×
 
 
30/01/2026 06:00:00

Il maltempo nel Trapanese, la Sicilia alla prova del ciclone Harry e della frana a Niscemi

La Sicilia è alle prese con una delle fasi più difficili degli ultimi anni sul fronte del dissesto idrogeologico e degli eventi climatici estremi. Il ciclone Harry ha colpito duramente coste, infrastrutture e attività economiche, mentre a Niscemi una frana di proporzioni eccezionali continua a minacciare il centro abitato, costringendo centinaia di famiglie ad abbandonare le proprie case. Dal Trapanese al Nisseno, passando per la Sicilia orientale, l’Isola mostra tutte le sue fragilità strutturali: litorali erosi, strade invase da acqua e detriti, reti di collegamento interrotte e comunità che chiedono risposte immediate. In questo scenario di emergenza diffusa, tra interventi della Protezione civile, ristori economici e un acceso confronto politico, si apre una riflessione più ampia sulla prevenzione, sulla capacità di spesa e sulla necessità di ripensare lo sviluppo del territorio alla luce dei cambiamenti climatici.

 

La provincia di Trapani continua a fare i conti con gli effetti devastanti del maltempo: mareggiate violente, raffiche di vento e strade sommerse hanno creato una situazione di emergenza lungo il litorale e nelle aree interne. Marsala, Misiliscemi ed Erice sono tra i Comuni più colpiti, dove barche affondate, strade impraticabili e danni a infrastrutture pubbliche hanno messo a dura prova i cittadini. La fragilità del territorio torna a emergere, mentre le autorità locali cercano di contenere i disagi e intervenire in urgenza.

 

 

 

Marsala e la violenza del mare
A Marsala, il forte vento di maestrale ha provocato allagamenti e danni soprattutto lungo la litoranea nord, in particolare in Contrada Spagnola e nell’area dello Stagnone. Le mareggiate hanno trascinato detriti, alghe e materiali sulle strade, sommergendo pontili e piste ciclabili. Alcune barche ormeggiate sono affondate e la carreggiata risulta pericolosa per pedoni e automobilisti. A Sappusi, il forte vento ha portato alla chiusura precauzionale dell’asilo nido per rischio crollo di pannelli solari.  

 

A Misiliscemi il litorale di Marausa impraticabile
Nel comune di Misiliscemi, la situazione più critica si è registrata a Marausa, lungo viale Mothia, dove il mare ha invaso la carreggiata, rendendo impossibile il passaggio, a causa di detriti e accumuli di alghe. La Protezione Civile locale ha delimitato le aree a rischio e liberato la strada.

 

Disagi nei Comuni costieri e interni
Erice e Santa Ninfa hanno registrato problemi legati a raffiche di vento e mareggiate. A Erice, la SP20 tra Pizzolungo e Trapani è stata resa quasi impraticabile da alghe e detriti, mentre a Santa Ninfa il Comune ha disposto la chiusura di cimitero, villa comunale e centro sportivo per motivi di sicurezza. 

 

 

 

 

Meteo: nel weekend nuove piogge e peggioramento in arrivo

Il quadro meteorologico resta instabile e destinato a peggiorare nel corso del fine settimana. Sulla Sicilia prosegue infatti una fase caratterizzata da impulsi perturbati di origine atlantica, che continueranno a influenzare le condizioni meteo anche nei prossimi giorni. Venerdì il tempo sarà a tratti instabile, con possibilità di rovesci sparsi sui settori occidentali e meridionali dell’Isola e lungo il versante tirrenico palermitano. Le precipitazioni risulteranno più probabili nel Messinese, soprattutto dal pomeriggio. I venti soffieranno dai quadranti occidentali, in rinforzo nelle ore centrali e serali, con raffiche che potranno superare i 50–60 km/h. Un peggioramento più incisivo è atteso nella giornata di sabato, quando una depressione in rapido approfondimento si muoverà dalle Baleari verso la Sardegna per poi transitare, dal pomeriggio, tra il Canale di Sicilia e l’Isola. Le piogge diventeranno più diffuse e localmente intense, in particolare sui settori centro-meridionali ed orientali, accompagnate da correnti più fredde. Non si esclude il ritorno della neve in montagna, con possibili nevicate sulle Madonie e sui Nebrodi e soprattutto sull’Etna. I venti resteranno presenti, ma il passaggio più meridionale del vortice dovrebbe limitare le raffiche più intense lungo le coste.

