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11/01/2026 10:27:00

Morta da nove giorni, la bara resta in casa: l'odissea burocratica in Sicilia

Una tragedia nella tragedia sta colpendo la famiglia di Provvidenza Riccobono, un'ex impiegata di 83 anni trovata senza vita nella sua abitazione di via Scillato a Palermo.  Nonostante il decesso per cause naturali sia stato accertato, la salma non può essere rimossa né cremata per la mancanza di un nulla osta. La bara si trova ancora all'interno dell'appartamento, tra lo strazio dei parenti e le proteste dei vicini.

 

Un incubo lungo nove giorni

 

Provvidenza Riccobono viveva da sola. Quando la nipote Rosy, che si prendeva cura di lei portandole spesa e medicinali, l'ha trovata sul pavimento, la donna era già morta da cinque giorni. Da quel momento è iniziato un calvario burocratico che dura ormai da oltre una settimana.

 

Nonostante l'intervento del 118, della polizia e del medico legale — che ha certificato il decesso per cause naturali — la salma non ha ancora ricevuto il via libera per la sepoltura definitiva.

 

Il blocco della cremazione

 

Il nodo della vicenda risiede nella volontà della defunta di essere cremata. Per procedere con questa pratica, la legge richiede un nulla osta specifico del magistrato. Senza questo documento, le pompe funebri non possono chiudere la bara né trasferirla.

 

La famiglia si trova intrappolata in un rimpallo di responsabilità tra Procura, Questura e Comune. Mentre la polizia sostiene di aver inviato il fascicolo, in Procura affermano di non aver ricevuto nulla, impedendo di fatto la prenotazione della cremazione.

 

 

Emergenza sanitaria nel condominio

 

La situazione è diventata insostenibile non solo per il dolore dei familiari, ma anche per motivi igienico-sanitari. La salma è in fase di decomposizione e gli odori all'interno del palazzo sono ormai diventati intollerabili per gli altri inquilini.

 

Il vicinato ha iniziato a protestare duramente e minaccia denunce. La nipote Rosy ha lanciato un appello disperato: la bara non può essere messa in una cella frigorifera e l'ultimo desiderio della zia rischia di non essere rispettato a causa di ritardi burocratici definiti "inspiegabili".