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13/02/2026 13:28:00

Oggi i funerali di Antonino Zichichi. Campane a lutto tra Roma, Trapani ed Erice

Roma ha salutato Antonino Zichichi nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Alla celebrazione funebre, venerdì 13 febbraio, ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nella basilica che lo scienziato aveva scelto e amato, l’ultimo omaggio ha tenuto insieme musica, fede, memoria familiare e riconoscimento istituzionale. Sono risuonate musiche di Bach, Schubert e Mozart. I figli lo hanno ricordato con parole commosse. La Chiesa e le istituzioni hanno restituito il profilo di un uomo che ha attraversato il Novecento scientifico italiano senza separare mai del tutto ricerca e interrogazione spirituale.

Zichichi, nato a Trapani nel 1929 e morto il 9 febbraio 2026 a 96 anni, è stato uno dei fisici italiani più noti al mondo. Per la sua terra d’origine, però, è stato anche altro: il trapanese che ha portato Erice dentro la geografia internazionale della scienza.

Mentre a Roma si celebravano i funerali, Trapani ed Erice hanno partecipato al cordoglio con lutti cittadini, campane a morto e un sentimento diffuso di appartenenza.

Le campane tra Trapani ed Erice

Nel pomeriggio, alle 16, in concomitanza con le esequie nella Capitale, hanno suonato a lutto le campane di alcune chiese simbolo del territorio.

Per volontà del vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, il rintocco si è levato dalle chiese del centro storico di Erice, dalla parrocchia di San Pietro a Trapani, dove Zichichi fu battezzato nel 1929, e dalla Cattedrale di San Lorenzo.

È stato un gesto semplice, ma molto leggibile. Roma ha celebrato lo scienziato nella solennità di una basilica monumentale. Trapani ed Erice hanno risposto con il suono delle proprie chiese, riportando la memoria di Zichichi nei luoghi della sua origine.

Il vescovo Fragnelli, dopo la notizia della morte, ha sentito i figli Lorenzo e Fabrizio e ha espresso l’intenzione di ricordare lo scienziato con una celebrazione in occasione della tumulazione nel cimitero di Erice. La data sarà concordata con la famiglia.

Trapani ed Erice in lutto

Il Comune di Trapani ha proclamato il lutto cittadino per il 13 febbraio, giorno dei funerali. Il sindaco Giacomo Tranchida ha disposto le bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali e ha invitato la cittadinanza a osservare forme di raccoglimento in memoria dello scienziato.

Tranchida ha definito Zichichi “uno scienziato per la pace” e ha richiamato il valore della scienza “a difesa della vita”. Nel provvedimento comunale, il lutto non riguarda soltanto la comunità locale, ma viene presentato come una perdita per l’intera Nazione e per la comunità scientifica internazionale.

Anche Erice ha proclamato il lutto cittadino. La sindaca Daniela Toscano è stata a Roma alla camera ardente, portando il saluto della città che più di ogni altra lega il proprio nome all’opera scientifica e culturale di Zichichi.

È a Erice, infatti, che Zichichi fondò il Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, trasformando il borgo medievale in un luogo di incontro per scienziati di tutto il mondo.

Lo scienziato e la sua terra

La biografia scientifica di Antonino Zichichi è legata ai grandi laboratori internazionali. L’INFN lo ricorda come uno dei protagonisti italiani della fisica delle alte energie. Nel 1965 guidò al CERN l’esperimento che portò alla scoperta dell’antideutone, risultato importante nella conferma dell’esistenza dell’antimateria nucleare.

È stato presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, docente universitario, divulgatore, organizzatore di scuole scientifiche e congressi internazionali.

Ma il suo nome resta legato soprattutto a Erice. Nel 1963 fondò il Centro “Ettore Majorana”, che negli anni ha ospitato migliaia di scienziati e ha fatto dialogare discipline diverse, dalla fisica alla medicina, dalla matematica alle scienze ambientali.

Quella scelta non fu soltanto accademica. Fu anche territoriale. Portare la grande scienza a Erice significò collocare un piccolo centro della Sicilia occidentale dentro una rete internazionale di ricerca e confronto.

Scienza, fede e pace

Zichichi è stato anche una figura divisiva nel dibattito pubblico. Il suo modo di intrecciare scienza, fede e divulgazione ha suscitato adesioni, discussioni, critiche. Ma proprio questa esposizione lo ha reso uno degli scienziati italiani più riconoscibili anche fuori dagli ambienti specialistici.

Vatican News, ricordandone la morte, ha richiamato il ruolo di Zichichi nel dialogo tra scienza e fede e il legame con il Centro “Ettore Majorana” di Erice, visitato da Giovanni Paolo II nel 1993.

Il tema della pace è stato un altro asse della sua attività pubblica. Le scuole di Erice, i congressi, gli incontri internazionali portarono spesso in Sicilia scienziati provenienti da Paesi divisi da guerre, tensioni politiche o contrapposizioni ideologiche.

In questo senso, per Zichichi la scienza non era soltanto ricerca nei laboratori. Era anche linguaggio comune tra popoli, spazio di mediazione, possibilità di dialogo.

Un’eredità da misurare nel tempo

L’ultimo saluto nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ha chiuso la vicenda pubblica di uno scienziato che ha avuto una presenza costante nella vita italiana per decenni.

Resta ora il tempo della valutazione storica. Zichichi ha lasciato contributi scientifici, istituzioni, scuole, libri, programmi di divulgazione, relazioni internazionali. Ha costruito attorno a Erice un’immagine di città della scienza che ancora oggi appartiene all’identità del territorio.

Per Trapani ed Erice, la sua scomparsa non è soltanto il lutto per un nome illustre. È la perdita di una figura che ha rappresentato un ponte tra periferia e mondo, tra Sicilia occidentale e comunità scientifica internazionale.

Il suono delle campane, nel giorno dei funerali, ha reso visibile proprio questo legame. La Capitale ha celebrato lo scienziato. La sua terra ha salutato il figlio.

 

 

 

La morte di Antonino Zichichi chiude una lunga stagione della scienza italiana. Ma lascia aperto il segno più concreto del suo rapporto con la Sicilia occidentale: avere fatto di Erice, borgo di pietra e silenzio, uno dei luoghi mondiali del pensiero scientifico.

Ines D’Orazio