L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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Una famiglia normale. Una di quelle che a Castellammare del Golfo conoscono in tanti, magari senza clamore, senza riflettori. Gente che lavora, cresce un figlio, torna d’estate, saluta gli amici di sempre.
Una famiglia che aveva fatto la scelta più difficile: lasciare la Sicilia per cercare altrove un futuro più stabile.
La partenza e la vita costruita in Germania
Francesco Liparoto era partito anni fa per la Germania. Aveva poco più di vent’anni e una decisione netta davanti: restare e arrangiarsi, oppure andare via e provarci davvero. Aveva scelto la seconda strada.
In Germania aveva trovato lavoro, si era inserito, aveva costruito una vita solida. Con lui c’era Nancy Giarracca, la moglie, originaria di Niscemi, e poi era arrivato il piccolo Bryan, sei anni appena.
La casa come traguardo di una vita
Insieme avevano fatto ciò che per molti emigrati rappresenta il traguardo più grande: comprare casa. Un segno di stabilità, di radici piantate dopo anni di sacrifici.
Quella casa, ad Albstadt, era diventata il centro della loro quotidianità, il luogo da cui guardare avanti.
Il boato nella notte e la fine improvvisa
Quel futuro, però, si è fermato in un attimo.
Un boato, nella notte tra giovedì e venerdì. Poi il silenzio. L’esplosione ha distrutto completamente l’abitazione. Francesco, Nancy e Bryan sono morti insieme, sotto le macerie. Una tragedia improvvisa, senza preavviso, che ha cancellato in pochi secondi anni di lavoro, progetti e speranze.

Le indagini ancora aperte
Sulle cause dell’esplosione sono in corso accertamenti da parte delle autorità tedesche. La polizia ha confermato che «le tre persone decedute sono la famiglia che viveva nell’edificio crollato» e che «la casa è stata completamente distrutta dall’esplosione».
Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire la dinamica dell’accaduto: «I tecnici della polizia scientifica e della squadra rilievi hanno verificato se l’esplosione possa essere stata provocata da una perdita di gas», hanno spiegato le forze dell’ordine, aggiungendo che «molti elementi fanno pensare al gas come possibile causa», anche perché «tutte le abitazioni della zona sono riscaldate a gas».
Al momento, precisano le autorità, «non ci sono indicazioni di manipolazioni o di un’azione dolosa». La fornitura del gas nella strada è stata interrotta a scopo precauzionale mentre le verifiche tecniche proseguono.
La notizia che colpisce Castellammare
La notizia è arrivata a Castellammare del Golfo come un colpo allo stomaco. Qui Francesco era cresciuto, qui vive la sua famiglia, qui il suo nome è legato a volti, ricordi, relazioni.
Qui la coppia tornava spesso, soprattutto nei mesi estivi: vacanze, compleanni, feste in famiglia. Bryan era il bambino che tutti aspettavano di rivedere, quello che correva tra nonni, zii e cugini. Castellammare si è svegliata più povera. Il dolore non è rimasto chiuso nelle mura di una casa, ma si è allargato all’intera comunità.
Messaggi, telefonate, silenzi. In molti faticano ancora a trovare le parole giuste per raccontare una perdita che sembra irreale.
Francesco viene ricordato come un ragazzo perbene, lavoratore, disponibile. Uno che non aveva mai fatto rumore, ma che c’era sempre quando serviva.
Nancy come una donna forte, presente, legata alla famiglia.
Bryan come un bambino pieno di vita, cresciuto tra due mondi, senza sapere che quel mondo, un giorno, lo avrebbe tradito così.
"La notizia ha colpito profondamente Castellammare del Golfo, città di origine di Francesco, dove risiedono i genitori e i fratelli e dove il legame con la comunità è sempre rimasto forte", ha aggiunto il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, "in agosto la famiglia era in vacanza a Castellammare e a novembre era tornata per il compleanno del fratello più piccolo di Francesco".
La solidarietà in Germania e la raccolta fondi
In Germania, la tragedia ha suscitato un’ondata di solidarietà immediata. A farsi carico, fin da subito, dell’organizzazione di una raccolta fondi è stato Gaetano Furore, 52 anni, amico e lontano parente della famiglia.
«Il giorno dopo l’esplosione lo shock e il dolore erano fortissimi», ha raccontato ad una tv tedesca. «Ho sentito il bisogno di fare qualcosa, di aiutare subito». Inizialmente l’obiettivo fissato era di 25 mila euro, ma «nel giro di poche ore la cifra è stata superata».
«Siamo arrivati a oltre 60 mila euro», spiega Furore, «e questi soldi serviranno anche per affrontare le spese delle sepolture. Purtroppo ora bisogna organizzare tre funerali, tre posti al cimitero, o un’area comune».
Per garantire trasparenza, «ho aperto un conto intestato direttamente ai familiari più stretti», racconta ancora. Del padre di famiglia parla con affetto: «Era venuto dalla Sicilia in Germania per costruirsi qualcosa. Aveva comprato casa, lavorava tanto. Se qualcuno aveva bisogno, lui c’era sempre. Diceva subito: “Posso aiutarti?” Erano persone dal cuore grande».
La partecipazione non si è fermata alla raccolta fondi. «Il giorno dopo l’esplosione tantissime persone hanno chiamato il municipio per chiedere come poter dare una mano», racconta Furore. «È stato offerto di tutto: alloggi per gli evacuati, aiuto manuale sul posto, cibo per i soccorritori, coperte, vestiti».
Molti residenti, ancora sotto shock, sono stati seguiti da psicologi e operatori della Croce Rossa. «Siamo stati accolti nella palestra comunale, le persone si stringevano tra loro, ti abbracciavano. Voglio dire davvero grazie a tutti: è stato un lavoro impeccabile».
Ora, conclude Furore, «l’unica cosa che desidero è che i miei amici possano essere sepolti presto e che le indagini arrivino alla conclusione».
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