Compie 38 anni l’Avis di Paceco, una storia associativa iniziata il 23 settembre 1988 con la costituzione dell’associazione e l’elezione del primo consiglio direttivo, guidato dal presidente Alberto Zulian.
Negli anni l’associazione ha consolidato la propria struttura organizzativa e sanitaria. Nel 2003 viene istituito un PDR temporaneo nei locali della sede di via Foscolo 15. Il 7 agosto 2012 l’Assessorato regionale della Salute autorizza l’Unità di Raccolta Fissa; nel 2015 arrivano il decreto per la raccolta di sangue intero e la convenzione con l’Asp di Trapani per la fornitura di unità emotrasfusionali al presidio ospedaliero del capoluogo. Nel 2022 l’Avis di Paceco viene iscritta al RUNTS, sezione ODV.
Uno degli elementi distintivi del percorso dell’associazione è stato l’investimento sulle nuove generazioni, fortemente voluto dal presidente Zulian e dal dott. Pino Fonte, presenti sin dalla costituzione. Una linea che ha favorito il coinvolgimento dei giovani e l’affidamento di ruoli di responsabilità.
Il 22 febbraio 2025 l’assemblea dei soci ha eletto il nuovo consiglio direttivo per il quadriennio 2025-2029, composto in larga parte da giovani, tra cui due donne. Presidente è l’avvocato Salvatore Palermo. Fanno parte del direttivo i consiglieri Carlo Agneto, Carmelo Piacentino, Walter Stabile, Ivana Trincali e Roberto Marchetti. Viviana Nolfo è vicepresidente, Manuel Valenti segretario, Alberto Zulian tesoriere. Confermati il dott. Pino Fonte come referente qualità del PDR e il dott. Alberto Albertini come referente medico.
Positivi anche i dati relativi all’attività di raccolta. «Il confronto con il 2024 – spiega il presidente Palermo – evidenzia un incremento: nel 2025 sono state raccolte 810 sacche di sangue, 60 in più rispetto all’anno precedente, con 470 donatori, dieci in più rispetto al 2024».
Un risultato ottenuto, sottolinea l’associazione, grazie all’efficienza dell’ufficio di chiamata e all’impegno costante dei volontari nelle attività di accoglienza, donazione e ristoro, anche nei giorni festivi.
L’Avis di Paceco guarda ora al futuro puntando su una struttura snella e dinamica, capace di rafforzare il rapporto con la società civile, le istituzioni e soprattutto con i donatori, confermando il ruolo centrale del volontariato nella tutela del sistema trasfusionale.