Emergenze in Sicilia: l’Ars concentra le risorse su ciclone Harry e frana di Niscemi
Stop ai ddl “territoriali” e alle cosiddette mancette: l’Ars cambia passo e concentra ogni risorsa sulle due grandi emergenze che stanno colpendo la Sicilia, il ciclone Harry e la frana di Niscemi.
La decisione è maturata nel corso di una riunione dei capigruppo, a Palazzo dei Normanni, dove il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, insieme al governo, ha definito una linea chiara: portare in Aula esclusivamente i primi provvedimenti di spesa legati alle calamità in corso, anche derogando alle normali procedure regolamentari per accelerare i tempi.
L’obiettivo dichiarato è la tempestività: “Siamo di fronte a un’emergenza straordinaria, che non consente rinvii”, ha sottolineato Galvagno.
Il Movimento 5 Stelle ha chiesto formalmente una seduta d’Aula dedicata, con la presenza del presidente della Regione Renato Schifani, per un confronto diretto sugli interventi post-ciclone e sulle misure da adottare per Niscemi. Una richiesta che punta a coinvolgere pienamente il Parlamento regionale nella gestione della fase emergenziale.
Il capogruppo M5S Antonio De Luca sostiene che “è fondamentale che i deputati conoscano nel dettaglio le azioni messe in campo dal governo e le interlocuzioni avviate con Roma, per contribuire in modo concreto ad alleviare una situazione drammatica che sta mettendo in ginocchio interi territori”.
Il PD
Il Partito democratico ha intanto presentato un ordine del giorno che chiede di destinare 500 milioni di euro dell’avanzo di amministrazione non vincolato a un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio e per il ristoro di famiglie e imprese colpite.
Il capogruppo Pd Michele Catanzaro ha denunciato: “Le risorse nazionali sono del tutto insufficienti rispetto alla gravità della situazione, ed è paradossale che, mentre il territorio siciliano frana e sprofonda, il governo Meloni continui a indicare il Ponte sullo Stretto come priorità”.
Nel frattempo, la linea tracciata a Palazzo dei Normanni è netta: tutti i disegni di legge di spesa già programmati, compresi quelli territoriali, vengono congelati. L’Assemblea continuerà a lavorare sul cronoprogramma già fissato, ma con una corsia preferenziale per ogni nuovo provvedimento legato all’emergenza, che verrà esaminato e votato senza ritardi.
GERMANA'. “La risposta della Regione e dello Stato alla devastazione del ciclone Harry è stata immediata e concreta. Con le onde ancora alte, a quarantotto ore dalla devastazione della mareggiata, il presidente della Regione Schifani ha riunito la giunta di Governo per dichiarare lo stato di calamità stanziando i primi 80 milioni. Nella giornata di ieri il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza stanziando le prime somme 100 milioni ripartiti equamente tra Sicilia, Calabria e Sardegna. I governi regionale e nazionale hanno dimostrato prontamente di voler stare accanto ai territori colpiti, non soltanto con la presenza istituzionale ma anche con i fatti. E’ evidente che i 100 milioni stanziati da Roma sono soltanto una prima tranche, basti pensare che la Sicilia rispetto alla Calabria ed alla Sardegna, ha avuto 1 miliardo di danni in più. Chi oggi davanti a una tragedia simile fa sciacallaggio dovrebbe provare soltanto vergogna. Da sei giorni ininterrottamente, uomini, donne, volontari, Protezione Civile, esercito, sindaci, forze dell’ordine, sono in campo per i primi interventi e per ripristinare la normalità. A loro va il mio più sentito ringraziamento. Lo Stato ha dimostrato di esserci da subito e ci sarà anche con più determinazione nelle prossime settimane”. Lo afferma il senatore Nino Germanà, segretario della Lega in Sicilia.
LOMBARDO. «Il ciclone Harry non è solo un evento meteorologico estremo, è un’emergenza sociale, economica e produttiva e rischia di lasciare ferite profonde, se non affrontata con strumenti adeguati».
Nel suo intervento all’Assemblea regionale siciliana, il deputato del gruppo Mpa–Grande Sicilia Giuseppe Lombardo ha posto al centro del dibattito parlamentare la gravità della situazione determinata dal passaggio del ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio ha colpito duramente la Sicilia, in particolare la fascia centro-orientale dell’Isola.
«Esprimo la piena e compiuta solidarietà, a nome del gruppo parlamentare autonomista, alla comunità di Niscemi e a tutti i territori colpiti – ha dichiarato Lombardo –. Parliamo di ore drammatiche, di una tragedia immensa, la cui portata non è ancora del tutto prevedibile».
