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29/01/2026 18:45:00

Erice, annullata bolletta da oltre 3mila euro per presunta manomissione: era regolare

Una bolletta dell’energia elettrica da oltre 3mila euro, emessa per una presunta manomissione del contatore, è stata integralmente annullata. È accaduto a Erice, in contrada Rigaletta, dove un cittadino si è visto recapitare una fattura pesantissima da parte di un fornitore operante nel regime di maggior tutela. Dopo l’intervento dello sportello +Tutela Trapani di Consumerismo No Profit e il chiarimento tecnico del distributore di zona, al cliente non è stato richiesto alcun pagamento.

 

La vicenda ha origine dall’emissione di una bolletta di importo rilevante, giustificata dal venditore come conseguenza di una presunta alterazione del contatore, che sarebbe avvenuta in un arco temporale molto ampio, da ottobre 2019 a marzo 2023. Un’accusa grave, che avrebbe potuto comportare non solo un danno economico, ma anche ulteriori conseguenze per il consumatore.

 

Assistito da Consumerismo, il cittadino ha presentato un formale reclamo, contestando l’addebito e chiedendo chiarimenti tecnici puntuali. Il fornitore, però, non ha risposto nei termini previsti dalla regolazione, nonostante operasse nel regime di tutela, che dovrebbe garantire standard più elevati di protezione per gli utenti.

Scaduti i termini di legge, la controversia è approdata in conciliazione. In questa fase, grazie anche al coinvolgimento del distributore locale, è stato accertato che non vi era stata alcuna manomissione del contatore, ma un semplice malfunzionamento del misuratore, non imputabile in alcun modo al cliente finale.

Alla luce delle verifiche tecniche effettuate, la fattura contestata è stata integralmente annullata e nulla è risultato dovuto dal consumatore.

 

Il caso di contrada Rigaletta mette in evidenza una criticità tutt’altro che isolata nel settore energetico: anche nel regime di maggior tutela, i cittadini possono trovarsi esposti a richieste economiche fondate su presupposti errati, con reclami che restano senza risposta e con un onere della prova che, di fatto, viene scaricato sull’utente.

«È inaccettabile che a fronte di accuse così gravi, come una presunta manomissione del contatore, non venga effettuata una verifica tecnica preventiva e non si risponda ai reclami dei cittadini», sottolinea Giovanni Riccobono, responsabile dello sportello +Tutela Trapani, che invita i consumatori a non pagare automaticamente le fatture contestate e a far valere i propri diritti attraverso gli strumenti di tutela previsti dalla normativa.

La vicenda si chiude con un esito favorevole per il cliente ericino, ma riaccende il dibattito sull’effettiva efficacia delle garanzie nel regime di tutela e sulla necessità di rafforzare i controlli e la qualità delle risposte fornite dagli operatori del settore energetico.