×
 
 
19/01/2026 06:00:00

Marsala 2026: Fici rompe l’ambiguità, il perimetro della Patti, la "numerologia" e il chiarimento di Grillo

Sono mesi di trattative attorno alla candidatura di Nicola Fici: mesi di incontri, di tavoli aperti e di sintesi mancate. A non chiudere, finora, è il centrodestra: se lo avesse fatto, la partita sarebbe già definita. Mancano le segreterie regionali, mentre quelle provinciali hanno già espresso una prima indicazione.

 

In questo lungo periodo, Nicola Fici ha scelto una linea precisa: poca comunicazione e nessuna contrapposizione frontale. Nessun attacco mirato a Massimo Grillo, anzi. Più volte, anche in Aula, ha manifestato apprezzamento per l’azione del sindaco, arrivando a votarne gli atti. Una postura istituzionale che ha tenuto il profilo basso ma ha lasciato aperti tutti i canali.

  

Sabato mattina, però, Massimo Grillo ha alzato l’asticella. Ha presentato attività svolte, obiettivi futuri e liste, ma soprattutto ha compiuto un gesto che va oltre la comunicazione: una vera e propria investitura politica. Riconoscendo Andreana Patti come unica competitor, ha delimitato il campo. Gli altri, se e quando ci saranno, non rientrano nello schema del confronto.

 

Fici arriva sui social e commenta: “Abile ed astuto Grillo… se non lo conoscessi, sarei caduto anch’io nel ‘trappolone’ mediatico che si è creato a seguito dell’attacco frontale nei confronti della Patti. Attacca la Patti per distogliere l’attenzione dei presenti, della stampa e degli addetti ai lavori dalla vera notizia: la totale assenza degli esponenti dei partiti di centrodestra! Cade nel tranello l’on. Safina che, piuttosto che lasciare la possibilità di replica ai marsalesi, certifica la recente appartenenza trapanese della candidata… una genialata!”.

 

Il controsenso

Chirurgicamente, punto per punto, il post presenta diverse contraddizioni: Grillo non ha attaccato per distogliere, ma per legittimare un avversario, lanciando un messaggio anche agli altri. Non è una trappola, è una scelta e, peraltro, fa emergere il perimetro politico della Patti.

Il primo a uscire con una dichiarazione è stato il deputato dem Dario Safina, poi il PD locale, poi una serie di post delle sigle che sposano il progetto Patti. È stato un esercizio davvero chirurgico quello di Grillo, non ci sono alibi: la Patti è a sinistra, sostenuta da liste di sinistra.

I partiti di centrodestra non erano presenti da Grillo, così come ad oggi restano bloccati su qualunque scelta; non hanno fatto passi avanti nemmeno su Fici.

 

Movimento Arcobaleno e la numerologia

Sotto i commenti al post di Fici spunta un apprezzamento del presidente del Movimento, Sebastiano Grasso, e fin qui nulla di male. Poi arriva la risposta di Baldo Venezia (Controcorrente), che esprime stima per Fici, ritenendolo un’ottima risorsa per la città:
“Ma costruire un progetto politico con il Movimento Arcobaleno (associazione di volontariato o partito politico in cerca di poltrone?) anche no”.

Ed ecco arrivare la risposta del segretario di Arcobaleno, Antonio Muscarella, che nel lungo post si aggancia alla numerologia, non parla mai di politica, offende e intimidisce Venezia:
“Lo facciamo capire a tutti chi sei… visto che offendi il Movimento di cui io sono il segretario. Voglio dirle quanto segue… così vediamo se lo capirà una volta per tutte… Lei è una persona estremamente chiusa nella sua solitudine, persona che attraversa estremi di lucidità ad altri di grande frustrazione mentale… Ripeto: FRUSTRAZIONE MENTALE. In particolare la frustrazione nei confronti di un leader come Sebastiano Grasso, in quanto le piacerebbe essere come lui”.

Continua poi così:
“Divorato da emozioni e preoccupazioni… che lo portano ad avere problemi mentali, di stomaco, alle ossa e alla pelle. Un ‘DOTTORE’ sarebbe perfetto per lei… Attraverso le sconfitte dovrebbe imparare la lezione… invece diventa ancora più un ‘DIAVOLO’. Semini sempre zizzanie e sei un SOPPRESSORE nella vita… quella vita che non ti darà mai felicità ma, ahimè, continue ‘PROVE’ per liberare quel Diavolo che hai dentro”.

