Nel pieno del caos societario, con una squadra smantellata, una classifica stravolta dalle penalizzazioni e il futuro appeso alle decisioni della giustizia sportiva, il Trapani continua a vincere. Lo fa sul campo, in silenzio, quasi in controtendenza rispetto a tutto ciò che accade fuori. L’ultima prova è la vittoria in trasferta contro la Casertana, arrivata con un gruppo ridotto all’osso, fatto di giovani, seconde linee e di chi ha scelto di restare nonostante tutto.
È la “resistenza” di Salvatore Aronica, come l’ha definita la stampa sportiva. Un allenatore rimasto solo al comando, che ha cementato il gruppo proprio mentre intorno si sbriciolava la società. I numeri raccontano più di tante analisi: sei punti in due partite, zero gol subiti, e un Trapani che continua a fare il suo mestiere, anche se la Serie C sembra ormai l’ultimo dei problemi.
Ma è nel post partita che arriva la dichiarazione destinata a far discutere. Una frase pronunciata da Aronica, ripresa da tutti i siti che seguono la Lega Pro: «Siamo l’unica società in Lega Pro che ha pagato lo stipendio di novembre: prima di partire il presidente ha saldato tutta la squadra. Questo testimonia il passaggio da notizie poco confortanti a una situazione positiva. Il presidente ha fatto una grande promessa: in caso di vittoria avrebbe pagato anche dicembre».
In che senso?
Il Trapani vince, e in cambio – viene da capire – arriva la promessa di uno stipendio. Una frase che, forse nelle intenzioni di Aronica, voleva trasmettere fiducia e rassicurazione, ma che finisce per raccontare molto di più: una normalità che normale non è.
Perché se davvero il pagamento di una mensilità diventa legato al risultato sportivo, allora il quadro è ancora più fragile di quanto appaia.
Aronica, però, tira dritto. Parla di “futuro roseo”, di orgoglio, di ragazzi che non mollano. «A prescindere da quello che succede fuori dal campo, sono molto contento di questi giocatori. Se fossimo stati più attenti e accorti, avremmo avuto solo l’handicap iniziale e avremmo fatto un campionato diverso». Il riferimento è ai secondi sette punti di penalizzazione, che si sono sommati al -8 di inizio stagione, trascinando il Trapani lontano da qualsiasi ambizione.
Eppure, nonostante tutto, la squadra risponde. Aronica ha abbassato l’età media, ha dato spazio a giovani del 2005 e 2006, ha ricostruito un’ossatura di emergenza. Non arretra di un centimetro, continua a guidare il gruppo con due convinzioni chiare: che chi resta lo faccia per scelta, e che la società – prima o poi – dovrà intervenire sul mercato.