 

 

Niscemi, la frana ancora attiva: “Peggio del Vajont”

Se nel Trapanese il maltempo ha mostrato ancora una volta la fragilità delle coste, a Niscemi l’emergenza assume contorni ancora più drammatici. La frana che interessa il centro abitato è ancora attiva e continua ad avanzare verso la città, imponendo evacuazioni, demolizioni e la necessità di ripensare completamente l’assetto urbano.

A lanciare l’allarme è stato il capo del Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, che ha definito il fenomeno «tecnicamente peggiore del Vajont». Il movimento franoso in atto coinvolge infatti circa 350 milioni di metri cubi di terreno, a fronte dei 263 milioni di metri cubi del disastro del 1963: «Stiamo parlando – ha spiegato – di una massa quasi una volta e mezza superiore a quella del Vajont».

 

Evacuazioni e zona rossa in continuo arretramento

La frana continua a modificare il perimetro di sicurezza. La fascia di rispetto di 150 metri, stabilita in via precauzionale, arretra progressivamente man mano che il fronte franoso avanza verso il centro abitato. All’interno di quest’area sono già stati evacuati 1.276 cittadini, pari a circa 500 nuclei familiari.

Secondo Ciciliano, per una parte di queste persone non sarà possibile fare ritorno nelle proprie abitazioni: alcune case non solo non potranno essere riabitate, ma dovranno essere demolite, se non verranno prima inghiottite dall’avanzamento della frana stessa.

 

 

Ricostruzione e nuova identità urbana

Il capo della Protezione Civile ha sottolineato come sia ormai necessario pensare a una vera e propria rilocalizzazione di una parte della popolazione:
«È fondamentale che questo percorso avvenga in maniera partecipata. La forzatura nell’individuazione di nuove aree non funziona: serve il coinvolgimento attivo dei cittadini nella costruzione di una nuova identità urbana».

Un primo spiraglio arriva dal Comune di Gela. Il sindaco Terenziano Di Stefano ha proposto la cessione di aree comunali lungo la Piana di Gela, attualmente in territorio gelese ma a ridosso di Niscemi, per avviare la ricostruzione dei quartieri distrutti.
Una proposta accolta con cautela ma apertura dal sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, che ha ribadito come la priorità resti la messa in sicurezza dei cittadini e delle aree franate. Sulla quantificazione dei danni, Ciciliano ha invitato alla prudenza: «I danni sono ingenti, ma una stima seria si può fare solo a evento concluso. Non vince chi fa prima con i numeri, ma chi è preciso e ha capacità di spesa». Un passaggio che richiama la necessità di interventi concreti e sostenibili nel tempo, più che annunci immediati.

 

 

 

Ciclone Harry, i ristori della Regione: primi aiuti alle imprese colpite

Accanto all’emergenza sul fronte della sicurezza e della tenuta del territorio, il ciclone Harry apre ora il capitolo dei ristori economici. La Regione Siciliana ha infatti dato il via ai primi aiuti alle imprese colpite dal maltempo, con l’approvazione in giunta del bando per l’erogazione di contributi a fondo perduto.

Il governo guidato da Renato Schifani ha stanziato una misura immediata che prevede un contributo minimo di 5 mila euro a fondo perduto per consentire la riattivazione delle attività economiche costrette a fermarsi a causa delle mareggiate e dei danni provocati dal ciclone Harry. Si tratta della prima fase di un piano di sostegno più ampio, che sarà rafforzato nelle prossime settimane.

