Telesud senza luce, senza lavoro: i dipendenti chiedono certezze, Antonini insulta
Il futuro dei lavoratori di Telesud resta appeso a dichiarazioni informali e annunci social. A certificarlo è l’ultimo aggiornamento di Assostampa Trapani, che il 26 gennaio ha fatto il punto su una vertenza che, a oltre un mese dall’avvio dello stato di agitazione, non ha ancora trovato una soluzione chiara.
Nell’incontro del 18 gennaio tra l’editore, il romano Valerio Antonini, il fiduciario di redazione e il rappresentante dei tecnici – senza la presenza del direttore responsabile Nicola Baldarotta– alcuni dipendenti hanno comunicato di avere rassegnato le dimissioni per giusta causa, a causa delle reiterate inadempienze dell’azienda. Una scelta dolorosa, compiuta per poter accedere alla Naspi, rinunciando però alle tutele previste in caso di licenziamento.
Antonini, in quella sede, ha parlato di trattative in corso per la cessione del ramo d’azienda e ha promesso un piano di rientro delle spettanze arretrate, comprese le due tredicesime del 2024 e del 2025. Nei giorni scorsi è stato effettivamente versato lo stipendio di novembre 2025. Ma per i quattro giornalisti rimasti formalmente in servizio la situazione resta paradossale: la redazione è senza energia elettrica, senza credenziali per aggiornare il sito e senza alcuna comunicazione formale di licenziamento. Le mensilità, però, continuano a maturare.
In questo quadro di incertezza totale, Assostampa Trapani ribadisce la propria vicinanza ai lavoratori e sottolinea come, al momento, l’unico elemento certo sia la volontà dell’editore di procedere alla liquidazione della società.
Parallelamente, mentre la sua emittente è di fatto ferma e i dipendenti sono al buio – in senso letterale – Valerio Antonini continua a intervenire sui social con attacchi durissimi contro l’informazione locale, i giornalisti e il sindacato.
Nell’ultimo post, pubblicato il 25 gennaio, l’editore arriva a definire “circo mediatico” il giornalismo trapanese, accusando cronisti e testate di complotti, mediocrità e persecuzioni personali.
Un copione ormai noto, che si ripete mentre Telesud – storica emittente del territorio – si avvia verso la chiusura senza che sia stato chiarito come, quando e a quali condizioni verranno tutelati i lavoratori. Tra annunci di cessioni, liquidazioni e accuse generalizzate, resta un dato incontestabile: oggi a pagare il prezzo più alto non sono i “nemici” evocati sui social, ma i giornalisti e i tecnici che per mesi hanno lavorato senza stipendio e senza certezze sul proprio futuro.
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