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10/02/2026 06:00:00

La Sicilia ferita si mette in mostra alla BIT. Turismo, territorio e futuro

La Sicilia arriva alla BIT di Milano con le cicatrici ancora aperte.
Non è un periodo facile per l’Isola, né per il suo sistema turistico. Il ciclone Harry ha messo in ginocchio infrastrutture, agricoltura e strutture ricettive, soprattutto lungo il fronte orientale. La frana di Niscemi, simbolo plastico di un territorio fragile e mal governato, non è certo una cartolina da esibire. Eppure, dal 10 al 12 febbraio 2026, la Sicilia sceglie di esserci, di raccontarsi, di mostrarsi alla 46ª edizione della BIT Milano, alla Fiera di Rho.

Non per rimuovere le ferite, ma per affrontarle.
Non per vendere illusioni, ma per proporre una visione.

 

Il ciclone Harry e il conto salatissimo

 

Il ciclone Harry ha travolto il Sud Italia lasciando una scia di distruzione che, secondo le prime stime, potrebbe superare i due miliardi di euro. Grazie alla gestione tempestiva delle allerte meteo non si sono registrate vittime, ma il prezzo pagato in termini economici e infrastrutturali è enorme.

Uno studio pubblicato il 20 gennaio da un team internazionale di ricercatori del progetto ClimaMeter ha evidenziato come Harry sia stato caratterizzato da raffiche di vento eccezionali, rese circa il 15% più intense dal riscaldamento globale antropico. Non una fatalità, ma un segnale chiaro: fenomeni simili sono oggi più caldi, più violenti e più pericolosi rispetto al passato.

Il Governo ha deliberato lo stato di emergenza nazionale. Ma lo studio sottolinea che il rafforzamento del ciclone è attribuibile soprattutto al cambiamento climatico guidato dalle attività umane, confermando l’urgenza di passare dalla gestione delle catastrofi alla prevenzione strutturale.

 

Territorio fragile, dati dispersi, prevenzione assente

 

È una sfida culturale prima ancora che tecnica.

In Sicilia la fragilità è aggravata da un dato allarmante.
Secondo l’Ordine regionale dei geologi, su 390 comuni siciliani, solo 207 hanno risposto a un censimento del 2016 e appena 11 dispongono di un geologo in organico.

 

Un’economia colpita al cuore

 

Il Consiglio dei ministri ha stanziato 33 milioni di euro per la Sicilia, cui si aggiungono 70 milioni regionali. Ma è solo una goccia.
I danni diretti alle infrastrutture – strade, porticcioli, stabilimenti balneari – sono stimati in 740 milioni di euro. Considerando i mancati guadagni, l’impatto complessivo supera il miliardo.

Messina guida la triste classifica con 244 milioni di danni, seguita da Catania e Siracusa. Anche la Sicilia occidentale paga il conto: Mazara del Vallo ha già trasmesso alla Protezione civile una stima di 6,7 milioni di euro.

Pesantissimo l’impatto su pesca e agricoltura: 40 milioni di euro tra imbarcazioni danneggiate e produzioni compromesse. Confagricoltura parla di perdite fino all’80% in alcune colture.

 

In questo contesto la Sicilia va alla BIT

 

È in questo scenario che la Sicilia si presenta alla BIT con il programma “Sicilia, oltre i luoghi iconici”, ospitato nello stand della Regione Siciliana (Padiglione 11).

Un calendario fitto di appuntamenti che mette insieme turismo, cultura, natura, infrastrutture, enogastronomia, provando a costruire una narrazione diversa: non rimozione delle crisi, ma capacità di trasformarle in consapevolezza.

 

La Sicilia Occidentale: il tempo come esperienza

 

Dal 10 al 12 febbraio, è protagonista il Distretto Turistico Sicilia Occidentale, che porta a Milano una proposta fondata su un’idea semplice e radicale: il tempo è l’esperienza.

Il Distretto presenta il Piano operativo 2026, con azioni concrete su sostenibilità ambientale, percorsi accessibili, valorizzazione dei siti culturali e naturali, promozione dell’enogastronomia e formazione degli operatori.

Il momento centrale è la conferenza stampa di oggi, 10 febbraio, alle 13.45, nello stand della Regione Siciliana.

Introduce Rosalia D’Alì, presidente del Distretto. Modera Mariza D’Anna.

 

Saline, vino, teatri, identità

 

Si parte da Gibellina Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2026 per raccontare un territorio che offre saliturismo, enoturismo, turismo culturale e outdoor.

Giorgio Andrian parlerà della candidatura delle Saline di Sicilia al Programma MaB UNESCO.
Antonio D’Alì Staiti racconterà il saliturismo come esperienza fuori dal tempo.
Maria Elena Bello illustrerà il ruolo delle cantine nella destagionalizzazione.