Secondo Lombardo, l’emergenza legata al ciclone Harry non può essere limitata ai danni più visibili lungo la costa. C’è un fronte meno raccontato ed è quello agricolo.
«Le intense precipitazioni, il vento di eccezionale violenza e lo straripamento di fiumi e torrenti, in particolare il Dittaino e il Gornalunga, hanno causato l’inondazione di vasti appezzamenti agricoli nelle aree di Sigonella e Passo Martino, Ramacca, Palagonia e in numerosi altri territori della Sicilia orientale. Interi campi sommersi, produzioni compromesse, strutture danneggiate».
I danni hanno colpito duramente gli ortaggi da pieno campo, in primo luogo i carciofeti, e il comparto agrumicolo, con fenomeni di caduta precoce dei frutti, disseccamento delle piante e compromissione delle produzioni tardive e medio-tardive. Gravi anche i danni alle serre nelle zone di Mazzarrone, Licodia Eubea, Bronte e Maletto, con strutture scoperchiate dall’azione del vento.
Effetti rilevanti si registrano anche nella provincia di Enna, in particolare nel territorio di Centuripe.
Dai primi sopralluoghi emerge un quadro allarmante: perdite produttive stimate tra il 10 e il 40 per cento, un danno economico complessivo che supera gli 80 milioni di euro, tra produzioni agricole e strutture. Un colpo durissimo per un comparto già messo a dura prova dall’aumento dei costi e dalle difficoltà di mercato.
Accanto al danno produttivo, Lombardo ha richiamato l’attenzione su un’altra emergenza.
Quella occupazionale: «La drastica riduzione delle produzioni – ha sottolineato – comporterà inevitabilmente una perdita significativa di giornate lavorative per i braccianti agricoli. Parliamo di lavoratori già esposti a precarietà e fragilità economica, che rischiano oggi di vedere ridotte anche le tutele legate all’indennità di disoccupazione».
Su questo fronte, il gruppo parlamentare autonomista composto dagli onorevoli Di Mauro, Carta, Balsamo, Lombardo e Primavera ha presentato uno specifico ordine del giorno che impegna il Governo regionale ad attivare misure straordinarie di sostegno al reddito per i braccianti agricoli delle aree colpite.
Tra le proposte, l’erogazione di bonus compensativi e il riconoscimento, per l’anno in corso, della stessa indennità di disoccupazione agricola percepita nell’anno precedente, così come avvenuto durante l’emergenza Covid.
Sul piano delle risposte strutturali, Lombardo ha indicato con chiarezza le strade da percorrere.
La declaratoria dello stato di calamità naturale: «L’attivazione di misure specifiche nell’ambito della PAC–PSP 2023–2027. Il possibile ricorso al Fondo di solidarietà dell’Unione Europea e al Fondo di solidarietà nazionale per le imprese agricole. Oltre all’impiego di risorse regionali e nazionali, nel rispetto della normativa sugli aiuti di Stato».
Nel suo intervento Giuseppe Lombardo ha inoltre richiamato l’attenzione su una criticità strutturale che rischia di aggravare ulteriormente gli effetti del ciclone Harry sul comparto agricolo siciliano: quella legata all’accordo Mercosur.
«I nostri produttori agricoli – ha evidenziato Lombardo – sono già messi a dura prova da dinamiche di mercato fortemente penalizzanti. L’accordo Mercosur rischia di infliggere un colpo definitivo alle produzioni siciliane, perché non garantisce quella condizione di reciprocità che dovrebbe essere alla base dei trattati commerciali europei».
«Mi auguro – ha detto – che la Corte di Giustizia europea blocchi un accordo che definire scellerato non è eccessivo. In questa fase drammatica, continuare a penalizzare il nostro comparto agricolo significherebbe condannare intere filiere produttive. Anche su questo tema Governo e Parlamento devono fare la loro parte, con determinazione e responsabilità».
«Siamo qui con spirito di piena collaborazione – ha concluso Lombardo –. Ma dobbiamo correre contro il tempo. Il ciclone Harry ha messo in ginocchio territori, imprese, lavoratori. La risposta delle istituzioni dovrà essere rapida, concreta e proporzionata alla gravità dell’emergenza».
