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25/01/2026 10:47:00

I funerali della famiglia di Castellammare del Golfo morta in Germania

La chiesa del cimitero di Albstadt non è riuscita a contenere il dolore. Si sono svolti i funerali di Francesco Liparoto, 33 anni, della moglie Nancy Giarraca, 30 anni, e del loro bambino Bryan, di appena sei anni, morti l’8 gennaio scorso nella violenta esplosione che ha distrutto la loro abitazione nella frazione di Tailfingen.

 

Al centro della chiesa, tre bare bianche. Quella più piccola, Bryan, era posta tra mamma e papà, come nella vita, uniti anche nell’ultimo saluto. Un’immagine che ha attraversato la navata in un silenzio carico di lacrime, rotto soltanto dalle note di “Ovunque sarai” di Irama, che hanno accompagnato la cerimonia funebre.

Albstadt si è fermata per la giovane famiglia, mentre il dolore ha superato i confini tedeschi raggiungendo la Sicilia, in particolare Castellammare del Golfo, città d’origine di Francesco, e Niscemi, legata alla famiglia di Nancy. All’esterno della chiesa, fiori, candele e pupazzi continuano a ricordare una vita spezzata troppo presto.

 

Nel cimitero, Nancy e il piccolo Bryan sono stati sepolti insieme. Poco più in là Francesco, a vegliare su di loro. Uniti per sempre, per scelta e per amore.

 

Intanto, Castellammare del Golfo si prepara a fermarsi per un momento di raccoglimento: il 12 febbraio, alle ore 18, nella parrocchia di San Paolo della Croce, è prevista una celebrazione in memoria della famiglia.

 

Sul fronte giudiziario, proseguono le indagini della Procura di Hechingen per chiarire le cause dell’esplosione. L’ipotesi principale resta quella di una fuga di gas. 

 

 

Un’attenzione rafforzata da una serie di episodi registrati nei giorni successivi alla tragedia: interventi dei vigili del fuoco per segnalazioni di odore di gas a poche centinaia di metri dall’abitazione distrutta e, più recentemente, la messa in sicurezza di un’area di Albstadt-Ebingen dopo il danneggiamento di un gasdotto durante lavori di scavo, come riportato dalla stampa locale tedesca.

 

Secondo testimonianze raccolte e articoli pubblicati nei giorni scorsi, Francesco e Nancy avrebbero segnalato consumi anomali e un persistente odore di gas nella loro abitazione già prima dell’esplosione, chiedendo un controllo che sarebbe stato programmato ma non effettuato in tempo.

 

Resta così una domanda sospesa, che pesa quanto il silenzio di oggi in chiesa: se quei segnali, avvertiti e ripetuti nella zona, fossero l’annuncio di un pericolo che aspettava soltanto di essere ascoltato.