E’ definitiva la condanna subita dal 41enne marsalese Davide Putaggio per detenzione illegale di armi. La settima sezione penale della Cassazione (presidente Donatella Ferranti) ha, infatti, dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato dall’imputato avverso la sentenza della Corte d’appello di Palermo, che il 12 marzo 2025 ha confermato la sentenza con cui il Tribunale di Marsala, il 17 settembre 2024, aveva condannato il Putaggio alla pena di due anni e cinque mesi di reclusione, con 210 euro di multa. Avverso la sentenza di secondo grado l’imputato aveva proposto personalmente ricorso per cassazione, lamentando, con un unico motivo, “violazione di legge e vizio di motivazione in ordine al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e alla determinazione della pena”. La Suprema Corte ha, pertanto, affermato che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, “in quanto sottoscritto personalmente dall'imputato”, mentre la legge prevede che “l'atto di ricorso, le memorie e i motivi nuovi devono essere sottoscritti, a pena di inammissibilità, da difensori iscritti nell'albo speciale della Corte di cassazione”. Insomma, il ricorso “fai da te” non è consentito. Per questo motivo, oltre a vedersi confermare la sentenza di condanna, Putaggio è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali e di 4 mila euro in favore della Cassa delle ammende.