 

 

 

Fase uno: contributi immediati e procedure semplificate

Il bando, che sarà pubblicato nei prossimi giorni dall’assessorato regionale alle Attività produttive, avrà una dotazione complessiva di 23 milioni di euro:

  • 20 milioni stanziati dalla Regione Siciliana; 3 milioni provenienti dalle risorse della Protezione civile. A occuparsi dell’erogazione dei contributi sarà Irfis-FinSicilia, la finanziaria regionale. I ristori saranno cumulabili con eventuali futuri aiuti regionali o statali. Considerata l’urgenza dell’intervento, la Regione ha previsto deroghe alle procedure ordinarie: per accedere al contributo sarà sufficiente presentare una perizia giurata redatta da un professionista. Non saranno richiesti né il Durc né la documentazione sulla regolarità fiscale. Potranno presentare richiesta: micro, piccole e medie imprese, associazioni ed enti del terzo settore, gestori di stabilimenti balneari e attività economiche sui litorali siciliani, comprese le isole minori. Le domande dovranno essere inviate attraverso una piattaforma informatica, che sarà attivata entro la seconda metà di febbraio e resterà aperta per 30 giorni. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è arrivare all’erogazione dei contributi entro la fine di marzo.

 

Fase due: finanziamenti agevolati e ricostruzione

Già a partire da febbraio prenderà il via anche la fase due dei ristori, attraverso il Fondo Sicilia di Irfis. Questa seconda misura prevede: contributi a fondo perduto; finanziamenti agevolati a tasso zero; fino al 60% in credito agevolato e 40% a fondo perduto; importo massimo fino a 400 mila euro; pre-ammortamento di tre anni

Le risorse saranno destinate alla ricostruzione, ristrutturazione e rilancio delle attività economiche, con particolare attenzione al comparto del turismo balneare in vista della prossima stagione estiva.

 

Schifani: “Risposte rapide per salvare l’economia costiera”

«È un primo e concreto segnale di attenzione verso le realtà imprenditoriali duramente colpite dal ciclone Harry», ha dichiarato il presidente della Regione Renato Schifani, sottolineando la necessità di interventi rapidi e coordinati per evitare il collasso di interi settori economici.

 

Il fronte delle istituzioni e delle categorie produttive

Accanto agli interventi emergenziali, si moltiplicano le prese di posizione di enti, associazioni e parti sociali. Ance Sicilia ha espresso piena vicinanza alle comunità colpite dal ciclone Harry e alla popolazione di Niscemi, sottolineando come il sistema di Protezione civile abbia contribuito a evitare conseguenze ancora più gravi. L’associazione dei costruttori richiama però l’urgenza di una messa in sicurezza strutturale del territorio, evidenziando che molto è stato fatto sul fronte della prevenzione sismica e idrogeologica, ma che resta ancora tantissimo da realizzare. In questa prospettiva, Ance Sicilia si è detta pronta a collaborare con il governo regionale per la pianificazione e l’attuazione degli interventi di ricostruzione, tenendo conto anche degli effetti dei cambiamenti climatici nel Mediterraneo.

 

 

 

 

Il ruolo dei Comuni e il coordinamento istituzionale

Anche ANCI Sicilia ha formalizzato la propria disponibilità a partecipare alla cabina di regia regionale, offrendo supporto diretto al Comune di Niscemi. L’associazione dei Comuni siciliani intende coordinare l’aiuto degli enti locali, mettendo a disposizione personale tecnico e amministrativo per garantire la continuità dei servizi essenziali, il controllo del territorio e le prime attività di ricognizione e progettazione. Un sostegno ritenuto fondamentale per evitare il collasso della macchina amministrativa locale in una fase di emergenza ancora in corso.

 

Minori e famiglie: l’allarme sociale

A destare particolare preoccupazione è la situazione dei minori di Niscemi. Secondo Save the Children, oltre 4.200 bambini e ragazzi stanno vivendo giorni di paura e incertezza tra evacuazioni, case a rischio crollo e scuole chiuse. L’organizzazione sottolinea il rischio di traumi legati allo sradicamento improvviso e alla sospensione della normalità quotidiana, annunciando l’invio di un proprio team sul territorio per valutare interventi di supporto mirati. «Nessun minore dovrebbe affrontare da solo un’emergenza di questa portata», avverte l’associazione.

