I medici di famiglia entrano nelle Case di Comunità: accordo all’ASP di Trapani
I medici di famiglia entrano nelle Case di Comunità: siglato l’accordo sperimentale all’ASP di Trapani. L’intesa è stata raggiunta tra l’Azienda sanitaria provinciale e le sigle sindacali dei Medici di Medicina Generale, e avvia da Partanna un modello sperimentale che rafforza l’assistenza ai pazienti fragili e cronici, puntando su integrazione, prevenzione e telemedicina.
I Medici di Medicina Generale saranno presenti nelle Case di Comunità dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani. L’accordo che disciplina il coinvolgimento dei MMG è stato sottoscritto dal Commissario straordinario dell’ASP, Sabrina Pulvirenti, e dalle organizzazioni sindacali FIMMG, SNAMI e SMI. L’intesa avvia, in via sperimentale, il nuovo modello organizzativo presso la Casa di Comunità di Partanna.
Cosa prevede
L’accordo si inserisce nel solco degli obiettivi fissati dal D.M. 77/2022 e dall’Accordo integrativo regionale dei Medici di Medicina Generale e punta a rafforzare l’assistenza territoriale attraverso una piena integrazione tra le Case di Comunità e gli studi dei medici di famiglia, presenti in maniera capillare sul territorio. L’obiettivo è garantire una presa in carico più efficace, continuativa e vicina ai bisogni dei cittadini.
I medici che aderiranno al progetto svolgeranno la propria attività all’interno delle Case di Comunità dell’ASP, operando in stretta integrazione con il personale sanitario, sociosanitario e amministrativo dedicato, secondo l’organizzazione aziendale.
L’attività dei MMG sarà orientata in modo particolare alla gestione delle patologie croniche e ai follow-up programmati dei pazienti stabilizzati, alla rivalutazione dei piani terapeutici secondo i PDTA e al monitoraggio dei principali parametri clinici.
Centrale sarà il modello della “medicina di iniziativa”, che prevede la presa in carico proattiva dei pazienti fragili e cronici, il richiamo di coloro che non aderiscono ai controlli programmati e l’individuazione precoce di eventuali criticità clinico-assistenziali.
Interventi mirati
Un ruolo significativo sarà svolto anche nell’ambito dell’educazione sanitaria e del counseling, con interventi mirati all’educazione terapeutica e al miglioramento dell’aderenza farmacologica. Previsto inoltre l’utilizzo di strumenti di telemedicina, come il telemonitoraggio dei pazienti cronici, i teleconsulti e le rivalutazioni cliniche a distanza.
«Si tratta di un accordo che rafforza l’assistenza territoriale e garantisce una migliore presa in carico del paziente fragile e cronico, puntando su una medicina di iniziativa e proattiva – ha dichiarato il Commissario straordinario Sabrina Pulvirenti –. Ringrazio i medici di medicina generale per la disponibilità, mai venuta meno, che ha consentito di siglare un’intesa importante, estendibile».
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