Un’intimidazione continua fino al finale:
“Vivi e lascia vivere, prima imparerai la lezione meglio sarà. IMPARA LA LEZIONE a 34 anni, e a 43 anni, perché a 55 anni l’universo ti richiamerà. A buon intenditor poche parole… Adesso mi firmo come Antonino Muscarella, il Numerologo”.

 

Il perimetro della Patti

Il perimetro è chiaro: è a sinistra. Civica nella forma, ma politicamente collocata a sinistra. Le sigle sono quelle e la reazione è stata immediata: la prima linea di difesa social è arrivata dalla carica più autorevole del Partito democratico in provincia, Dario Safina, seguita a cascata da tutti gli altri.

Nel frattempo, diversi movimenti civici che si dichiarano di centrodestra e che guardano al progetto di Nicola Fici continuano a ripetere lo stesso ritornello: o Fici candidato, oppure si andrà con la Patti. Ed è qui che la narrazione si inceppa. La domanda è inevitabile: sono di centrodestra o di centrosinistra? O, più semplicemente, si muovono secondo logiche di pura convenienza politica?

Intanto Fici, con il suo post, ha messo in campo — forse senza rendersene conto — una mossa di vera architettura politica: nessun rientro a sinistra, nessuna convergenza con la Patti, nemmeno nell’ipotesi in cui non dovesse essere lui il candidato sindaco. Una linea netta, che restringe il campo e chiarisce definitivamente il perimetro politico della partita.

 

 

Grillo replica: “Nessun attacco personale, ho detto la verità”

Dopo il battage politico fatto di post, dichiarazioni e solidarietà in serie, è arrivata, a completare il quadro, la dichiarazione del sindaco Massimo Grillo.

Facciamo un passo indietro a sabato mattina, quando durante la convention il sindaco indica Andreana Patti come sua avversaria nell’altra metà del campo, a centrosinistra, e afferma che, quando l’ha chiamata a dare una mano all’Amministrazione, non lo ha fatto, sostenendo che era più importante fare l’assessore a Trapani, ma con pochi risultati, secondo Grillo.

Da lì si è scatenata la macchina di post e di solidarietà, che poi la campagna elettorale è questa: nessuna offesa personale, a differenza di mesi fa quando la Patti fu bersaglio esplicito di Valerio Antonini, con frasi denigratorie e allusioni. Allora nessuno ebbe il coraggio di manifestare pubblicamente solidarietà. Capita.

 

Il post del sindaco

Massimo Grillo affida ai social il chiarimento: “nessun attacco personale ma verità”.
E chiarisce: “Ho raccontato la mia esperienza di sindaco nel rapporto con la dipendente comunale Andreana Patti. Il biennio dopo il Covid è stato senza alcun dubbio il momento più importante e decisivo degli ultimi 60 anni. All’avvio di quella stagione di grandi opportunità, da sindaco ho creato una task force chiamando a raccolta le professionalità più pronte e qualificate in organico al Comune per far sì che Marsala potesse giocarsi al meglio la sua partita. In quell’occasione ho chiamato Andreana Patti, che è una dipendente del Comune di Marsala da diversi anni in aspettativa, dicendole che avrei avuto piacere di affidarle un ruolo di responsabilità e di grande impatto sulla macchina comunale. La sua risposta purtroppo è stata laconica: preferisco fare l’assessore a Trapani. Francamente non me l’aspettavo. Sembra una battuta poco divertente ma purtroppo non è altro che la verità: nel momento più importante e decisivo degli ultimi 60 anni, Andreana Patti ha scelto di voltare le spalle a Marsala per impegnarsi in favore di Trapani”.

Grillo poi pare abbia richiamato la Patti in un secondo momento: “Non finisce qui, perché dopo aver concluso la sua esperienza come assessore a Trapani l’ho nuovamente contattata per proporle ancora una volta di assumere un diverso ruolo di rilievo strategico nella macchina comunale. E anche lì la risposta è stata negativa: sono impegnata altrove. Qui nessuno chiedeva un sacrificio estremo ad Andreana Patti, si chiedeva una cosa molto semplice e per certi versi dovuta: le si chiedeva solo di fare il proprio lavoro, il lavoro per cui è in organico al Comune”.

A Grillo non va giù che abbia detto di no a Marsala in momenti difficili per la città e per l’Amministrazione: “Perché, diciamocelo con franchezza, non lo prescrive di certo il medico di fare l’assessore comunale a Trapani. È una scelta individuale e squisitamente politica. Legittima, per carità, ma dopo aver voltato le spalle a Marsala nel momento del bisogno non ci venga a dire ‘Io amo la mia città’, perché semplicemente non è vero, perché i fatti dicono altro. L’amore per la propria città si dimostra con i fatti, non con slogan vuoti. E Andreana Patti ha dimostrato con i fatti che ama Marsala solo se può esserne il sindaco, altrimenti la nostra città è l’ultimo dei suoi pensieri”.

