L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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È solo propaganda. Così Cristina Ciminnisi, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, liquida le dichiarazioni del collega Giuseppe Bica, deputato regionale di Fratelli d’Italia, sulla riqualificazione di Villa Rosina a Trapani, accusandolo di aver costruito una narrazione fatta di annunci e fotografie, senza atti concreti.
Bica sostiene che la Regione Siciliana ha messo a disposizione fino a 14 milioni di euro per la riqualificazione urbana e che il Comune di Trapani avrebbe presentato un progetto ridotto, limitandosi a uno stralcio e rinunciando così a intercettare l’intero finanziamento. «Non è la Regione ad aver tagliato fondi», afferma, indicando nell’amministrazione comunale la responsabilità della scelta progettuale.
Una versione che Ciminnisi respinge duramente. «Leggo con stupore – e francamente con indignazione – le dichiarazioni del collega Bica», afferma. «Dire che io spererei nel fallimento del finanziamento di Villa Rosina è falso e profondamente vergognoso».
Nel mirino finiscono soprattutto metodo e comportamento politico. «Fa sorridere, amaramente, che a parlare di impegno concreto sia chi, su Villa Rosina, non aveva prodotto alcun atto, alcuna iniziativa, alcuna richiesta formale», incalza la deputata M5S. Rivendica invece il lavoro svolto nelle sedi istituzionali, a partire dalla Commissione Ars da lei richiesta e seguita. «L’unica vera “attività” del collega – sostiene – è stata farsi trovare pronto per una foto nel cortile dell’Ars, subito dopo una seduta che io avevo richiesto, convocato e portato avanti».
Secondo Ciminnisi, mentre si alimentava la comunicazione politica, le decisioni sostanziali erano già state prese. «La verità – dice – è che il Governo aveva già compiuto una scelta politica chiarissima: escludere Villa Rosina dall’unico canale di finanziamento diretto allora disponibile, i Fondi di Sviluppo e Coesione 2021–2027. Altro che finanziamenti sicuri».
Una ricostruzione che si scontra con quella di Bica, per il quale la partita resta legata ai bandi e al cofinanziamento comunale. Ma per Ciminnisi il punto è un altro: «Io non ho mai sperato nel fallimento di nulla, tantomeno sulla pelle dei cittadini trapanesi. Ho denunciato una scelta sbagliata del Governo e ho difeso il diritto di Villa Rosina a non essere presa in giro da chi prometteva certezze e preferiva la propaganda alle responsabilità istituzionali».
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