Marsala perde un volto diventato, senza clamori, simbolo di memoria, continuità e famiglia.
Si è spenta Anna Genna, la trisavola marsalese che nell’estate del 2019 aveva incarnato una storia rara e toccante: cinque generazioni di donne riunite in una sola fotografia, un’immagine semplice ma potentissima, capace di attraversare la città e restare nella memoria collettiva.
Con la sua scomparsa non se ne va solo una nonna. Se ne va il primo anello di una catena umana che aveva emozionato Marsala e raccontato, meglio di mille parole, il senso profondo delle radici.
L’agosto del 2019: cinque donne, cinque epoche, una sola immagine
Era agosto 2019 quando la nascita della piccola Alice chiuse una fila lunga quasi un secolo.
In quella fotografia, raccontata allora dalla cronaca locale, si intrecciavano 89 anni di storia familiare, cinque età diverse, cinque donne unite da un filo invisibile fatto di affetti, sacrifici, resilienza.
Accanto alla neonata c’erano la madre, la nonna, la bisnonna e la trisavola Anna Genna, allora 89enne.
Non più il classico ritratto di famiglia con tre generazioni, ma un quadro raro, reso possibile dal tempo che si allunga e dalle storie che resistono.
Un’immagine che colpì tutti: non per l’eccezionalità da primato, ma per la tenerezza disarmante della normalità.
Una vita che ha attraversato il Novecento e oltre
Anna Genna rappresentava l’inizio di tutto.
Testimone silenziosa di epoche diverse, di una città cambiata profondamente, di un mondo che ha accelerato mentre lei restava punto fermo, presenza discreta ma fondamentale.
Con la sua scomparsa, quella catena perde il primo anello.
Ma il suo significato resta intatto: vive nei ricordi, nelle immagini, nelle generazioni che ha visto crescere.