Italia Nostra Trapani aderisce al Comitato promotore della petizione “No al mega impianto offshore nelle isole Egadi. Sì all’eolico sostenibile”, l’iniziativa che punta a fermare la realizzazione di quello che viene definito il più grande impianto eolico offshore d’Europa, previsto al largo dell’arcipelago delle Egadi.
Il progetto, secondo i promotori della petizione, interesserebbe un’area marina di circa 945 chilometri quadrati, una superficie pari a tre volte l’isola di Malta, con potenziali ricadute significative sull’ambiente e sulle attività economiche del territorio.
«Temiamo che un impianto di queste dimensioni possa creare serie difficoltà alla navigazione, alla pesca, alla migrazione degli uccelli e all’orientamento della fauna marina – afferma Totò Pellegrino, presidente di Italia Nostra Trapani –. Inoltre, desta forte preoccupazione la possibile proliferazione di questi impianti, visto che al Ministero dell’Ambiente risultano depositati decine di progetti per l’installazione di parchi eolici nel mare che circonda la Sicilia».
Un tema già affrontato dall’associazione lo scorso anno, quando Italia Nostra Trapani aveva promosso un convegno dal titolo “Eolico e fotovoltaico: quale tutela per il paesaggio?”.
«Non siamo pregiudizialmente contrari all’eolico – precisa Pellegrino – ma assistiamo a una evidente speculazione sulle energie rinnovabili in Sicilia, accompagnata da una scarsa attenzione alla tutela del paesaggio e delle risorse primarie del nostro mare. Per questo chiediamo che Governo e Regione stabiliscano limiti chiari al numero di impianti che il nostro territorio e il nostro mare possono sostenere».
Criticità vengono segnalate anche per gli impianti a terra. «Il territorio trapanese è già saturo di parchi eolici – aggiunge il presidente di Italia Nostra Trapani – e eventuali nuove installazioni dovrebbero essere realizzate esclusivamente in “zone idonee”, evitando i terreni agricoli produttivi che spesso vengono ceduti a causa della crisi del settore».
La petizione online, indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, è sottoscrivibile al link indicato in calce. Nel frattempo, il Comitato promotore ha già trasmesso dettagliate osservazioni agli stessi Presidenti, oltre che alla Capitaneria di Porto di Trapani e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e della concessione del demanio marittimoì