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30/01/2026 10:00:00

Andrea Carollo è il terzo centenario festeggiato a Castellammare in un mese

 

Cento anni di vita, di memoria e di legami familiari. Andrea Carollo, nato a Castellammare del Golfo il 28 gennaio 1926, ha festeggiato ieri sera il prestigioso traguardo del secolo di vita, diventando il terzo centenario celebrato in città nel primo mese del nuovo anno.

 

Prima di lui avevano raggiunto i cento anni Anna Tarantola, nata il 7 gennaio 1926, e Antonia Cruciata, che ha spento ben 102 candeline. Un dato che conferma livelli di longevità particolarmente significativi a Castellammare del Golfo, spesso accompagnati da lunghi periodi di autonomia e buone condizioni generali di salute.

Una longevità che sembra legata non solo alla durata della vita, ma anche alla qualità dell’invecchiamento, favorita da stili di vita equilibrati e da una solida rete di relazioni familiari e sociali.

 

Andrea Carollo è stato sposato con Anna Cosentino, dalla quale ha avuto due figli, Anna e Antonino, quest’ultimo scomparso prematuramente nel 1983 all’età di 27 anni a causa di una malattia. Rimasto vedovo circa 15 anni fa, oggi vive con la figlia, il genero e il nipote Antonino. Nonostante non sia più autosufficiente, è perfettamente lucido e trascorre le sue giornate seguendo programmi televisivi, circondato dall’affetto dei suoi cari.

 

Per l’occasione, il sindaco Giuseppe Fausto ha fatto visita ad Andrea Carollo nella sua abitazione, consegnandogli una targa ricordo insieme al presidente del Consiglio comunale Giuseppe Ancona, che in passato è stato anche il suo medico di famiglia.

«Auguri sinceri ad Andrea Carollo per questo importante traguardo – ha dichiarato il sindaco Giuseppe Fausto –. In questo primo mese dell’anno Castellammare del Golfo ha celebrato tre centenari: un segnale positivo per la comunità e un riconoscimento al ruolo degli anziani quali depositari di memoria, valori e legami sociali. Ad Andrea Carollo, come a tutte le nonne e a tutti i nonni della città, l’augurio di serenità e salute e l’abbraccio dell’intera comunità».