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27/01/2026 19:15:00

A Marsala la potatura diventa cultura: scuola e territorio insieme per l’olivicoltura

Non un semplice corso tecnico, ma un’esperienza formativa capace di lasciare il segno nel mondo agricolo locale. Il 21 e 22 gennaio 2026 l’Istituto Tecnico Agrario “Abele Damiani” di Marsala ha ospitato il corso di potatura semplificata dell’olivo, promosso in collaborazione con l’APOM – Cooperativa agricola produttori olivicoli messinesi, registrando una partecipazione ampia e trasversale.

 

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali dell’on. Eleonora Lo Curto, che ha ribadito il ruolo centrale delle aziende agricole, vitivinicole e olivicole nell’economia del territorio e la necessità di politiche regionali più incisive a sostegno della produzione locale, sottolineando il valore strategico del rapporto tra scuola, formazione e agricoltura. Nel suo intervento ha portato anche i saluti dell’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino.

Il cuore dell’iniziativa è stato però soprattutto culturale. A tracciarne il senso il prof. Giacomo Dugo, presidente dell’APOM e professore emerito di Chimica degli Alimenti dell’Università di Messina, che ha richiamato l’eccellenza dell’olivicoltura siciliana e trapanese: «Abbiamo cultivar uniche e oli tra i migliori al mondo, ma senza competenze adeguate rischiamo di non valorizzarli pienamente».

 

Dugo ha evidenziato come la potatura venga ancora spesso tramandata secondo pratiche tradizionali non sempre corrette, sottolineando la carenza di una formazione strutturata anche in ambito universitario. Da qui l’esigenza di un aggiornamento scientifico costante, fondamentale per la salute degli alberi e per una produttività sostenibile.

Non casuale la scelta di Marsala come sede del corso. «Qui c’è una scuola che dialoga con il territorio – ha spiegato Dugo – grazie alla disponibilità del dirigente scolastico Domenico Pocorrobba, attento a creare reali opportunità di crescita e lavoro per i giovani».

 

Il corso si è articolato in una giornata teorica e una pratica presso l’azienda agraria dell’Istituto, guidata dal dott. Antonino Noto, esperto di tecniche di potatura dell’olivo. Al centro, una visione moderna e razionale della gestione dell’oliveto: la produttività non dipende dalla forma estetica della pianta, ma dalla superficie reale di chioma produttiva. Da qui la necessità di semplificare le strutture legnose, evitare cimature drastiche e tagli in testa che provocano stress alla pianta e perdita di produzione.

Grande la risposta degli studenti. Inizialmente previsti in cinque per la pratica, sono diventati venti già alla lezione teorica. Un segnale chiaro: quando la scuola propone esperienze concrete e di qualità, i giovani rispondono.

 

Accanto agli studenti hanno partecipato olivicoltori, operatori del settore, docenti e produttori oleari del territorio, tra cui l’Azienda Agricola Titone, l’Azienda Agricola Xiggiari e l’Azienda Agricola Giacalone. Presente anche il prof. Nicola Trapani, già docente dell’Istituto e autore di pubblicazioni in ambito oleario.

L’esperienza di Marsala lancia un messaggio chiaro: la qualità delle produzioni passa dalla qualità delle competenze. Quando la formazione diventa pratica concreta e la scuola si apre al territorio, l’agricoltura torna ad essere progetto e futuro. Il percorso proseguirà il 30 e 31 gennaio presso la sede dell’APOM di Torrenova, nel Messinese.