Trapani, acqua e ATM infiammano il Consiglio: scontro su Villa Rosina
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«Il problema che arriva poca acqua nel centro storico non è dovuto al fatto che ci sia una perdita a Villa Rosina». Il sindaco Giacomo Tranchida apre così il suo intervento in Consiglio comunale, respingendo l’idea che le difficoltà idriche del centro storico siano collegate alle fuoriuscite d’acqua segnalate a Villa Rosina. «Gli studi fatti dagli uffici tecnici del Comune di Trapani, le verifiche fatte anche con ditte specializzate, sostengono che non ci sono perdite nella condotta comunale».
Ma il dibattito, anziché chiarire, finisce per alimentare la polemica. Durante l'ultima seduta consiliare si sono affrontate due questioni diverse – acqua e trasporti – legate da un filo comune: servizi essenziali che diventano terreno di scontro politico, mentre sul territorio i problemi restano visibili e irrisolti.
Sul caso Villa Rosina, il sindaco ricostruisce mesi di verifiche. Ricorda lo squarcio della condotta di Bresciana nel gennaio 2024, causato da una ditta subappaltatrice, le settimane di emergenza idrica e i controlli successivi. «Parliamo di una condotta con una pressione enorme – sottolinea – se scoppia può mettere a rischio anche la vita degli operatori». Tranchida spiega perché lo scavo non sia stato subito chiuso: il timore di ulteriori anomalie su una infrastruttura strategica.
Ed è qui che entra in gioco il nodo centrale, rimasto sullo sfondo del dibattito politico ma determinante sul piano dei fatti. Siciliacque, gestore del sistema idrico di sovrambito, ha infatti assunto una posizione formale: «La perdita idrica che interessa l’area di Villa Rosina non è riconducibile alla rete di sovrambito gestita da Siciliacque». Non una dichiarazione informale, ma una comunicazione messa nero su bianco e trasmessa ai carabinieri della stazione di Trapani Borgo Annunziata, in risposta a una richiesta ufficiale di chiarimenti e documentazione.
Siciliacque ricostruisce le verifiche svolte e richiama un dato tecnico preciso. A novembre, durante le operazioni di relining della condotta che collega il dissalatore al partitore Mokarta, l’acquedotto è stato svuotato e chiuso completamente per un’intera settimana. Un fermo totale della linea. Eppure, si legge nella comunicazione, «nonostante la chiusura e lo svuotamento della condotta, l’uscita d’acqua nell’area di Villa Rosina continuava a persistere». Da qui la conclusione: «La perdita non è imputabile a condotte gestite da Siciliacque».
Una presa di posizione netta che però non risolve nulla sul territorio. L'acqua a Villa Rosina continua a infiltrarsi nel sottosuolo, a riaffiorare sotto le abitazioni e lungo le strade. L’area è diventata un acquitrino permanente, con melma, ristagni, zanzare, rane e cattivi odori. «Hanno provato anche con le pompe – racconta Salvatore Daidone – ma l’acqua era talmente tanta che neanche due pompe sommerse riuscivano a contenerla. Quello che si vede in superficie è solo una piccola parte: il resto finisce sotto le case, nei terreni e nel canale di gronda».
Il volto umano della vicenda è quello di Enzo e Concetta Mustazza. La loro abitazione è a pochi metri dal punto critico. «La nostra casa galleggia sull’acqua», ripetono. L’umidità risale dal terreno, invade il giardino, entra nei pozzoneri e torna fuori mescolata a reflui, rendendo l’aria irrespirabile. Gli ispettori dell’ASP, ad agosto 2025, hanno accertato una situazione di rischio igienico-sanitario, parlando di grave nocumento alla salute pubblica. Da quella nota, protocollata e inviata al sindaco, nulla è cambiato.
In aula, però, il sindaco attacca frontalmente il comitato. «Non arriva acqua nel centro storico perché c’è la perdita a Villa Rosina. Falso. Bugie. Bugie. Bugie. Questa è strumentalizzazione politica», afferma Tranchida, puntando il dito contro Salvatore Daidone, presidente del comitato di quartiere, e respingendo la ricostruzione che lega le due emergenze.
La replica del consigliere Tore Fileccia è durissima e affonda nelle promesse mancate sull’urbanizzazione del quartiere: «Spalle larghe e buona memoria, sindaco. Ricordo bene quelle assemblee elettorali in cui dovevano arrivare milioni di euro per Villa Rosina. Favole. Oggi siamo in attesa di una graduatoria, perché abbiamo seguito la legge, non gli slogan». Poi l’attacco personale: «In 21 minuti ha dato sette versioni diverse. Io sarò distratto, ma lei è semplicemente incapace».
Con Siciliacque che si chiama fuori e il Comune che annuncia interventi tampone, la responsabilità resta sospesa.
«Dal giorno 7 partiremo con le operazioni per convogliare l'acqua altrove» ha assicurato Orazio Amenta, dirigente ai Lavori pubblici. Ma ammette i limiti: «La condotta non può essere chiusa. Uno svuotamento e un successivo riempimento richiederebbero almeno 72 ore».
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