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26/01/2026 06:00:00

Sanità, la Regione mette ordine nell’intramoenia: nuove regole per l’attività

Rimettere ordine nell’attività libero-professionale dei medici siciliani e riequilibrare il rapporto tra sanità pubblica e privata all’interno degli ospedali. È questo l’obiettivo del decreto con cui il governo regionale interviene su una materia ferma da oltre dieci anni.

A sottolinearlo è il presidente della Regione, Renato Schifani, che parla di un intervento necessario per rendere il sistema più equo e vicino ai cittadini.

«Vogliamo rafforzare le prestazioni in regime istituzionale, correggere le distorsioni accumulate negli anni e garantire un accesso più giusto alle cure», spiega il governatore, ribadendo l’impegno nella riduzione delle liste d’attesa.

 

Criteri e volumi di prestazioni

 

Il provvedimento, firmato dall’assessora alla Salute Daniela Faraoni, introduce criteri più stringenti per l’organizzazione dell’attività intramuraria nelle aziende del Servizio sanitario regionale.

Il punto centrale è la coerenza tra attività pubblica e privata. I volumi delle prestazioni libero-professionali dovranno essere aderenti al fabbisogno reale e non potranno superare quelli svolti in regime istituzionale. In pratica, le direzioni strategiche delle aziende sanitarie fisseranno per ogni struttura e per ogni dirigente medico i livelli minimi di attività pubblica. Quegli stessi livelli diventeranno il tetto massimo per l’intramoenia.

L’attività libero-professionale dovrà inoltre essere svolta fuori dall’orario di lavoro e non potrà eccedere, né per volumi né per impegno orario, rispetto al servizio pubblico.

 

Le parole dell’assessora

 

«È un’operazione complessa ma necessaria – osserva l’assessora Faraoni – serve ad aumentare le prestazioni istituzionali, migliorare la trasparenza e garantire un accesso più equo alle cure».

Il decreto rafforza anche i controlli. Sono previsti sistemi separati di prenotazione e di incasso, la tracciabilità delle prestazioni e verifiche trimestrali da parte delle aziende sanitarie e dell’assessorato regionale.

Le autorizzazioni già rilasciate saranno riesaminate entro 30 giorni per verificarne la compatibilità con l’organizzazione delle strutture e con l’andamento delle liste d’attesa.

Sul fronte delle prenotazioni, le direzioni generali dovranno eliminare quelle fissate in regime pubblico ma poi effettuate in intramoenia, per evitare distorsioni nei tempi di accesso.

Una riforma che, nelle intenzioni del governo regionale, punta a tutelare i cittadini, rendere più regolari i tempi di accesso alle cure e offrire ai professionisti un quadro di regole più chiare e monitorate.

 

SCHILLACI. “Avevo sollecitato il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni a prendere delle iniziative per mettere fine al disallineamento tra le prestazioni istituzionali dei medici ospedalieri e quelle il regime Alpi. Accolgo con favore la decisione odierna con l’emanazione di un decreto che certamente sarà utile a sfoltire le liste di attesa ed a garantire il diritto alla cure ai cittadini siciliani. Ciò che era emerso nelle settimane scorse, con l’evidenza che le prestazioni in intramoenia, in tanti casi superavano quelle rese come servizio sanitario pubblico, ha fatto scattare un campanello d’allarme. Proprio questo menage ha di fatto reso impossibile, a tanti cittadini, di poter fare visite mediche o fruire di prestazioni sanitarie. Se il decreto sarà pienamente attuato, il cambio di passo nelle liste di attesa sarà concreto e soprattutto funzionale al diritto alla salute. Ed auspico che finalmente venga istituito l’Osservatorio regionale sulle prestazioni intramoenia in capo all’assessorato alla Salute”. Lo afferma Roberta Schillaci, vice capogruppo del movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana.