“I Livelli Essenziali delle Prestazioni per l’assistenza scolastica non possono diventare un’operazione solo formale né una fase transitoria usata come alibi per tagliare servizi e disperdere professionalità”. È l’allarme lanciato dal deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, mentre in VI Commissione “Salute, Servizi sociali e sanitari” dell’Ars è in discussione il disegno di legge del PD sull’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli studenti con disabilità.
Secondo Safina, la cosiddetta transitorietà prevista nella Legge di Stabilità 2026 rappresenta un rischio concreto: “Potrebbe tradursi in una riduzione dei servizi e nella perdita di competenze costruite in anni di lavoro sul campo. È invece necessario garantire da subito stabilità, continuità e risorse piene”.
Il deputato dem sottolinea come l’assistenza scolastica non sia un servizio accessorio, ma uno strumento fondamentale per rendere effettivo il diritto allo studio e l’inclusione. “Una soglia minima può rappresentare una base di partenza – afferma – ma non deve diventare un livellamento verso il basso o un pretesto per comprimere servizi che oggi funzionano e sono strutturati”.
Al centro della questione, per Safina, c’è soprattutto il tema delle risorse. “Se l’assistenza è garantita solo nei limiti dei fondi trasferiti, allora non parliamo più di un diritto pieno, ma di un diritto condizionato. I bisogni degli studenti non possono essere ridotti a una voce di bilancio: le risorse devono essere adeguate e complete”.
Da qui l’urgenza di un intervento legislativo regionale. “È fondamentale che l’esame del disegno di legge prosegua rapidamente e che venga approvato all’unanimità. La Regione Siciliana deve anticipare l’erogazione delle risorse già dall’anno scolastico 2026/2027, garantendo continuità agli studenti e stabilità agli operatori”.
Safina richiama anche l’importanza delle professionalità coinvolte: “Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione sono figure centrali nei Percorsi educativi individualizzati. Non sono intercambiabili né residuali. Perdere queste competenze significherebbe impoverire l’intero sistema dell’inclusione scolastica”.
Infine, l’appello politico: “Serve uno scatto di maturità istituzionale. Questo provvedimento non riguarda una bandiera di partito, ma l’attuazione di un principio costituzionale: l’uguaglianza sostanziale e il diritto all’istruzione per tutti. Dalla Sicilia deve partire una legge capace di rafforzare il quadro nazionale e mettere davvero al centro i diritti degli studenti con disabilità: non soglie minime, ma servizi adeguati ai bisogni reali”.