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01/02/2026 07:30:00

Stagnone, Legambiente e M5S: “Così l’ecosistema rischia di morire”

Il futuro dello Stagnone di Marsala torna al centro del dibattito pubblico. Da un lato il mondo ambientalista e tecnico che chiama a raccolta esperti e istituzioni, dall’altro la politica regionale che chiede conto di progetti finanziati e mai completati. Il denominatore comune è uno solo: lo stato di sofferenza di una delle riserve naturali più importanti della Sicilia.

 

Il convegno: “La Riserva Negata”

Sabato 14 febbraio 2026, dalle 9 alle 17, al Parco Archeologico di Lilibeo Marsala, nella sala conferenze “Fama”, si terrà il convegno “La Riserva Negata – Analisi e valutazioni sul futuro dello Stagnone di Marsala”, promosso dal Legambiente Marsala-Petrosino in collaborazione con gli Ordini professionali.

L’obiettivo è accendere i riflettori sullo stato di salute della Riserva Naturale Orientata “Isole dello Stagnone di Marsala”, affrontando temi cruciali come la qualità delle acque, la biodiversità, l’uso del suolo, la tutela dell’avifauna, la gestione delle aree protette e le prospettive di rinaturalizzazione sostenibile. Al tavolo del confronto siederanno docenti universitari, tecnici, ambientalisti ed esperti del settore.

 

L’interrogazione sul progetto RINASCE

Negli stessi giorni, il tema approda anche all’Assemblea Regionale Siciliana. La deputata del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi ha presentato un’interrogazione al governo regionale chiedendo chiarimenti sul progetto RINASCE, finanziato con oltre un milione di euro di fondi europei per il recupero dell’ecosistema della laguna.

Il progetto dovrebbe consentire di ridare ossigeno allo Stagnone, oggi soffocato dai canali interrati, attraverso la riapertura e lo scavo dei collegamenti con il mare, in particolare alla Bocca Nord e lungo Isola Lunga. «Nonostante le risorse stanziate – denuncia Ciminnisi – da anni non si hanno notizie chiare sull’avanzamento dei lavori. I canali risultano ancora interrati e, malgrado la proroga al 31 dicembre 2025, il progetto sembra bloccato».

 

“Un rischio ambientale irreversibile”

Secondo la deputata, l’immobilismo rischia di trasformarsi in un danno ambientale irreversibile. «Lo Stagnone non è solo un paesaggio da cartolina – sottolinea – ma un habitat di specie protette, area di sosta per gli uccelli migratori, patrimonio storico delle saline e risorsa economica e turistica per il territorio».

Una posizione che si intreccia con le preoccupazioni espresse dal mondo ambientalista. Il convegno di febbraio nasce proprio dalla necessità di fare chiarezza e rilanciare una visione di gestione che superi annunci e rinvii. «Custodire l’ambiente – conclude Ciminnisi – è una scelta politica, non uno slogan».

Tra analisi scientifiche e interrogazioni istituzionali, il destino dello Stagnone resta appeso a una domanda semplice ma ancora senza risposta: quando si passerà dalle parole ai fatti?