Si è tenuta domenica pomeriggio una riunione di partiti di centrodestra a Marsala. Presenti i segretari di partito provinciali che, pare, abbiano deciso di chiudere sul candidato sindaco Nicola Fici. Una chiusura che però è avvenuta senza la presenza del deputato capogruppo all’ARS di Forza Italia, che è pure deputato della città, Stefano Pellegrino.
Cosa si sono detti
Alla fine della riunione hanno pure stilato una bozza di comunicato stampa per ribadire la stessa cosa di sempre: Nicola Fici è il candidato, d’intesa pure con le segreterie regionali. Nessun ritorno su Massimo Grillo, nessuna apertura su Enzo Sturiano. Il comunicato, che Tp24 ha visionato in anteprima, dice sostanzialmente che tra giovedì e venerdì Fici dovrebbe tenere una conferenza stampa per ufficializzare. Il comunicato ufficialmente ancora non è arrivato perché qualcosa si è rotto.
I retroscena
Luca Sbardella è il commissario regionale di FdI, persona seria ma pure concreta. Ha ribadito da sempre che non ha preclusioni su alcuno, ma il centrodestra deve essere unito e non si può prescindere dalla presenza in coalizione di Pellegrino. Tuttavia, ha potuto constatare come i problemi dentro FI siano di spaccature profonde e i meloniani non possono guardare in casa di altri.
Allora, visto il veto di Toni Scilla e Marcello Caruso, rispettivamente segretario provinciale e regionale azzurro, su Sturiano e su Grillo, il criterio da seguire è un altro: Forza Italia si intesti la candidatura di Fici e liberi una casella in altre città dove si voterà; in più non potrà poi scegliere il candidato sindaco a Trapani, lasciando spazio a Fratelli d’Italia.
La riunione di domenica sera è avvenuta senza Pellegrino e senza Sturiano, provocando la reazione del deputato europeo Marco Falcone, che contesta il metodo con cui si sta andando avanti e di fatto bloccando il tavolo regionale e quindi anche il comunicato stampa. Tutto fa presupporre che entro questa settimana non ci sarà alcuna conferenza stampa di ufficializzazione.
Malumori fortissimi si registrano per una bozza di comunicato dove sono state tirate in ballo le segreterie regionali senza che ne sapessero nulla. Nella giornata di ieri Pellegrino ha incontrato il segretario nazionale Antonio Tajani, proprio per affrontare la questione delle divisioni interne, che sono diventate contrapposizioni.
Sturiano
Al presidente del Consiglio comunale non va bene che si continui a ragionare senza che si prenda in considerazione la sua candidatura, trattandosi di un tesserato di FI, avendone dato pure la disponibilità. La sua candidatura, ha detto, rimane in campo con o senza il partito di cui fa parte. Allo stesso tempo, i ben informati dicono che lui abbia un patto di ferro con Nicola Fici, voce che lo stesso presidente qualche giorno fa ha smentito, tranquillizzando il suo gruppo.
Cosa accadrà
Oggi, martedì 3 febbraio, si riunirà il gruppo dei civici, fondamentalmente per ribadire lealtà e appoggio a Fici. Il gruppo ragiona anche per posizioni di assessorati, con un ruolo di primo piano che dovrebbe tornare ad assumere Paolo Ruggieri, il quale dovrebbe fare confluire la sua mezza lista dentro quella di Fratelli d’Italia, operazione vincente per i meloniani, meno per gli attivisti di ProgettiAmo Marsala.
Ruggieri ha sempre goduto di incarichi grazie alla vicinanza a uomini di destra, da Nello Musumeci a Ruggero Razza. Nel 2018 fu presidente IACP Trapani, su nomina di Nello Musumeci; ha avuto incarichi legali all’Asp di Trapani, mentre era vicesindaco di Massimo Grillo (nessuna incompatibilità lo vietava). Sempre con Musumeci fu un esponente dell’UREGA in Sicilia, nella veste di presidente dell’Ufficio Regionale per l’Espletamento delle Gare d’Appalto per la provincia di Trapani.
Tutti gli scenari sono possibili
Nessuno vuole perdere, ma pare che nessuno voglia vincere; ognuno però cerca un posto al sole, garantito pure. Grillo non si ritira, questo è un punto fisso; Fici dovrebbe uscire, ma pare bloccato dalle liti interne a FI; Sturiano dice di essere in campo con o senza simbolo di partito.
Uno scenario che appare davvero la negazione di un percorso e di una progettazione politica nell’interesse della comunità. Qualcuno, però, dovrebbe spiegare, o finalmente imparare, che il numero degli assessori a Marsala è massimo sette e quindi qualcuno dovrà mettersi in fila.