, la creazione di due CSM, uno per i requirenti e un altro per i giudicanti, e la fondazione di un'alta corte disciplinare con il compito di giudicare in via esclusiva gli illeciti disciplinari degli stessi. I nuovi CSM saranno articolati per 2/3 da elementi togati scelti per sorteggio e per 1/3 da membri laici sorteggiati da un elenco stabilito dal Parlamento.
La conseguenza potrebbe essere quella di un'istituzione politicizzata, perché, fermo restando l’obbligatorietà dell'azione penale, il Parlamento potrebbe stabilire per legge i reati da perseguire prioritariamente, dando maggiore potere a una categoria che si valuta principalmente in termini autoreferenziali. La separazione delle carriere dei magistrati è a rischio di eterogenesi dei fini.
Vittorio Alfieri