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04/02/2026 06:00:00

Centrodestra in stallo a Marsala, il caso Fici e il fuoco amico

Il centrodestra a Marsala ha un problema serio. I continui blocchi alla candidatura di Nicola Fici non avvengono per mano avversaria ma per fuoco amico. Stessa coalizione. Solo domenica sera le segreterie politiche provinciali avevano concordato che Nicola Fici fosse il candidato, tirando in ballo anche le segreterie regionali. Poi l’intervento di Marco Falcone, che ha chiesto spiegazioni a Luca Sbardella sul perché Stefano Pellegrino sia stato esautorato.

 

La verità, però, sta nel mezzo. Pellegrino è sempre stato invitato ma non ha mai partecipato ai tavoli provinciali, salvo poi sabotarli. Ma la mente qui è Sturiano, con obiettivi abbastanza chiari, che emergeranno in seguito. Intanto nel dibattito è intervenuto Gianfranco Miccichè, fondatore di Grande Sicilia e deputato all’ARS.

 

Miccichè: progetto solido e condiviso, senza esclusioni

 

Il suo intervento chiarisce la posizione di Grande Sicilia e detta la linea: “Grande Sicilia auspica che presto abbia inizio un confronto fra tutte le forze politiche che si riconoscono nella coalizione di centrodestra a Marsala e che riconosca il valore politico di tutti gli attori presenti nel territorio, senza escludere alcuno. L’obiettivo comune deve essere quello di giungere rapidamente a una candidatura condivisa, attorno alla quale costruire un progetto solido e un programma dettagliato, incentrato sulle reali esigenze dei cittadini marsalesi”.

 

Continua l’onorevole stigmatizzando le fughe in avanti portate avanti dal livello provinciale: “Per questo riteniamo che sarebbe un grave errore se da parte di chiunque, o anche dal tavolo convocato per stasera (cioè ieri sera, n.d.r.), vi fossero fughe in avanti o iniziative non concordate, che non aiutano il dibattito e rischiano di disperdere energie preziose. Al contrario, ciò di cui Marsala ha bisogno è un confronto leale e costruttivo, tra tutti i partiti e gli esponenti dei movimenti civici che si riconoscono nel centrodestra, anche tenendo conto dell’innegabile valenza regionale del voto marsalese e della presenza in quel territorio di autorevoli rappresentanti regionali”. Il riferimento è al capogruppo all’ARS Stefano Pellegrino.

 

L’appello è al dialogo aperto e rispettoso: “La forza di una coalizione sta nella sua unità e nella sua capacità di proporre una visione comune, lavorando insieme con senso di responsabilità e proponendo una leadership competente e unitaria”.

 

Cosa è accaduto

 

Nella giornata di ieri Enzo Sturiano, insieme a Stefano Pellegrino, ha incontrato a Palermo i vertici dei vari partiti, in particolare Miccichè per Grande Sicilia e Decio Terrana per l’UDC. Ne sono emerse prese di posizione attendiste, ma anche di alleanza con Pellegrino. Il punto condiviso è che non si può andare avanti senza il capogruppo.

L’obiettivo

 

Ma qual è l’obiettivo? Per Sturiano e Pellegrino è lo stesso: non far ritirare Fici, con cui sono propensi a fare anche un accordo elettorale (quindi la candidatura di Sturiano è una boutade), ma far saltare il tavolo degli accordi, almeno così come è formato adesso. Tuttavia, i partiti che finora hanno intrapreso questa strada non sono né disposti a ricominciare da capo né a farsi dettare tempi e linee.

 

In sostanza, ciò a cui mirano Sturiano e Pellegrino è entrare in alleanza con Fici ma con un ruolo di primo piano. Tradotto: non arrivare da gregari, anche se di fatto lo sono già. E continuano, ad oggi, ad avere quattro posizioni di maggioranza con Massimo Grillo.

 

Fici, turbato e deluso

 

Nicola Fici non si aspettava né di trascinare così a lungo le trattative né di finire nel tritacarne dei partiti. Soprattutto non si aspettava che Sturiano e Pellegrino, seppure sempre garbati con lui, si mettessero a sabotare tavoli e accordi. Ricominciare da capo, in realtà, per loro significa essenzialmente due cose: non far passare la linea di 

 

Mimmo Turano e di Toni Scilla.

 

In tutto questo, la faccia è quella di Fici, che torna a essere considerato terreno su cui cementificare disfatte, regolare conti, mettere alla porta qualcuno. Questo Fici lo ha capito molto bene. Dovrebbe solo decidere di fare un passo indietro per mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità e alla loro inadeguatezza, che equivale a una caratura politica di poco spessore.