Spazio poi ai grandi teatri all’aperto:
il Luglio Musicale Trapanese, il Parco Archeologico di Segesta, le Orestiadi di Gibellina, con Antonella Corrao, che ricostruirà il percorso da Ludovico Corrao alla capitale culturale del 2026.

 

Birgi, l’Europa e la busiata

 

Il Distretto lavora in sinergia con l’aeroporto di Trapani-Birgi per road show e incoming, puntando sulle nuove tratte Ryanair verso l’Europa.

Alla BIT si parla anche di identità gastronomica con l’incontro “La busiata della Sicilia occidentale”, con Peppe Giuffrè e Giuseppe Martinez. La busiata entra ufficialmente nel Dizionario Zanichelli 2026. Presente l’assessore regionale Elvira Amata.

 

 

 

The Best of Western Sicily: otto partner in rete per una Sicilia Occidentale integrata

 

Accanto alla presenza istituzionale della Regione e del Distretto Turistico Sicilia Occidentale, alla BIT di Milano trova spazio anche The Best of Western Sicily, il progetto che racconta la Sicilia Occidentale come destinazione turistica integrata, sostenibile e fruibile tutto l’anno. Il progetto debutta alla BIT Milano a partire da domani, martedì 10 febbraio, all’interno del Padiglione 11 (stand E45–F46), con un calendario fitto di talk, presentazioni ed eventi.

Ideato nel 2020 da Feedback, agenzia specializzata in digital e live communication per la valorizzazione dei territori, The Best of Western Sicily nasce con un obiettivo preciso: superare la dimensione esclusivamente balneare della promozione turistica e puntare su un modello esperienziale, responsabile e slow, orientato all’innovazione sociale e alla sostenibilità. Al centro c’è una visione strategica di lungo periodo: costruire una DMO della Sicilia Occidentale capace di coordinare, rafforzare e rendere più competitiva l’offerta turistica sui mercati nazionali e internazionali.

Il progetto mette insieme otto partner pubblici e privati: Cefalù, CoopCulture, GESAP, Isole Egadi (Favignana, Levanzo e Marettimo), Palermo, Salemi, San Vito Lo Capo e l’Università degli Studi di Palermo. Un’alleanza che connette territori, cultura, ricerca, grandi eventi e infrastrutture, a partire dal ruolo strategico dell’aeroporto “Falcone e Borsellino”.

Il programma si apre martedì 10 febbraio alle ore 11 con l’inaugurazione ufficiale. Alle 11.30, San Vito Lo Capo presenta l’edizione 2026 del Cous Cous Fest, evento simbolo del dialogo tra culture attraverso il cibo. Alle 13.00, l’Università di Palermo propone un focus sul valore della biodiversità come motore di sviluppo sostenibile con il progetto Biodiversity Gateway. Nel pomeriggio, CoopCulture presenta ArcheoPass Segesta–Selinunte–Gibellina, percorso che intreccia archeologia, arte e architettura contemporanea, seguito dall’intervento del Comune di Palermo, che racconta la città come destinazione viva e attrattiva tutto l’anno.

Mercoledì 11 febbraio si apre con le Isole Egadi, modello di turismo consapevole e destagionalizzato. Seguono Destinazione Palermo – Palermo Culture Pass e il talk “La Palermo bellissima”, dedicato alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale e ai grandi eventi identitari. Alle 13.30, Cefalù racconta la propria identità tra mare, arte, tradizioni e sapori. Nel pomeriggio, il mensile I Love Sicilia promuove un confronto istituzionale sul futuro del turismo nell’Isola, seguito dall’intervento di Salemi, che presenta il proprio modello di attrazione internazionale fondato su turismo esperienziale e nuove forme di residenzialità.

La chiusura è prevista giovedì 12 febbraio, con l’Università di Palermo che presenta UniPa Heritage, il sistema museale diffuso dell’Ateneo, e l’offerta formativa come leva di sviluppo turistico. A seguire, San Vito Lo Capo presenta il calendario degli eventi, confermando una strategia orientata alla continuità dell’offerta durante tutto l’anno.

Un racconto corale che si affianca alle strategie regionali e del Distretto Turistico Sicilia Occidentale e restituisce l’immagine di una Sicilia Occidentale contemporanea, competitiva e sostenibile, capace di reagire alle ferite del presente costruendo, attraverso cooperazione e visione condivisa, un futuro turistico più solido e consapevole.

 

 

Una vetrina che è anche una sfida

La Sicilia arriva alla BIT ferita, ma non muta.
La sfida non è solo attrarre turisti, ma ripensare il rapporto tra territorio, sicurezza, clima ed economia. Raccontare il turismo oggi, per l’Isola, significa scegliere se limitarsi a vendere immagini o iniziare, finalmente, a costruire futuro.