Un museo del costume, a prima vista, può sembrare un luogo dedicato soltanto alla tradizione: abiti, stoffe, forme del passato custodite nello spazio della conservazione. Ma il costume non è mai solo un oggetto estetico. È una forma culturale profonda: parla di appartenenza, di ruoli, di identità collettive.
Raccontare oggi la Fondazione Raffaello Piraino – nata da poco più di un mese nella Casa Museo che porta il suo nome - significa allora leggerla come un luogo in cui la memoria non resta ferma, ma diventa interrogativo sul presente. Un museo del costume non dice soltanto come ci vestivamo, ma suggerisce come stavamo al mondo. Attraverso un abito passano il corpo, il lavoro, il rito, la gerarchia sociale, la festa e il lutto. Ogni vestito conserva una storia incarnata.
La parola “costume” è ambigua e potente: indica l’abito, ma anche l’uso, la consuetudine, ciò che una comunità riconosce come forma condivisa. Per questo il costume è una grammatica sociale: rende visibile ciò che una società considera ammesso, ciò che distingue, ciò che trattiene.
Nel nostro tempo le identità sembrano sempre più provvisorie e le forme si consumano rapidamente, ma un museo del costume restituisce un contatto diverso con il tempo: la materia, la pazienza, il sapere delle mani. Dietro ogni abito si intravedono competenze tramandate, economie domestiche, lavoro spesso femminile rimasto anonimo, depositato nelle pieghe come una memoria silenziosa.
Il costume è anche vicino al rito e alla scena: l’abito della processione, del matrimonio, della festa. Trasforma l’individuo in figura, in parte di una comunità. E proprio oggi, quando molti rituali collettivi si stanno sfilacciando, questi oggetti tornano come domanda: che cosa ci teneva insieme? Quale forma dava volto alla società? Che cosa – anche – ci costringeva insieme?
È in questa prospettiva che la Fondazione Raffaello Piraino assume un significato che va molto oltre la conservazione. Non è un museo folclorico né un semplice repertorio di eleganza: è un museo della civiltà materiale, della soglia tra persona e ruolo, tra intimità e rappresentazione.
La Fondazione nasce dalla raccolta e dall’attività collezionistica quarantennale di Raffaello Piraino, figura centrale della vita culturale palermitana del secondo Novecento. Già docente all’Accademia di Belle Arti, scenografo, pittore, storico del costume, Piraino è un intellettuale capace di tenere insieme rigore e apertura, tradizione e sperimentazione. Negli anni Settanta, con la Galleria Arte al Borgo, contribuì a fare di Palermo un centro vivo e pulsante di dialogo culturale.
La Fondazione che oggi porta il suo nome ne raccoglie l’eredità non in forma celebrativa, ma nel metodo: custodire e studiare un patrimonio significa rendere attive le forme del passato, farne strumenti di lettura del presente.
Le collezioni comprendono abiti dal Settecento al Novecento, insieme a opere di arte contemporanea e applicata. La Fondazione si muove in un orizzonte aperto, intrecciando tutela, ricerca e dialogo con università, accademie, studiosi della cultura materiale e istituzioni del contemporaneo.
In questo percorso si inserisce anche il rinnovato sito web della Fondazione, pensato non solo come spazio informativo ma come strumento di accesso e condivisione. Accanto alle notizie e ai servizi per le visite, ospiterà presto un archivio digitale consultabile online da studiosi e istituzioni.
Dal 2022 la Casa Museo è diretta da Francesco Piazza, curatore indipendente e, dal 2025, presidente della Fondazione. Il suo lavoro si muove nella direzione di una valorizzazione critica, in cui conservare non significa fissare, ma rendere leggibile ciò che rischia di scomparire.
Conservare il costume oggi, in un tempo che consuma rapidamente le forme, è custodire qualcosa che porta addosso il tempo. Più di ogni altro oggetto, l’abito è stato vicino al corpo: ne ha seguito la crescita, il lavoro, la gioia, la perdita. È un archivio fragile e profondissimo.
La Fondazione Raffaello Piraino è il luogo in cui ciò che sembra ornamento si rivela struttura. Dove, nella trama di un vestito, si può ancora intravedere la trama di un mondo.
E ciò che rende la Fondazione ancora più viva è che Raffaello Piraino stesso accoglie spesso i visitatori, li accompagna tra le sale, racconta la storia dei costumi uno per uno. La visita diventa così un’esperienza condivisa: non solo un percorso tra abiti d’epoca, ma un viaggio nella storia sociale e culturale della Sicilia, nella trama profonda della nostra terra.
La Casa Museo si trova nel centro storico di Palermo, nella dimora palermitana di Raffaello Piraino, in via dell’Università 54.
La Fondazione è aperta al pubblico.
Per visite e informazioni: casamuseoraffaellopiraino.it
Daniela Thomas