La prima sezione civile della Corte d’appello di Palermo ha condannato il Comune di Petrosino a risarcire, con quasi undicimila euro, un’anziana donna, R.L., oggi 78enne, che il 30 giugno 2018 cadde rovinosamente a terra, fratturandosi l’anca, sul margine dissestato di una strada comunale nella zona di Torre Sibiliana.
Alla donna è stato riconosciuto un risarcimento di 10.854 euro. Il Comune è stato condannato anche al pagamento delle spese di lite, pari a 2.672 euro.
In secondo grado è stata ribaltata la sentenza del Tribunale di Marsala, che aveva respinto la richiesta di risarcimento avanzata dalla donna. Ad assistere R.L. è stata l’avvocatessa Valeria Anselmi, mentre a difendere il Comune, rappresentato dal sindaco Giacomo Anastasi, è stato l’avvocato Ignazio Bilardello, attuale assessore nella giunta del sindaco Massimo Grillo.
La sentenza della Corte d’appello palermitana rappresenta un’importante svolta giurisprudenziale in materia e segna un punto a favore dei cittadini sul tema della manutenzione stradale e della responsabilità della pubblica amministrazione, richiamando gli enti locali all’obbligo di garantire sicurezza e adeguata manutenzione delle strade pubbliche.
Secondo i giudici, infatti, deve esserci un’equa ripartizione delle responsabilità. Il Tribunale di Marsala aveva respinto la richiesta di risarcimento, pari a 23 mila euro, ritenendo insufficienti le prove prodotte. In appello, invece, determinanti si sono rivelate le fotografie presentate dalla vittima, tra cui anche un’immagine tratta da Google Maps – Street View, che mostrava chiaramente il dislivello presente sulla carreggiata.
A queste prove si sono aggiunte le dichiarazioni dei testimoni che, pur non essendo “propriamente oculari”, non avendo assistito all’istante esatto della caduta, hanno individuato con precisione il punto in cui la donna è stata soccorsa.
I giudici d’appello hanno accolto la tesi dell’avvocatessa Anselmi, secondo cui, data la gravità delle lesioni riportate, era impossibile che la donna si fosse spostata autonomamente dal luogo dell’incidente, trascinandosi altrove rispetto al punto in cui è stata soccorsa.
La decisione ha inoltre sancito il principio di una valutazione equilibrata del concorso di colpa del danneggiato, che non deve tradursi in un automatico esonero di responsabilità per l’ente pubblico, ma in una corretta ripartizione delle responsabilità, proporzionata alla gravità della colpa e all’entità delle conseguenze dannose.