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06/01/2026 06:00:00

Elezioni a Marsala. Fici c'è, ma manca l'ufficialità. L'incognita Sturiano

Il passo del centrodestra a Marsala appare certo: Nicola Fici è il candidato sindaco della città. Le segreterie provinciali dicono tutte la stessa cosa: Fici è il nostro candidato. A questa certezza, però, manca ancora un’ufficialità. I documenti firmati ci sono, ma non sono pubblici e, al momento, non si intende renderli tali. Si attende l’avallo del tavolo regionale. L’appuntamento è fissato dopo l’Epifania.

 

Il commissario regionale di Fratelli d’Italia, Luca Sbardella, non intende chiudere la partita né dare l’ok definitivo senza prima avere ragionato con il capogruppo all’Ars di Forza Italia, Stefano Pellegrino, che è marsalese. Sul tavolo regionale, ovviamente, non c’è solo la questione Marsala, ma anche Agrigento, chiamata al voto e oggi con un centrodestra spaccato, e la città di Enna.

 

Beppe Bica, deputato regionale meloniano, va cauto:
“Fratelli d'Italia guarda con fiducia alle prossime amministrative di Marsala. Stiamo lavorando insieme a tutta la coalizione di centrodestra per costruire un progetto serio e condiviso, capace di rispondere alle esigenze dei marsalesi. A breve si riunirà il tavolo tecnico del centrodestra per proseguire il confronto. Siamo sulla strada giusta per individuare insieme la figura più adatta a guidare la città”.

 

Le parole di Nicola Fici

Il candidato sindaco, lanciatosi ormai da più di un anno, ha detto la sua:
“Come noto, la mia candidatura è nata nel tavolo composto da movimenti civici e partiti di centrodestra e la mia disponibilità è stata manifestata e confermata da diversi mesi. Ad oggi ci ritroviamo in una situazione in cui la decisione è stata demandata ai vertici regionali dei partiti di centrodestra e, al riguardo, ritengo che l’autorevolezza di tali partiti dovrebbe emergere proprio in questi momenti, in cui si richiede l’assunzione di punti fermi che, a mio avviso, non dovrebbero subire destabilizzazioni da parte di voci individuali”.

 

Sturiano in campo

C’è poi l’incognita Enzo Sturiano, che ha già dato la sua disponibilità a essere candidato sindaco. Non è una forzatura, sta nelle cose. Se Sturiano non fa il passo oggi, potrebbe non essere nelle condizioni di determinare un percorso certo per domani. Con un’ulteriore incognita che si chiama elezione regionale, a cui potrebbe ambire. Ma dentro Forza Italia gli spazi sono strettissimi e non si esclude una ricandidatura di Pellegrino.

Ad oggi Sturiano ha una tessera di Forza Italia, è presidente del Consiglio comunale di Marsala ed è capogruppo azzurro al Libero Consorzio provinciale. In teoria avrebbe tutte le carte in regola, ma le incognite sono due: come spiegare la discontinuità rispetto a Grillo e il fatto che a difendere questa candidatura dovrebbe essere proprio il deputato Stefano Pellegrino, che generalmente, prima di assumere una decisione, aspetta quasi un’eclissi lunare. Il tempo del rallentatore è finito per la città: o arrivano azioni chiare sulle candidature o hanno giocato tutti, e di mezzo ci va sempre e solo Marsala.

 

Gennaio, mese cruciale

La campagna elettorale stenta dunque a partire. Non ci sono coalizioni chiare né un numero certo di liste, né a destra né a sinistra. Massimo Grillo, sindaco uscente, ha confermato che, con o senza simboli di partito, può contare su cinque liste a sostegno.

A sinistra Andreana Patti ha messo insieme tutti i partiti del centrosinistra: da Rifondazione al PSI, passando per AVS, M5S e PD. Accanto alle sigle – cui si spera seguano anche le liste, cosa tutt’altro che semplice, specie per chi non è in Consiglio comunale – c’è il movimento Si Muove la Città.

Per Dario Safina, deputato regionale del PD, il percorso intrapreso a Marsala è soddisfacente:
“La candidatura di Andreana Patti sta creando molto entusiasmo. Sono sicuro che nelle prossime settimane verrà fuori un programma capace di destare attenzione tra i cittadini”.

Per Safina, “la confusione che regna sovrana nel centrodestra rende più credibile il progetto di Andreana Patti: c’è chi si preoccupa di parlare alla città e chi pensa solo alle diatribe interne e ai posizionamenti, trattando Marsala come un territorio da spartire e non da governare. Spero che il progetto possa aggregare ancora di più e che tutte le contraddizioni di questi cinque anni spingano i cittadini a scegliere una prospettiva che metta la comunità al centro dello sviluppo dell’intera provincia”.

 

La sfida politica e il clima elettorale

Il quadro politico marsalese riflette dinamiche più ampie di disaffezione, ma anche di ricerca di nuove leadership. Da un lato ci sono gruppi che criticano l’attuale gestione amministrativa, dall’altro chi difende l’operato della giunta.

Il confronto politico non è solo competizione tra candidati, ma anche dibattito sulla visione di città, sulle priorità di governo e sulla capacità delle coalizioni di offrire proposte credibili e una reale capacità amministrativa per i prossimi cinque anni.