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07/01/2026 12:57:00

Inferno Trapani Shark: la figuraccia mondiale e la voce della FIP Sicilia

La crisi della Trapani Shark ha assunto nelle ultime ore toni quasi paradossali, con una figuraccia che sta facendo il giro dei principali quotidiani sportivi e dei media nazionali e internazionali. I titoli – netti e senza fronzoli – raccontano la stessa immagine impietosa:

  • “Trapani, la partita in Champions è una farsa di 7 minuti: finisce 38‑5 per l’Holon”La Gazzetta dello Sport
  • “Vergogna Trapani Shark, figuraccia internazionale per la squadra di Antonini”La Repubblica evidenzia come la squadra si sia presentata in Bulgaria con appena cinque giocatori, culminando in un abbandono del campo dopo che solo due di loro erano rimasti.
  • “In Bulgaria con un solo giocatore in campo. La farsa di Trapani e le colpe del sistema” – titoli di cronaca sportiva che sottolineano l’assurdità di una gara sospesa dopo nemmeno sette minuti di gioco. (
  • “Trapani esclusa dall’Europa” – i comunicati ufficiali della Basketball Champions League sanciscono l’eliminazione dei granata dall’intera competizione dopo la sconfitta a tavolino (38‑5). 
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Questa serie di titoli, sintetizzati dai media, fotografa uno scenario che va ormai oltre la sola sconfitta sportiva: è diventato un simbolo di disorganizzazione e caos gestionale, della società di Valerio Antonini, con ripercussioni sull’immagine del basket italiano.

E tutto ciò accade alla vigilia di un altro momento cruciale: oggi, mercoledì 7 gennaio 2026, il Tribunale Federale della FIP pronuncerà un verdetto sul destino della Trapani Shark in Serie A. La società è sotto accusa per possibili dichiarazioni mendaci sull’assenza di pendenze fiscali all’atto dell’iscrizione al campionato e – in un altro fascicolo – per un presunto doppio contratto di un tesserato. Una normativa violata potrebbe significare esclusione dal torneo, dopo gli otto punti di penalizzazione già accumulati. 

 

La posizione della FIP Sicilia: equilibrio tra vicinanza e rigore

 

In questo clima di tensione, un intervento istituzionale si è distinto per tono e contenuto: le dichiarazioni di Cristina Correnti, presidente della FIP Sicilia ed ex atleta, diffuse ieri in qualità di rappresentante territoriale della Federazione Italiana Pallacanestro. Nel suo comunicato, Correnti ha espresso “sincera vicinanza agli atleti e allo staff della Trapani Shark”, riconoscendo la difficoltà del momento e sottolineando che si tratta di una situazione che “avrebbe potuto e dovuto essere prevista ed evitata con buon senso”.

La presidente ha poi ribadito un principio fondamentale: quando entrano in gioco la giustizia sportiva e gli organi di controllo governativi, la componente politica e sportiva locale “non dispone più di alcun margine di manovra”, e ogni opposizione o tutela delle ragioni deve avvenire “esclusivamente nelle sedi competenti e nei limiti previsti dall’ordinamento sportivo”.

Il messaggio di Correnti – seppur critico nella sostanza della vicenda – tenta di bilanciare due esigenze: la tutela della dignità sportiva di chi rappresenta e la necessità di rispettare processi, regolamenti e competenze degli organi federali, senza interferenze improprie.

 

Tra titoli duri e attesa di una sentenza decisiva

 

Mentre i media nazionali parlano apertamente di “farsa”, “figuraccia internazionale” e “vergogna” per il modo in cui Trapani Shark è stata costretta a giocare in Champions League, la protesta dei tifosi, il malumore dei giocatori e le critiche istituzionali raccontano un fenomeno che va ben oltre il risultato sul campo. 

Oggi il giudizio federale potrebbe segnare la fine di un progetto sportivo che soltanto un anno fa sembrava in rampa di lancio.