×
 
 
07/01/2026 06:00:00

Inchiesta Liberty Lines: i fatti, le accuse e gli ultimi sviluppi giudiziari

L’inchiesta che ha coinvolto Liberty Lines, principale compagnia siciliana dei collegamenti veloci con le isole minori, è una delle più rilevanti degli ultimi anni e che ha messo grossi punti interrogativi sul sistema dei trasporti via mare. 


Un’indagine complessa, avviata dalla Procura di Trapani e dalla Guardia di Finanza, che ha ipotizzato gravi irregolarità nella gestione della flotta e nell’esecuzione di un servizio pubblico essenziale. Un’inchiesta che, dopo sequestri e misure cautelari, ha però visto l’annullamento dei provvedimenti cautelari e il dissequestro dell’azienda, mentre l’attività investigativa resta ancora in corso. Cerchiamo di ricostruire l'indagine e gli sviluppi. 

 

Il sequestro e le accuse iniziali

Il 20 novembre 2025 la Procura di Trapani dispone un sequestro preventivo d’urgenza per oltre 100 milioni di euro, poi quantificato in circa 184 milioni, colpendo l’intero compendio aziendale di Liberty Lines e le quote societarie.


L’ipotesi accusatoria è pesante: truffa ai danni dello Stato, frode nell’esecuzione di un servizio pubblico e corruzione, con riferimento ai contratti di servizio per i collegamenti marittimi con Egadi, Eolie, Pelagie, Pantelleria, Ustica e Lampedusa.

Secondo gli inquirenti, tra il 2021 e il 2022 la compagnia avrebbe continuato a operare e a incassare contributi pubblici omettendo di comunicare avarie e criticità tecniche su numerose unità veloci, in violazione dei protocolli di sicurezza previsti.

 

L’amministrazione giudiziaria e la continuità del servizio

Considerata la natura essenziale del servizio, il Gip nomina tre amministratori giudiziari con un mandato preciso: garantire continuità dei collegamenti, tutela dei lavoratori e sicurezza dei passeggeri.
Gli aliscafi continuano a viaggiare regolarmente, senza interruzioni.

 

 

 

Il cuore dell’indagine: avarie taciute e sicurezza

Il nucleo più delicato dell’inchiesta riguarda 55 avarie non dichiarate accertate su 23 unità veloci tra il 2021 e il giugno 2022.
Negli atti si parla di quadri elettrici incendiati, fumo in sala macchine, generatori in sovraccarico, perdite di gasolio, infiltrazioni d’acqua, impianti antincendio non pienamente efficienti e persino livelli di legionella ampiamente oltre soglia.

Le intercettazioni raccontano un clima di forte tensione interna e di pressione a non interrompere il servizio. Frasi come «Io cristiani a morire non ne porto» o «Facciamoci la croce che il Signore ci accompagna» diventano, per la Procura, il simbolo di una gestione orientata a non far emergere le criticità, soprattutto nei periodi di massima affluenza turistica.

Secondo l’accusa, la finalità era evitare controlli, ritardi, revoche delle concessioni regionali e ripercussioni mediatiche.

 

Il presunto rapporto con la Capitaneria e il Rina

L’inchiesta ipotizza anche rapporti illeciti con alcuni funzionari della Capitaneria di Porto e con ispettori del Rina, l’ente di certificazione.
Secondo la Procura, vi sarebbero stati favori, assunzioni, biglietti omaggio e informazioni riservate in cambio di controlli attenuati e indicazioni utili a evitare la dichiarazione ufficiale delle avarie.

 

La presunta truffa alla Regione

Un altro fronte riguarda le sovvenzioni regionali: la Procura contesta una truffa aggravata per circa 14,9 milioni di euro, ritenendo che la Regione sia stata indotta in errore sullo stato reale della flotta mentre continuava a erogare contributi pubblici.

 

Le misure cautelari e il loro annullamento

A inizio dicembre il Gip di Trapani dispone misure cautelari personali per sette dirigenti apicali della compagnia, con divieto di dimora a Trapani e Milazzo e interdizione dai ruoli direttivi.
Pochi giorni dopo, però, il Tribunale del Riesame di Palermo annulla tutte le misure cautelari personali, rilevando l’assenza dei gravi indizi richiesti dall’articolo 273 del codice di procedura penale, e successivamente ha disposto il dissequestro totale dell’azienda, restituendo alla società quote e compendio aziendale.

I giudici non si sono pronunciati sul merito delle accuse, ma hanno ritenuto insussistenti i presupposti cautelari che avevano giustificato i provvedimenti più invasivi.

 

Il dissequestro totale

Il passaggio decisivo arriva con il dissequestro totale dell’azienda: il Riesame dispone la restituzione delle quote societarie e dell’intero compendio aziendale, facendo venir meno anche l’amministrazione giudiziaria.
Per i giudici, non sussistono i presupposti cautelari che avevano giustificato il sequestro preventivo.

 

La linea della difesa

Fin dall’inizio Liberty Lines ha respinto con decisione le accuse, definendo il sequestro e le misure cautelari sproporzionati e privi dei presupposti di legge.

Nelle memorie difensive depositate al Tribunale del Riesame, i legali della compagnia hanno sostenuto che:

  • - le avarie contestate erano note e gestite secondo le procedure previste
  • - gli enti di controllo avrebbero potuto fermare i mezzi se vi fossero stati rischi reali e immediati
  • - molte contestazioni riguardano fatti risalenti nel tempo (2021–2022)
  • - non vi è stato alcun pericolo concreto e attuale per la sicurezza dei passeggeri
  • - le presunte irregolarità riguarderebbero solo lo 0,22% delle corse effettuate nel periodo oggetto d’indagine

Secondo la compagnia, alcune criticità sarebbero state normali avarie tecniche, risolte senza incidenti, danni o conseguenze operative.

 

 

L’indagine resta aperta

Il dissequestro e l’annullamento delle misure non chiudono l’inchiesta.
Le contestazioni restano formalmente in piedi e l’attività della Procura di Trapani prosegue nel merito, con l’obiettivo di accertare se le ipotesi di avarie taciute, frode, truffa e corruzione siano fondate o destinate a cadere.

Liberty Lines, dal canto suo, rivendica la piena correttezza del proprio operato, sostiene che le presunte irregolarità riguardino una percentuale minima delle corse e ribadisce che la sicurezza dei passeggeri non sarebbe mai stata compromessa.

 

Una vicenda ancora aperta

Il caso Liberty Lines resta centrale perché tocca nodi sensibili: sicurezza della navigazione, uso dei fondi pubblici, controlli istituzionali e affidabilità di un servizio vitale per le isole minori.
Il capitolo giudiziario non è chiuso. Sarà il processo – se ci sarà – a stabilire se le accuse reggeranno o se, come già accaduto in passato nel settore, l’impianto investigativo verrà ridimensionato.