 

Gela vicina a e pronta ad aiutare Niscemi

L'amministrazione comunale di Gela è vicina in maniera fattiva e non solo formale verso la popolazione di Niscemi colpita dall’evento franoso. Ieri il sindaco Terenziano Di Stefano e l'assessore Valeria Caci hanno partecipato al tavolo del centro operativo, in municipio a Niscemi, coordinato dal Prefetto di Caltanissetta.
Due le proposte messe in campo. Nell’ambito del distretto socio-sanitario (di cui anche Niscemi fa parte) è stata data disponibilità per il trasporto dei disabili niscemesi nei centri di riabilitazione di Gela. Per gli sfollati è stata data disponibilità degli immobili confiscati alla mafia nell’immediato mentre per la ricostruzione il Sindaco si è detto pronto a cedere aree a ridosso tra Gela e Niscemi.

 

 

Sindacati e mondo del lavoro: “Non è un’emergenza, è un fallimento strutturale”

Dura la posizione della Fillea Cgil Sicilia, che parla apertamente di fallimento infrastrutturale. Il ciclone Harry, secondo il sindacato, ha messo a nudo anni di inerzia, con una rete stradale e ferroviaria insufficiente che ora paralizza soprattutto la Sicilia orientale. L’interruzione dei collegamenti e l’aumento dei costi logistici rischiano di colpire duramente imprese e occupazione, trasformando aree produttive strategiche in nuove zone di crisi. La richiesta è chiara: ricostruzione immediata delle infrastrutture danneggiate, piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e attivazione di ammortizzatori sociali per tutelare i lavoratori.

 

Il dibattito politico e il nodo della prevenzione

Sul piano politico, il Movimento 5 Stelle insiste sul tema della prevenzione e delle responsabilità accumulate negli anni. Da più esponenti arriva la denuncia del mancato finanziamento della Carta Geologica Nazionale, considerata uno strumento essenziale per prevenire disastri come quello di Niscemi. Il M5S Sicilia ha inoltre annunciato la disponibilità a donare un milione di euro proveniente dalle restituzioni degli stipendi parlamentari ai cittadini colpiti dal ciclone Harry e agli sfollati della frana.

Non mancano le critiche al Governo nazionale, accusato di aver tagliato risorse per la tutela del territorio e di continuare a puntare su grandi opere come il Ponte sullo Stretto, giudicate fuori contesto rispetto alle urgenze di una regione fragile e colpita da eventi estremi sempre più frequenti.

 

La risposta della Regione e i sopralluoghi istituzionali

Dal canto suo, la Regione rivendica tempi rapidi e interventi concreti. L’assessore al Territorio Giusi Savarino ha sottolineato la vicinanza agli operatori balneari e turistici, definendo strategico il sostegno a un comparto messo in ginocchio dal ciclone. Intanto prosegue l’attività istituzionale sul territorio: il presidente della Regione e commissario per l’emergenza Renato Schifani è atteso a Furci Siculo insieme al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini per un nuovo sopralluogo nelle aree colpite.

 

L’emergenza in corso non può essere archiviata come l’ennesima calamità imprevedibile. Il ciclone Harry e la frana di Niscemi raccontano una Sicilia esposta, vulnerabile, dove eventi estremi sempre più frequenti incontrano territori fragili e infrastrutture insufficienti. I primi ristori, le evacuazioni e le misure di messa in sicurezza rappresentano risposte necessarie, ma non sufficienti. La vera sfida inizia ora: trasformare l’emergenza in occasione di pianificazione, investire seriamente sulla prevenzione, sulla conoscenza del territorio e sulla capacità di realizzare gli interventi programmati. Perché senza una visione di lungo periodo, il rischio è che, passata l’onda dell’emozione e delle polemiche, restino solo macerie, ferite sociali e la certezza che il prossimo evento estremo troverà la Sicilia ancora una volta impreparata.



Ambiente | 2026-02-03 06:00:00
https://www.tp24.it/immagini_articoli/01-02-2026/il-caso-della-fognatura-sulla-spiaggia-di-triscina-250.jpg

Il caso della fognatura sulla spiaggia di Triscina

«La fognatura di Triscina è un’opera necessaria, ma oggi non si può ignorare la fragilità delle nostre coste». A rinfocolare il dibattito sulla questione della fognatura a Triscina di Selinunte è adesso...