 

 

Grillo: ho parlato di vita pubblica

A chi ha mosso le accuse di aver offeso la Patti per scelte personali, Grillo ha dichiarato: “Io parlo solo e soltanto di vita pubblica: incarichi politici e incarichi nelle amministrazioni sono per definizione ruoli pubblici. Chi è in organico presso una pubblica amministrazione è per definizione un impiegato pubblico. Se una professionalità non è mai disponibile per gli uffici, se ci sono continui passaggi verso altri incarichi fuori città, il tema non è la persona ma l’impatto sugli uffici e sui servizi”.

Rilancia l’attacco: “La mia critica è dura ed è politica: riguarda scelte, responsabilità e risultati nell’ambito di un incarico pubblico. Rivendico dunque il diritto, anzi il dovere, di discutere di incarichi pubblici e di scelte politiche che impattano negativamente sulla macchina comunale, perché questo è il cuore della politica locale. E chi non lo comprende, o fa finta di non comprenderlo, sarebbe meglio si dedicasse ad altro”.

 

Grillo: autogol di Safina

Rispondendo poi al deputato regionale Dario Safina, che fu il primo a uscire in difesa della Patti, Grillo è perentorio: “L’on. Safina probabilmente non se ne è nemmeno reso conto ma con il suo intervento impulsivo ha certificato due cose: (1) che quanto da me affermato è vero: mentre noi ci battevamo con fierezza per Marsala, Andreana Patti preferiva fare l’assessore a Trapani; e (2) che considera Andreana Patti politicamente cosa sua, tanto da doverle offrire una difesa non richiesta. Ora, Safina per andare dal Signorino a Strasatti deve mettere Google Maps. Non sa assolutamente nulla di Marsala. E nonostante ciò, con il metodo tipico di quel PD pensa di poter venire a Marsala con aria da capobastone neocoloniale a mettere bandierine, a dire lui a noi di cosa abbiamo bisogno e cosa dobbiamo fare, a mettere le mani sulla città. Che sia molto chiaro, all’onorevole Safina e a chi altri pensa di operare in questa maniera: non ve lo permetteremo. Marsala non è terra di conquista e con orgoglio si autodeterminerà anche questa volta”.

 

L'intervento del M5S di Marsala e la deputata regionale Ciminnisi

Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Marsala replica con fermezza alle dichiarazioni del sindaco Massimo Grillo, che, nel presentare la sua ricandidatura,
ha scelto di attaccare personalmente la candidata sindaca del centrosinistra, Andreana Patti, definendola “una burocrate che non ama Marsala” e accusandola di non essersi mai occupata delle periferie.
 

«Massimo Grillo – dichiara Franco Rapisarda, coordinatore del Gruppo Territoriale M5S Marsala – è l’ultimo che può parlare di periferie. Lui, che non ha mai messo piede in un quartiere popolare di Marsala, se non per raccattare voti, che ha trascorso la sua vita politica nei salotti buoni della destra conservatrice trapanese. Invece di parlare delle scelte professionali di Andreana Patti, spieghi ai marsalesi perché invece lui ha del tutto ignorato i quartieri in questi anni? Il suo tentativo di spostare l’attenzione dei marsalesi è vano: quattro anni di amministrazione Grillo hanno lasciato Marsala più povera, più isolata, più degradata. È ora di cambiare».
 

«L’attacco personale ad Andreana Patti – commenta la deputata regionale del M5S, Cristina Ciminnisi – non è certo il modo migliore per iniziare una campagna elettorale. Il confronto politico, anche se aspro, dovrebbe concentrarsi sui problemi reali e quotidiani dei marsalesi: dalla sicurezza alle strade, dai servizi ai giovani. Marsala merita un dibattito serio, basato sui fatti e sulle proposte, non su attacchi personali che nulla di edificante lasciano ai cittadini. Da un sindaco uscente, con un background politico come quello dell’On. Grillo, mi aspetterei un confronto più responsabile verso chi vive la città ogni giorno. Una caduta di stile che tradisce forse un po’ di nervosismo per una incoronazione dal centrodestra che stenta ad arrivare, ma che di certo non fa onore alla quinta città della Sicilia».