DI PASQUALE. "I 33 milioni di euro stanziati in prima battuta dal governo nazionale per l'emergenza Harry in Sicilia sono assolutamente insufficienti, così come è sbagliata la scelta di dividere i cento milioni complessivi in eguale misura con le regioni Sardegna e Calabria. Massimo rispetto per quei territori colpiti, ma la Sicilia ha subito danni ben maggiori. Ci aspettiamo quindi che il governo nazionale metta in campo la stessa determinazione mostrata in occasione dell'alluvione che devastò l'Emilia Romagna, quando per quella sola Regione furono stanziati complessivamente oltre due miliardi di euro". Lo dice il deputato del Partito democratico all'Assemblea regionale siciliana, Nello Dipasquale intervenendo a Sala d'Ercole durante la seduta odierna.
"Il governo Meloni non tratti la Sicilia come la Cenerentola d'Italia", aggiunge Dipasquale che poi ricorda: "In occasione dell'alluvione che sconvolse l'Emilia Romagna la presidente del Consiglio lasciò anzitempo il G7 in Giappone per indossare gli stivali e recarsi nelle zone colpite. Nulla di tutto questo, che sarebbe stato un segnale simbolico importante, è stato fatto per la Sicilia, terra ancora una volta dimenticata da questo governo".
Il parlamentare regionale del Pd poi torna sulle misure che l'Esecutivo nazionale mise in campo per l'Emilia Romagna: "Le stime in Sicilia parlano di oltre un miliardo di euro di danni e la cifra sembra destinata ad aumentare - osserva -. Il governo predisponga uno stanziamento di eguale livello e metta in campo tutte le misure che in quell'anno adottò per l'Emilia Romagna. Dalla sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi allo stop ai pagamenti delle utenze, passando per un Fondo straordinario dedicato alla continuità didattica. Tutte misure che la Sicilia merita, perché i siciliani - continua Dipasquale - non sono figli di un Dio minore ed è bene che il governo nazionale lo ricordi".
Dipasquale, infine, ringrazia la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che oggi si è recata a Niscemi per un sopralluogo nella cittadina nissena colpita dalla frana e che ha manifestato la vicinanza del Pd alle popolazioni siciliane colpite dal ciclone Harry: "A Schlein un grazie di cuore - evidenzia - per essersi catapultata in Sicilia dimostrando vicinanza e sensibilità, e mettendo il Pd a disposizione per ogni possibile sostegno al nostro territorio nonostante il ruolo di opposizione in Parlamento".
LOREFICE. “Le comunità del Sud messe in ginocchio dall’uragano Harry dovrebbero essere la priorità politica e umana di questo Governo, che invece continua a vincolare ingenti risorse su altre opere, destinando pochi spiccioli a questa emergenza, mentre intere aree del Paese, come Niscemi, franano. Il rischio idrogeologico richiede pianificazione, prevenzione, attuazione rapida degli interventi e investimenti strutturali veri. Continuare a intervenire solo in emergenza significa esporre i cittadini a pericoli evitabili e trasformare ogni evento atmosferico in tragedia. La tutela del territorio è la condizione di base per qualsiasi strategia di sviluppo: senza sicurezza di case, scuole e infrastrutture locali, ogni altra opera perde significato e diventa una priorità rovesciata”. Lo ha affermato in una nota il senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato.
MORFINO. “Al governo Meloni non è chiaro un concetto: i 100 milioni stanziati per l’emergenza maltempo legata all’uragano Harry sono una mortificazione che Sicilia, Calabria e Sardegna non meritano. Una somma irrisoria, messa lì da un governo Meloni che ha approcciato in maniera oltremodo pilatesca ai disagi causati dal maltempo nelle tre regioni in questione. Il tutto è reso ancora più insopportabile dall’ostinazione con cui questo esecutivo, per non scontentare il capriccioso Salvini, tiene fermi miliardi per un’opera folle come il ponte sullo Stretto. Che probabilmente non si farà mai, ma sicuramente non si farà con questo governo, che sul fronte delle procedure e della documentazione ha dimostrato di non essere all’altezza. Harry ha messo a nudo tutta la fragilità delle tre regioni colpite: servono risorse ingenti per il pronto intervento, ma ne serviranno ancora di più per mettere in sicurezza i tantissimi comuni colpiti. Un governo serio, dunque, ridarebbe immediatamente a Sicilia e Calabria ciò che è stato sottratto loro per le smanie sul ponte. Invece ci tocca vedere un governo inerme, che degli sfollati se ne frega e addirittura li buggera pure aprendo a un nuovo condono edilizio. Non ci sono parole”. Così in una nota la capogruppo M5s in commissione Ambiente Daniela Morfino (M5s).
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