Corruzione per le case popolari allo Iacp di Trapani, indagato un funzionario
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Blitz dei Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani. Un'inchiesta coordinata dalla Procura ha portato a perquisizioni domiciliari e sequestri in tutta la provincia. Al centro delle indagini un presunto sistema di corruzione e falsi all'interno dell'Istituto Autonomo Case Popolari (IACP). Tra i nomi chiave spunta quello di Giuseppe Marino, funzionario dell'ente, accusato di aver pilotato pratiche e volture in cambio di utilità.
Il ruolo del funzionario Marino
Secondo gli atti dell'inchiesta, Giuseppe Marino, in qualità di dipendente dello IACP e affidatario delle pratiche di regolarizzazione, avrebbe agito come "regista" di un sistema volto a favorire l'occupazione abusiva di alloggi popolari.
L'accusa nei suoi confronti è pesante: avrebbe attestato falsamente la regolarità di diverse pratiche di voltura e subentro, pur sapendo che i requisiti di legge erano inesistenti. In un caso specifico, documentato dagli inquirenti, il funzionario avrebbe accettato come "compenso" persino cinque litri di olio per compiere un atto contrario ai doveri d'ufficio.
Il sistema dei falsi e degli alloggi "ceduti"
Le indagini hanno svelato come il funzionario istruisse i privati su come aggirare i controlli. Gli episodi contestati riguardano immobili a Trapani, Erice e Santa Ninfa. In diverse occasioni, Marino avrebbe dichiarato di aver verificato con esito positivo le condizioni previste dalla legge, omettendo di segnalare che gli alloggi erano stati ceduti arbitrariamente o occupati abusivamente da soggetti diversi dagli assegnatari originali.
In un episodio emblematico a Erice, l'alloggio sarebbe stato "venduto" tra privati per 5.000 euro, con il funzionario che avrebbe poi preordinato la documentazione necessaria per sanare la posizione degli occupanti abusivi.
La rete degli indagati e l'interrogatorio preventivo
L'inchiesta coinvolge complessivamente 13 indagati principali, tra cui figurano nomi già noti alle cronache giudiziarie come Ivan Randazzo e Salvatore Ciaramita. Le accuse spaziano, a vario titolo, dalla corruzione alla falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, fino all'occupazione abusiva di edifici.
Il Giudice per le Indagini Preliminari, Samuele Corso, ha fissato per il prossimo 20 gennaio 2026 una serie di interrogatori preventivi presso il Palazzo di Giustizia di Trapani. Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale introdotto dalle recenti riforme, che permetterà agli indagati di difendersi prima dell'eventuale applicazione di misure cautelari.
I nomi coinvolti nell'inchiesta
Ecco l'elenco aggiornato degli indagati che dovranno presentarsi davanti al GIP, basato sui dati contenuti nell'invito a rendere interrogatorio. Precisiamo che, a maggior ragione in questa fase di indagini preliminari, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza:
Ivan Randazzo (1984) di Erice
Salvatore Carini (1970) di Trapani
Salvatore Ciaramita (1967) di Trapani
Rosaria Daniela Titone (1971) di Marsala
Pietro Minaudo (1997) di Trapani
Mario Pace (1962) di Marsala
Tania Minaudo (1988) di Erice
Giovanna Magro (1957) di Marsala
Emanuele Titone (1989) di Marsala
Caterina Perricone (1975) di Marsala
Salvatore Di Pietra (1978) di Erice
Vito Cascio (1991) di Erice
Giuseppe Marino (1961) di Misiliscemi
Come abbiamo accennato sopra, uno degli episodi più singolari dell'inchiesta riguarda una presunta corruzione avvenuta il 5 maggio 2023. Secondo l'accusa, Giuseppe Marino (1961), in qualità di pubblico ufficiale incaricato delle pratiche amministrative dello IACP, avrebbe ricevuto da un'indagata, Rosalba Ciancimino, cinque litri d'olio come utilità personale.
Il "pagamento" in natura era finalizzato a ottenere una proposta di voltura favorevole per un alloggio a Santa Ninfa. Marino avrebbe dovuto attestare falsamente il possesso dei requisiti necessari, nonostante fosse a conoscenza del fatto che il richiedente non risiedeva nell'immobile da almeno due anni, violando così le norme vigenti.
Il sistema delle "volture facili"
Oltre all'episodio dell'olio, il funzionario è accusato di aver istruito diversi privati per aggirare le graduatorie ufficiali:
Occupazioni in sanatoria: Marino avrebbe fornito istruzioni su come inserire persone estranee negli stati di famiglia dei legittimi assegnatari al fine di simulare convivenze inesistenti e ottenere la voltura del contratto.
Falsità ideologica: In qualità di affidatario delle pratiche, avrebbe attestato esiti positivi su verifiche mai avvenute o palesemente contrarie al vero, permettendo l'assegnazione di alloggi a soggetti che non ne avevano diritto.
Omessa denuncia: Il funzionario avrebbe omesso di denunciare le occupazioni abusive di cui veniva a conoscenza, aiutando gli occupanti a eludere le investigazioni delle autorità.
La compravendita di alloggi popolari
Le indagini hanno documentato anche una vera e propria compravendita di case dello IACP. In un caso a Erice, una coppia avrebbe ricevuto da Ivan Randazzo (1984) la somma di 5.000 euro per consentire l'occupazione di un alloggio a un suo parente. Anche in questo caso, la regolarizzazione della posizione sarebbe passata attraverso dichiarazioni false e l'intervento istruttorio del funzionario Marino.
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