Importante sentenza del Tribunale civile di Marsala nell’ambito della cessione dei crediti “in blocco”.
Accogliendo, infatti, l’opposizione di un’impresa di costruzioni difesa dall’avvocato Giovanni Galfano, coadiuvato dal collega Andrea Accardi, il giudice ha annullato il precetto (intimazione a pagare) notificato da una società finanziaria. L’impresa di costruzioni ha contestato la sussistenza della titolarità del diritto di credito della finanziaria cessionaria di una “posizione a sofferenza”, ovvero un debito, derivante da un mutuo fondiario non pagato, venduto da un istituto di credito. Quest’ultimo, in precedenza, aveva pignorato il capannone industriale della società marsalese che, assistita dall’avvocato Galfano, aveva rilevato un difetto procedurale ed ottenuto l’estinzione della procedura, bloccando definitivamente le vendite all’asta.
Successivamente, l’istituto di credito aveva venduto in blocco alcuni crediti posti a sofferenza ad una società finanziaria che a sua volta aveva precettato il pagamento dell’importo dovuto (circa 355 mila euro) all’impresa marsalese, preannunciando il pignoramento immobiliare del capannone industriale. Anche in tal caso la società debitrice, sempre assistita dallo stesso legale, ha formulato un’opposizione. La società cessionaria si è difesa producendo l’avviso di cessione pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e la dichiarazione di avvenuta cessione sottoscritta dalla banca che ha ceduto il credito. Ma il Tribunale di Marsala ha accolto le eccezioni della difesa dell’impresa e ha ritenuto non raggiunta la prova della titolarità del credito, precisando che non è possibile qualificare la dichiarazione del cedente come confessione (non trattandosi di dichiarazione avente ad oggetto fatti a sé sfavorevoli), ma alla stregua di una “testimonianza scritta” vietata nel nostro ordinamento. “La sentenza – spiega l’avvocato Giovanni Galfano - contiene importanti considerazioni sulla valenza probatoria della dichiarazione di cessione sottoscritta dalle banche e tutela i debitori da esecuzioni non sorrette da una prova trasparente in ordine alla titolarità del credito, in un settore in cui le cessioni ‘in blocco’ sono molto diffuse”.